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  • ROBERTO D’AGOSTINO

    E’ una figura di spicco nel panorama mediatico italiano, noto soprattutto per la creazione di Dagospia, un sito che ha saputo mescolare in modo provocatorio gossip, indiscrezioni e retroscena di politica, economia e costume.

    Nato a Roma il 7 luglio 1948, ha iniziato la sua carriera nei media in ambiti tutt’altro che lineari, passando dal ruolo di disc jockey e inviato speciale in programmi televisivi all’approccio più diretto e dissacrante del giornalismo, che oggi lo contraddistingue A.

    Oltre al suo percorso giornalistico, D’Agostino ha sperimentato il cinema dirigendone un film nel 1992, intitolato Mutande pazze, un episodio che testimonia la sua poliedricità e la capacità di spaziare tra diversi linguaggi comunicativi.

    Tuttavia, il vero punto di svolta è arrivato il 22 maggio 2000 con il lancio di Dagospia: un portale nato da un blog personale che, grazie a uno stile irriverente e provocatorio, si è trasformato in un bollettino d’informazione in grado di rivelare retroscena spesso nascosti ai canali tradizionali.

    Quest’innovativo approccio ha ridefinito i confini tra informazione e gossip, facendone uno strumento capace di influenzare il dibattito pubblico A B.

    Caratterizzato da un tono diretto e senza mezzi termini – in alcune interviste si è definito “libero e stronzo” – Roberto D’Agostino ha sempre sfidato le logiche convenzionali del giornalismo. Con la sua testata, ha fatto del pettegolezzo una finestra per scrutare i meccanismi nascosti del potere, creando cosi un mix irresistibile di informazione e intrattenimento che ha conquistato un vasto pubblico, pur dividendo le opinioni sul modo in cui vengono trattate le notizie del potere B.

    Nonostante la notorietà professionale, D’Agostino mantiene un certo riserbo riguardo alla sua vita privata, offrendo però qualche spaccato di una storia personale segnata da origini umili e da una costante evoluzione che lo ha portato a reinventarsi continuamente nei suoi diversi ruoli.

    La sua vicenda testimonia come sia possibile trasformare le esperienze personali in uno strumento di rinnovamento mediatico, capace di lasciare un segno importante nel panorama dell’informazione italiana A.

    Pvl

  • MONOPOLI / Costa monopolitana

    La costa monopolitana è una parte davvero affascinante della costa adriatica pugliese, dove la storia naturale e quella umana si intrecciano in modo profondo.

    Questo tratto di litorale, che si estende per circa 13 km, offre un panorama unico caratterizzato da una varietà di scenari: ampie spiagge sabbiose, piccole calette incastonate tra scogliere e modesti insediamenti che raccontano secoli di tradizione marinara

    Le forme della costa monopolitana hanno origine dall’azione incessante del mare e dall’erosione dei terreni circostanti

    In particolare, antichi corsi d’acqua, ormai prosciugati, hanno lasciato dietro di sé delle insenature spettacolari, le cosiddette calette

    Queste ambientazioni naturali offrono occasioni uniche per chi ama esplorare a piedi o in bicicletta, permettendo di scoprire angoli tranquilli dove il tempo sembra essersi fermato

    La presenza di vegetazione spontanea e formazioni rocciose crea un ambiente ideale per chi cerca un contatto autentico con la natura, lontano dal trambusto dei centri più urbani

    Oltre alla pura bellezza naturale, la costa monopolitana è intrisa di storia e cultura.

    Le cittadine lungo questo litorale, come Monopoli stessa, hanno sviluppato un forte legame con il mare, che si riflette sia nelle tradizioni locali sia nelle attività economiche, dalla pesca all’accoglienza turistica

    Il Porto Vecchio, ad esempio, non è solo un punto di riferimento storico; è anche il luogo in cui si sente ancora il palpito delle vecchie leggende marinare, una testimonianza del passato che continua a vivere nel presente

    In sintesi

    La costa monopolitana rappresenta un perfetto connubio tra natura incontaminata, storia geologica e tradizioni culturali

    È una destinazione ideale per chi desidera immergersi in scenari autentici, gustare la cucina locale e lasciarsi avvolgere dall’atmosfera mediterranea che da secoli incanta visitatori e abitanti

    Pvl

  • RICCHI E POVERI

    Sono un’icona senza tempo della musica leggera italiana, noti per la loro armonia vocale inconfondibile e per un percorso che ha segnato intere generazioni.

    Il gruppo nacque a Genova nel 1967, quando quattro giovani – Franco Gatti, Angela Brambati, Marina Occhiena e Angelo Sotgiu – si unirono per creare un quartetto polifonico che sapette coniugare tradizione e innovazione.

    La loro formula, che alternava le voci maschili e femminili in un intreccio sofisticato, divenne presto il marchio di fabbrica del gruppo e contribuì a renderli tra i gruppi italiani con maggiori vendite, superando i 22 milioni di copie in tutto il mondo A.

    Il nome “I Ricchi e Poveri” racchiude per molti il segreto della loro originalità e della loro attitudine: secondo alcune versioni aneddotiche, fu il cantautore Franco Califano a suggerire la denominazione, commentando che erano “ricchi di spirito e poveri di tasca”. Questo spirito di paradosso e la capacità di saper cogliere il lato leggero e ironico della vita si rispecchiano in brani diventati veri e propri inni, come “La prima cosa bella”, “Mamma Maria”, “Che sarà” e, nel 1985, “Se m’innamoro”, che al Festival di Sanremo sancì un ulteriore trionfo per il gruppo.

    Durante gli anni ’70 e ’80, I Ricchi e Poveri conquistarono il pubblico italiano ed internazionale grazie a melodie orecchiabili e arrangiamenti curati, diventando protagonisti non solo delle classifiche, ma anche di eventi televisivi e festival.

    La loro partecipazione costante a Sanremo, nonché l’incursione nel concorso dell’Eurovision Song Contest nel 1978, hanno rafforzato ulteriormente il loro legame con il pubblico, rendendoli parte integrante dell’immaginario musicale e culturale italiano A.

    Nel corso delle decadi, il gruppo ha vissuto diverse fasi di trasformazione: alcuni membri hanno sperimentato percorsi solisti o temporanee assenze, per poi riunirsi e dare nuova linfa creativa alla band.

    Questa capacità di reinventarsi pur mantenendo l’essenza del loro stile ha contribuito a fare dei Ricchi e Poveri non solo un gruppo storico, ma anche un simbolo di continuità e adattabilità nel panorama musicale in continuo mutamento.

    La loro storia è una combinazione affascinante di talento, passione, e racconti aneddotici che parlano di amicizia, sacrificio e resilienza.

    Pvl

  • CERIGNOLA

    Città dalla storia stratificata e affascinante

    la cui evoluzione si intreccia con le vicende dell’intera regione pugliese.

    La sua storia parte dalle antiche radici preistoriche per giungere agli eventi che l’hanno resa un punto di riferimento culturale e strategico nel corso dei secoli.

    Gli studi e i reperti archeologici rivelano che il territorio di Cerignola fu abitato già in epoca neolitica, con testimonianze che risalgono anche all’Età del Bronzo (circa 2000 a.C.) e all’Età del Ferro (circa 1000 a.C.).

    Questi antichi insediamenti, caratterizzati da economie agro-pastorali ben organizzate, presentarono una struttura tale da dare origine a vere e proprie comunità con mura difensive e sistemi di difesa.

    Successivamente, con l’avvento dei Romani, Cerignola conobbe uno sviluppo importante: la città ottenne lo status di municipium e divenne parte integrante di una rete viaria strategica, in particolare con la costruzione della via Traiana, che collegava Benevento a Brindisi e favoriva lo scambio di merci e culture.

    Il passaggio dal mondo antico a quello medievale vide la città attraversare diverse fasi di trasformazione.

    Sebbene le fonti scritte siano scarse e la storia della città presente alcune incertezze, il “Codice diplomatico barese” del 1150 rappresenta il documento cartaceo più antico in cui viene menzionata Cerignola – nella forma di “domum Malgerii Cidoniole”.

    Al contempo, la presenza della Chiesa Madre, risalente almeno al X secolo, suggerisce che l’insediamento abbia radici ancora più antiche, anticipando la datazione scritta di quasi duecento anni.

    Questo periodo fu cruciale per la definizione dell’identità urbana e culturale di Cerignola, ponendo le basi per le fasi successive della sua storia.

    Il territorio di Cerignola subì importanti trasformazioni anche durante il Medioevo e il Rinascimento.

    Secondo alcune tradizioni, la città sarebbe sorta sulle ceneri di un insediamento antecedente noto come Cerina (o Kerina), che affondava le sue radici intorno al 300 a.C.

    La posizione strategica lungo la via Traiana consolidò il ruolo della città quale centro agricolo e commerciale di notevole importanza.

    Nel 1418, Cerignola divenne feudo della famiglia Caracciolo, una delle tante dominazioni nobiliari che si susseguirono nel corso dei secoli.

    Un evento che ha segnato in modo indelebile la storia della città fu la battaglia del 28 aprile 1503, in cui si scontrarono le truppe francesi e quelle spagnole per il controllo del Regno di Napoli.

    Nota come la “Battaglia di Cerignola”, questo conflitto vide la vittoria degli spagnoli, guidati da Consalvo da Cordova, consolidando così l’influenza ispanica in una fase fondamentale delle vicende politiche italiane.

    Nel Seicento, il controllo della città passò alla famiglia Pignatelli, che riuscì a rafforzare ulteriormente il suo sviluppo agricolo e commerciale, contribuendo alla prosperità della regione.

    Tuttavia, nel 1731 Cerignola fu teatro di un devastante terremoto che distrusse quasi totalmente il borgo medievale, conosciuto come Terra Vecchia.

    Questa catastrofe segnò profondamente il volto urbano e la memoria collettiva, costringendo la comunità a ricostruire e reinventarsi.

    Con l’avvento del XIX secolo e grazie ai lavori di bonifica del territorio, la città conosciò un nuovo impulso urbanistico ed economico, preparando il terreno per le trasformazioni del Novecento

    Nel secondo Dopoguerra, Cerignola consolidò il suo ruolo di protagonista nell’ambito agricolo nazionale, grazie a una combinazione di tradizione e innovazione.

    La trasformazione dei prodotti agricoli e la nascita di imprese industriali hanno ulteriormente ampliato l’economia locale.

    Inoltre, durante la Seconda Guerra Mondiale, Cerignola ospitò il 461° Gruppo Bombardieri dell’aeronautica militare americana, testimoniando l’importanza strategica del territorio in un’epoca di grandi conflitti globali

    La storia di Cerignola è un affascinante mosaico di culture, eventi e trasformazioni.

    Dalle antiche radici preistoriche, passando per l’epoca romana e il Medioevo, fino ai momenti decisivi della battaglia del 1503 e alle rigenerazioni forzate da catastrofi naturali, la città ha saputo trasformare le sfide del tempo in opportunità di rinascita.

    Oggi, Cerignola non è solo custode di un passato ricco di sfumature, ma anche un simbolo della resilienza e della vitalità tipica del sud Italia.

    Pvl

  • BARLETTA

    STORIA

    E’ un affascinante viaggio attraverso i secoli, che parte dall’antichità e si snoda fino ai giorni nostri.

    Origini antiche

    Le origini della città risalgono all’epoca classica.

    In realtà, Barletta è menzionata nella Tavola Peutingeriana con il nome di Bardulos, termine che derivava dal popolo dei Bardei, una popolazione illirica che si sarebbe insediata lungo la costa attorno al IV secolo a.C.

    Con il passare dei secoli, il nome si è evoluto, passando da Barduli a Baruli e infine a Barletta, così come lo conosciamo oggi.

    Durante il primo Medioevo, il nucleo abitativo si consolidò ulteriormente grazie all’insediamento di popolazioni locali, come i cannesi, che posero le basi per lo sviluppo urbano.

    Il periodo normanno portò un notevole rinnovamento: furono costruite solide mura difensive e strutture urbanistiche che resero la città strategicamente importante.

    Successivamente, con il dominio svevo, Barletta vide l’intervento decisivo di Federico II, che scelse la città come punto di riferimento militare e politico, lasciando in eredità fortificazioni e castelli che ancora oggi testimoniano quell’epoca di splendore.

    La Disfida

    Un episodio che ha segnato profondamente la memoria storica della città è la celebre Disfida di Barletta, avvenuta il 13 febbraio 1503.

    In quell’occasione, tredici cavalieri italiani si scontrarono in un duello simbolico contro altrettanti cavalieri francesi, un evento che è stato interpretato come un simbolo dell’unità e del coraggio militare italiano e che continua a essere celebrato e studiato per il suo valore storico e culturale

    Dal periodo moderno ai giorni nostri

    Nel corso dei secoli successivi, Barletta ha attraversato numerose dominazioni che hanno lasciato il segno nella sua identità culturale e architettonica.

    Sotto il dominio borbonico, la città partecipò attivamente agli sconvolgimenti e ai moti insurrezionali, contributi che hanno contribuito a definirne il carattere di indipendenza e resistenza.

    Oggi, Barletta gode di un ruolo importante all’interno della provincia di Barletta-Andria-Trani, in cui convive armoniosamente il patrimonio storico e le iniziative di modernizzazione, rendendola una meta di grande interesse sia per gli appassionati di storia che per i turisti

    Pvl

  • BARLETTA

    EVENTI

    Barletta offre una vivace scena culturale con eventi che spaziano dalla musica al teatro, dalle mostre d’arte alle rievocazioni storiche.

    Ecco alcuni appuntamenti interessanti

    Teatro Curci

    Situato nel cuore della città, ospita spettacoli teatrali, concerti e eventi culturali di rilievo

    Mostre e esposizioni

    La Sala Athenaeum è un luogo perfetto per mostre d’arte, concerti e conferenze

    Eventi musicali

    L’Associazione Culturale Beathoven organizza concerti e masterclass sulla musica digitale ed elettronica

    Festival e rievocazioni storiche

    Barletta celebra la sua storia con eventi legati alla famosa Disfida di Barletta e altre manifestazioni culturali

    Concerti e spettacoli

    Il Castello Svevo ospita concerti di artisti nazionali e internazionali, tra cui Marco Masini, Francesco Gabbani e Fabri Fibra

  • ROBERTO MUROLO

    Napoli

    1912/2003

    E’ stato uno dei più grandi interpreti e custodi della canzone napoletana, nonché cantante, chitarrista e compositore di rilievo nel panorama musicale italiano del XX secolo.

    Vita e carriera

    Figlio del poeta e paroliere Ernesto Murolo e di Lia Cavalli, Roberto mostrò fin da giovane una passione per la musica e il canto.

    Nel 1937 fondò il Quartetto Mida, ispirato ai Mills Brothers, con cui si esibì in Europa fino al 1946, proponendo un repertorio internazionale e di canzoni italiane .

    Dopo la guerra, intraprese la carriera solista, esibendosi in locali come il Tragara Club di Capri e guadagnando popolarità grazie alla sua voce intima e al suo stile da chansonnier .

    Nel 1954 fu coinvolto in un controverso caso giudiziario, ma continuò la sua carriera artistica, ricevendo sempre l’affetto del pubblico.

    Discografia e contributi

    Tra i suoi lavori più importanti figura l’antologia in 12 LP Napoletana.

    Antologia cronologica della canzone partenopea (1963–1965), che raccoglie e interpreta brani dal XIII secolo al Novecento .

    Negli anni ‘90 tornò alla ribalta con album come ’Na voce, ’na chitarra (1990), Ottantavoglia di cantare (1992) e L’Italia è bbella (1993), collaborando con artisti come Lucio Dalla, Mia Martini, Enzo Gragnaniello e Fabrizio De André .

    Riconoscimenti

    Nel 1995 fu nominato Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, e nel 2002 Cavaliere di Gran Croce, per i suoi meriti artistici .

    Nel 2002 ricevette il Premio alla Carriera al Festival di Sanremo.

    Eredità

    Dopo la sua morte nel 2003, la sua casa a Napoli è diventata sede della Fondazione Roberto Murolo, che nel 2025 ha inaugurato un museo dedicato alla sua vita e alla sua opera.

    Pvl

  • La tradizione poetica ungherese

    è straordinariamente ricca, con autori che hanno espresso, attraverso la poesia, le tensioni storiche, sociali e spirituali del loro paese.

    Classici del XIX secolo

    Ecco una panoramica dei principali poeti ungheresi, dai classici agli autori moderni e contemporanei:

    Sándor Petőfi 1823/1849

    Eroe nazionale, figura centrale della Rivoluzione del 1848.

    Poesia patriottica, lirica popolare, amore per la libertà. Celebre per “Nemzeti dal” (Canto nazionale), che fu un inno alla rivolta.

    János Arany 1817/1882

    Poeta epico, maestro della lingua ungherese.

    Conosciuto per il Ciclo di Toldi, poema eroico con radici nel folclore.

    Mihály Vörösmarty 1800/1855

    Uno dei fondatori del romanticismo ungherese.

    Scrisse l’inno nazionale “Szózat” (L’appello).

    XX secolo – L’età d’oro della lirica ungherese

    Endre Ady 1877/1919

    Innovatore radicale della poesia ungherese. Simbolismo, esistenzialismo, tensioni religiose e sociali.

    Figure ricorrenti : la morte, l’amore mistico, la crisi nazionale.

    Mihály Babits 1883/1941

    Lirico raffinato, intellettuale e traduttore di Dante.

    Temi filosofici, religiosi, interiori. Celebre per la sua divina musicalità verbale.

    Dezső Kosztolányi 1885/1936

    Membro del gruppo letterario Nyugat.

    Poesia malinconica, riflessiva, attenzione alla quotidianità.

    Attila József 1905/1937

    Tra i più grandi poeti del Novecento europeo.

    Poesia politica e psicoanalitica, fortemente autobiografica.

    Esprime il dolore esistenziale e la povertà con linguaggio accessibile ma profondo.

    Seconda metà del XX secolo

    Gyula Illyés 1902/1983

    Poesia sociale e resistente al totalitarismo.

    Scrisse “Una frase sul terrore”, un poema censurato contro il regime comunista.

    Miklós Radnóti 1909/1944

    Ebreo ungherese, morto durante una marcia forzata.

    I Taccuini di Bor raccolgono le sue ultime poesie struggenti.

    Sándor Weöres 1913/1989

    Visionario, ironico, musicale. Lirismo fantastico e infantile, accanto a profonde riflessioni filosofiche.

    Poeti contemporanei

    János Pilinszky 1921/1981

    Cristallino, teologico, mistico.

    Testimonianza poetica dell’Olocausto.

    La sua poesia affronta il dolore della guerra e la ricerca del divino. Opere intense come Apokrif e Il francese.

    Ottó Orbán 1936–2002

    Ironia, filosofia, linguaggio meticcio tra l’alto e il basso.

    Grande traduttore di poeti anglosassoni.

    Krisztina Tóth 1967–

    Voce importante della poesia ungherese contemporanea.

    Sensibilità urbana, femminile, psicologica.

    Scrive anche narrativa.

  • Kim Basinger

    Kim Basinger

    E’ un’attrice e modella americana, nata l’8 dicembre 1953 ad Athens, Georgia. Ha iniziato la sua carriera come modella prima di passare alla recitazione negli anni ’70, ottenendo il suo primo ruolo televisivo nel 1976. 

    Carriera cinematografica

    Basinger ha raggiunto la notorietà internazionale interpretando Domino Petachi nel film di James Bond Mai dire mai (1983). 

    Successivamente, ha recitato in film di successo come The Natural (1984), 9 settimane e ½ (1986), Batman (1989) e L.A. Confidential (1997), per il quale ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista. 

    Negli anni 2000, ha continuato a lavorare in film come 8 Mile (2002), The Door in the Floor (2004) e The Nice Guys (2016). 

    Vita personale

    Basinger è stata sposata con l’attore Alec Baldwin dal 1993 al 2002, con il quale ha avuto una figlia, Ireland Baldwin, nata nel 1995.

    Dopo il divorzio, ha mantenuto un profilo basso, concentrandosi sulla crescita della figlia e affrontando le sue ansie personali, tra cui l’agorafobia. 

    Riconoscimenti

    Oltre all’Oscar, Basinger ha ricevuto numerosi premi e nomination, tra cui un Golden Globe e un Screen Actors Guild Award per L.A. Confidential.

    Ha anche ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame per il suo contributo all’industria cinematografica. 

    Curiosità

    Nel 1989, Basinger ha acquistato la cittadina di Braselton, Georgia, con l’intenzione di trasformarla in una meta turistica.

    Il progetto non ha avuto successo e ha venduto la proprietà alcuni anni dopo. Questa vicenda ha ispirato la serie comica Schitt’s Creek. 

  • Alexander Sergeyevich Pushkin

    1799/1837

    è considerato il padre della letteratura russa moderna.

    Poeta, romanziere, drammaturgo e saggista, Pushkin ha rivoluzionato la lingua letteraria russa, liberandola dai formalismi e rendendola capace di esprimere con naturalezza emozioni, idee e drammi umani.

    Breve biografia

    Nato: 6 giugno 1799, Mosca Famiglia: Nobile, con ascendenze africane da parte del bisnonno materno, Abram Gannibal, uno schiavo africano diventato generale sotto Pietro il Grande.

    Educazione: Collegio imperiale di Tsarskoe Selo, dove iniziò a scrivere giovanissimo.

    Morte: 10 febbraio 1837, a San Pietroburgo, in seguito a un duello per difendere l’onore della moglie.

    Opere principali

    “Eugenio Onegin” (1825–1832): romanzo in versi, capolavoro della letteratura russa.

    È un ritratto ironico e tragico della società russa del tempo.

    “Il cavaliere di bronzo”: poema narrativo che affronta il rapporto tra l’individuo e il potere imperiale.

    “La dama di picche”: racconto gotico e psicologico, antesignano di Dostoevskij. “Boris Godunov”: dramma storico che anticipa la grande tradizione teatrale russa.

    “La figlia del capitano”: romanzo storico ambientato durante la rivolta di Pugačëv.

    Importanza nella cultura russa

    Pushkin è al centro della cultura russa: la sua lingua, elegante e naturale, ha posto le basi per tutta la letteratura successiva, da Gogol’ a Tolstoj.

    È amato non solo come scrittore, ma anche come simbolo nazionale, poeta della libertà e dell’identità russa.

    Duello e morte

    Morì in duello contro Georges d’Anthès, sospettato di intrattenere una relazione con la moglie di Pushkin, Natal’ja Gončarova.

    La sua morte fu percepita come una tragedia nazionale e segnò profondamente la società russa dell’epoca.

    Pvl

  • MOLDAVIA

    CHISINAU

    è la capitale e la città più grande della Moldavia situata nel centro del Paese lungo il fiume Bîc, un affluente del Dniester.

    Con una popolazione di circa 532.000 abitanti nel centro urbano e circa 700.000 nell’area metropolitana, rappresenta il principale centro economico, culturale e politico della nazione .

    Cosa vedere a Chișinău

    Arco di Trionfo (Arcul de Triumf). Costruito nel 1840 per celebrare la vittoria russa sull’Impero Ottomano, questo monumento neoclassico si trova nella Piazza della Grande Assemblea Nazionale, di fronte alla Cattedrale della Natività .

    Cattedrale della Natività.

    Edificata nel 1836 in stile neoclassico, è la principale chiesa ortodossa della città.

    Dopo essere stata danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale e trasformata in centro spettacoli in epoca sovietica, è stata restaurata e riaperta al culto negli anni ’90 .

    Parco Ștefan cel Mare și Sfânt.

    Il più antico parco pubblico della città, ospita la statua di Stefano il Grande, eroe nazionale moldavo, e l’Alley of Classics, un viale con busti di importanti figure culturali moldave e rumene .

    Boulevard Ștefan cel Mare și Sfânt.

    L’arteria principale di Chișinău, ricca di edifici amministrativi, culturali e storici, oltre a negozi, caffè e ristoranti .

    Museo Nazionale di Storia della Moldavia.

    Offre una panoramica sulla storia del Paese, con esposizioni che vanno dalla preistoria all’epoca contemporanea .

    Casa-Museo di Alexander Pushkin.

    Dedicata al celebre poeta russo, che visse in esilio a Chișinău, conserva oggetti personali e documenti dell’autore .

    Piata Centrala (Mercato Centrale). Un vivace mercato dove è possibile acquistare prodotti locali, artigianato e specialità gastronomiche .

    Cultura e gastronomia

    Chișinău è rinomata per la sua tradizione vinicola.

    Ogni ottobre ospita il Festival Nazionale del Vino, celebrando una storia enologica che risale a oltre 3.000 anni fa .

    La cucina moldava combina influenze rumene, ucraine e russe, offrendo piatti come il “mămăligă” (polenta) e il “sarmale” (involtini di cavolo o vite).

    Informazioni pratiche

    Lingua ufficiale:

    rumeno

    Moneta:

    leu moldavo (MDL)

    Fuso orario:

    +1 ora rispetto all’Italia Religione predominante: ortodossa

    Clima:

    continentale, con inverni freddi ed estati calde .

    Pvl

  • Poema Pedagogico

    Anton Semënovič Makarenko: “Il poema pedagogico”, scritta tra il 1925 e il 1935.

    Si tratta di un’opera fondamentale nella pedagogia sovietica e nella storia dell’educazione in generale. Di seguito ti fornisco:

    1. Breve descrizione dell’opera

    “Il poema pedagogico” è un romanzo autobiografico in cui Makarenko racconta la sua esperienza di educatore presso la Colonia Gorkij, una comunità per ragazzi orfani e delinquenti, sorta dopo la rivoluzione russa. Il libro illustra le teorie educative dell’autore e il suo metodo, basato su disciplina, lavoro collettivo e fiducia nella responsabilità dei giovani.

    Makarenko concepisce l’educazione come un processo collettivo, etico e produttivo, in cui l’autorità dell’educatore è centrale, ma sempre rivolta alla formazione dell’autonomia morale dell’allievo.

    2. Temi principali

    Educazione attraverso il lavoro: il lavoro è visto come mezzo di riscatto e di formazione dell’individuo. Autorità e disciplina: l’educatore deve saper essere guida ferma ma giusta. Collettivismo: la crescita personale è inseparabile dal senso di responsabilità verso la comunità. Fiducia nei giovani: anche i ragazzi più “difficili” possono redimersi se trattati con rispetto e coinvolti in un progetto comune.

    3. Stile e struttura

    Nonostante il titolo, non si tratta di un poema in versi, ma di un romanzo narrativo in prosa, con forti elementi lirici ed emotivi. Makarenko fonde esperienze reali e riflessioni teoriche, in uno stile diretto, a tratti quasi diaristico, ma carico di pathos pedagogico.

    4. Perché leggerlo oggi

    “Il poema pedagogico” è ancora attuale per chi si occupa di educazione, scuola, recupero sociale e pedagogia critica. Offrendo uno spaccato storico e umano intenso, invita a riflettere sul senso dell’educare, sul ruolo dell’adulto e sul potenziale trasformativo della fiducia.

  • COSTANTINO KAVAFIS

    o Cavafy, in greco Κωνσταντίνος Π. Καβάφης, 1863–1933

    E’ considerato uno dei più grandi poeti greci moderni.

    Nato ad Alessandria d’Egitto da una famiglia greca originaria di Istanbul, visse gran parte della sua vita in un ambiente cosmopolita e marginale, fattori che influenzarono profondamente la sua poetica.

    Temi principali della poesia di Kavafis:

    Il tempo e la storia Kavafis è celebre per le sue poesie “storiche”, spesso ambientate nell’antichità greco-romana o bizantina, che usava come metafore per esplorare temi esistenziali e politici.

    Queste poesie sono dense di allusioni e riflessioni sul declino, sul potere e sulla memoria.

    Un esempio emblematico è “Aspettando i barbari”.

    L’identità e il desiderio

    La sua poesia è anche profondamente intima e sensuale, con un tono malinconico e rassegnato.

    Tratta spesso l’amore omosessuale e il desiderio con una sincerità rara per l’epoca.

    Un esempio è “I giorni del 1903”, dove l’erotismo si fonde alla nostalgia.

    L’ineluttabilità del destino Kavafis aveva una visione disincantata e stoica dell’esistenza.

    Le sue poesie riflettono una saggezza antica, quasi epigrammatica, che invita ad accettare con dignità le sconfitte, le illusioni perdute, il trascorrere del tempo.

    Il viaggio come metafora Una delle sue poesie più famose, “Itaca”, è un inno al viaggio della vita, alla ricerca come valore in sé, al senso che si costruisce nel cammino più che nella meta.

    Stile

    Versi liberi, sobri, quasi prosastici. Lessico raffinato ma chiaro, con un uso sapiente dell’ironia.

    Alternanza tra il tono elegiaco e quello filosofico, tra il racconto e la riflessione.

    Per iniziare a leggerlo

    Se vuoi avvicinarti alla sua opera, ecco alcune poesie tra le più celebri:

    “Itaca” sul senso del viaggio e della vita.

    “Aspettando i barbari allegoria politica e psicologica.

    “Il dio abbandona Antonio” elegia della decadenza, invito alla dignità.

    “Una notte” esempio di poesia erotica e malinconica.

    “Termopili” celebrazione della coerenza morale anche nella sconfitta.

  • MYKONOS

    SPIAGGE

    una delle isole Cicladi più celebri della Grecia, è rinomata per le sue spiagge spettacolari, ciascuna con una propria atmosfera distintiva.

    Ecco una panoramica delle spiagge più iconiche dell’isola.

    Spiagge più famose e attrezzate

    Paradise Beach

    Famosa per la vita notturna, beach party e musica ad alto volume tutto il giorno.

    Frequentata da giovani, DJ internazionali e amanti del divertimento.

    Stabilimenti noti

    Tropicana

    Paradise Club

    Super Paradise Beach

    Ancora più audace della precedente, è celebre per l’atmosfera inclusiva e trasgressiva.

    Frequentata anche dalla comunità LGBTQ+.

    Bar iconico :

    Jackie O’ Beach Club

    Psarou Beach

    Elegante e mondana, ritrovo del jet set internazionale.

    Sabbia dorata, mare calmo e acqua cristallina.

    Stabilimento di riferimento

    Nammos. Platis Gialos

    Perfetta per famiglie e coppie in cerca di tranquillità, ma con tutti i comfort.

    Punto di partenza per taxi boat verso altre spiagge.

    Ristoranti e hotel di ottimo livello direttamente sulla spiaggia.

    Spiagge più tranquille e naturali

    Agios Sostis

    Non attrezzata, senza musica né ombrelloni : pura natura e silenzio.

    Mare limpido e atmosfera rilassata.

    Vicino a una taverna rustica molto amata

    Kiki’s Tavern (senza elettricità!).

    Fokos Beach

    Selvaggia, remota, perfetta per chi cerca pace e autenticità.

    Niente stabilimenti, ma una taverna tradizionale affacciata sul mare.

    Ideale per chi vuole sfuggire alla folla

    Kapari Beach

    Piccola e poco conosciuta, con vista sulla Chiesa di Agios Ioannis.

    Ottima per ammirare il tramonto in totale tranquillità.

    Spiagge per sport acquatici

    Kalafatis Beach

    Meta degli appassionati di windsurf, kite e altri sport acquatici.

    Acque limpide e ampio spazio sulla spiaggia.

    Meno affollata rispetto ad altre località più mondane

    Elia Beach

    Lunga e spaziosa, frequentata da un pubblico variegato.

    Offerta per nudisti e per la comunità LGBTQ+ nella zona orientale.

    Possibilità di fare jet-ski e parasailing.

    Pvl

  • Icona Pop

    “Icona pop” può riferirsi a diverse cose a seconda del contesto:

    In ambito artistico/culturale: Un’“icona pop” è una figura – spesso una celebrità – che ha avuto un impatto significativo nella cultura popolare. Esempi tipici: Marilyn Monroe Andy Warhol (che ha reso proprio il concetto di “icona pop” nell’arte) David Bowie, Madonna, Michael Jackson Queste figure trascendono il loro campo originario (musica, cinema, arte) diventando simboli collettivi, riconoscibili a livello globale. Nell’arte visiva (Pop Art): Un’icona pop è un soggetto emblematico della cultura di massa, spesso riprodotto con colori vivaci e stile grafico. Ad esempio: La Zuppa Campbell di Warhol I fumetti di Roy Lichtenstein Le immagini pubblicitarie o dei media rielaborate in chiave artistica In ambito musicale: “Icona Pop” è anche il nome di un duo musicale svedese, noto soprattutto per la hit I Love It (2012). Il loro stile fonde electropop, synth-pop e dance.

  • EVA BRAUN

    Compagna di Adolf Hitler per molti anni e sua moglie per meno di 40 ore.

    Ecco un breve riassunto della sua storia :

    Chi era Eva Braun?

    Nata: 6 febbraio 1912, a Monaco di Baviera. Morta: 30 aprile 1945, a Berlino.

    Professione : inizialmente segretaria e assistente del fotografo personale di Hitler, Heinrich Hoffmann.

    Incontro con Hitler : Conobbe Hitler nel 1929, quando aveva 17 anni e lui 40.

    Relazione : La loro relazione fu mantenuta in gran parte segreta al pubblico.

    Eva visse per anni isolata rispetto alla vita politica del Führer, anche se era spesso presente nei suoi luoghi di residenza privata, come il Berghof.

    Matrimonio e morte

    Il 29 aprile 1945, mentre l’Armata Rossa stava entrando a Berlino, Eva Braun e Hitler si sposarono nel bunker della Cancelleria.

    Il giorno seguente, entrambi si suicidarono: Eva assunse del cianuro, mentre Hitler si sparò alla testa.

    I loro corpi furono bruciati, come ordinato da Hitler, per evitare di essere esposti dai nemici.

    Ruolo storico

    Eva Braun non ebbe mai un ruolo politico o decisionale nel regime nazista.

    Rimase per lo più una figura privata, devota a Hitler, ma lontana dalla gestione dello Stato.

    La sua vicinanza a lui fino alla fine, però, l’ha resa comunque parte del mito e dell’orrore del Terzo Reich.

  • POETI AMERICANI

    Ci sono moltissimi poeti americani che hanno segnato profondamente la letteratura mondiale, ognuno con il proprio stile, la propria epoca e la propria visione del mondo.

    Ecco un elenco (non esaustivo) dei più rilevanti, suddivisi per epoca e corrente, con brevi descrizioni:

    Ottocento e primi del Novecento

    Walt Whitman (1819–1892)

    Considerato il padre della poesia americana moderna, celebre per Leaves of Grass, un inno alla libertà individuale, alla natura e alla democrazia.

    Emily Dickinson (1830–1886)

    Poeta appartata, profondamente originale, i suoi versi brevi e intensi esplorano morte, immortalità, amore e natura, spesso con uno stile enigmatico.

    Edgar Allan Poe (1809–1849)

    Meglio noto per la sua prosa gotica, ma anche autore di poesie celebri come The Raven, piene di musicalità e ossessione per la morte e l’oscurità.

    Henry Wadsworth Longfellow (1807–1882)

    Poeta popolare dell’Ottocento, famoso per la musicalità delle sue ballate narrative, tra cui The Song of Hiawatha.

    Modernismo (prima metà del Novecento)

    T. S. Eliot (1888–1965)

    Nato negli Stati Uniti ma naturalizzato britannico, è autore di The Waste Land, una delle poesie simbolo del modernismo: frammentaria, densa, colta.

    Ezra Pound (1885–1972)

    Figura centrale del modernismo, teorico dell’Imagismo, esiliato in Italia, autore dei Cantos, opera titanica e controversa.

    Wallace Stevens (1879–1955)

    Poeta filosofico e astratto, ha esplorato l’immaginazione come strumento di conoscenza, celebre per The Idea of Order at Key West.

    William Carlos Williams (1883–1963)

    Medico e poeta, ha cercato una poesia concreta e quotidiana, famosa la sua brevissima poesia This Is Just to Say.

    Robert Frost (1874–1963)

    Apparentemente semplice, ha scritto poesie sulla natura e la vita rurale del New England, con profondità psicologica e morale (The Road Not Taken).

    Beat Generation (anni ’50 e ’60)

    Allen Ginsberg (1926–1997)

    Portavoce dei poeti beat, Howl è un urlo di protesta contro la repressione culturale e sessuale della società americana.

    Jack Kerouac (1922–1969)

    Meglio noto per i romanzi, ma anche poeta spontaneo e sperimentale, vicino al buddismo e alla spiritualità jazz.

    Lawrence Ferlinghetti (1919–2021)

    Fondatore della City Lights Books, autore di A Coney Island of the Mind, ha fuso poesia, arte e attivismo.

    Poesia contemporanea

    Sylvia Plath (1932–1963)

    Voce potente e tormentata, ha rinnovato la poesia confessionale; la raccolta Ariel è un capolavoro intenso e viscerale.

    Anne Sexton (1928–1974)

    Poetessa confessionale come Plath, ha scritto poesie crude sulla depressione, il corpo, la maternità, la morte.

    Adrienne Rich (1929–2012)

    Femminista e attivista, ha unito poesia e politica con rigore e passione.

    Louise Glück (1943–2023)

    Premio Nobel per la Letteratura nel 2020, nota per il suo stile sobrio e la forza mitica dei suoi temi interiori.

    Ocean Vuong (1988–)

    Voce emergente, poetica lirica e toccante sulla guerra, l’identità queer e l’eredità culturale.

    Pvl

  • LUCHINO VISCONTI

    1906/1976 E’ stato uno dei più grandi registi italiani del Novecento sia in ambito cinematografico che teatrale e operistico.

    Figura centrale del neorealismo

    e successivamente del cinema d’autore europeo, Visconti ha combinato una profonda cultura aristocratica con una sensibilità marxista, dando vita a un’opera sofisticata, intensa e formalmente ricercata.

    Cenni biografici

    Nato a Milano in una famiglia aristocratica (era conte di Modrone), Visconti crebbe in un ambiente colto e cosmopolita.

    Dopo aver frequentato ambienti artistici a Parigi negli anni ’30 — dove collaborò con Jean Renoir tornò in Italia e si avvicinò al Partito Comunista Italiano, pur mantenendo uno stile di vita raffinato e mondano.

    Il cinema

    Periodo neorealista

    “Ossessione” (1943)

    considerato uno dei film fondatori del neorealismo italiano, adattamento libero del romanzo Il postino suona sempre due volte. Crudo, sensuale e antiretorico, fu censurato dal regime fascista.

    “La terra trema” (1948)

    tratto da I Malavoglia di Verga, girato con attori non professionisti in Sicilia, è un’opera epica e politica sulla lotta di classe.

    Periodo del grande affresco storico e decadente

    “Senso” (1954)

    dramma romantico e patriottico ambientato nel Risorgimento, con Alida Valli e Farley Granger. Lussureggiante nella fotografia e nei costumi.

    “Il Gattopardo” (1963)

    adattamento del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. È forse il suo capolavoro, con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale.

    Tratta del declino dell’aristocrazia e dell’avvento di una nuova borghesia volgare e opportunista .

    “Morte a Venezia” (1971)

    tratto da Thomas Mann, è un film sulla bellezza, la decadenza e l’ossessione, con una regia di grande eleganza formale.

    “Ludwig” (1973)

    ritratto del re bavarese Ludwig II, emblema della solitudine, della bellezza e della follia.

    Teatro e opera

    Visconti fu anche un acclamato regista teatrale e d’opera.

    Mise in scena testi di Shakespeare, Goldoni, Tennessee Williams e Bertolt Brecht, lavorando con attori come Rina Morelli, Paolo Stoppa, Vittorio Gassman e Romolo Valli.

    In campo lirico collaborò con Maria Callas e fu autore di allestimenti sontuosi per opere di Verdi, Wagner, Bellini.

    Stile e temi

    Il suo cinema è segnato da: uno stile visivo ricercato, con grande attenzione alla scenografia, ai costumi e alla luce; una riflessione sul tempo, la decadenza e il mutamento storico; personaggi lacerati, spesso incapaci di vivere nel proprio tempo; un equilibrio tra empatia emotiva e rigore intellettuale.

    Eredità

    Visconti ha influenzato profondamente registi come Bernardo Bertolucci, Rainer Werner Fassbinder e Pedro Almodóvar.

    Il suo contributo al linguaggio cinematografico è stato quello di fondere il senso della storia con una straordinaria eleganza formale, dando voce alla tensione tra passato e presente, tra bellezza e disfacimento.

    Pvl

  • GRENOBLE

    Città affascinante

    Grenoble situata nel sud-est della Francia, è una città affascinante che unisce storia, natura e innovazione.

    Conosciuta come la “Capitale delle Alpi”, è circondata dalle maestose catene montuose del Vercors, della Chartreuse e del Belledonne, offrendo paesaggi mozzafiato e numerose attività all’aria aperta.

    Natura e avventura

    La posizione di Grenoble la rende ideale per gli amanti della montagna.

    La Bastille, una fortezza che domina la città, è accessibile tramite una funivia panoramica o sentieri escursionistici, offrendo viste spettacolari sulla valle dell’Isère.

    Nei dintorni, si possono esplorare i parchi naturali regionali della Chartreuse e del Vercors, ideali per escursioni, arrampicate e ciclismo .

    Cultura e storia

    Con oltre 2.000 anni di storia, Grenoble vanta un ricco patrimonio culturale.

    Tra i luoghi da non perdere ci sono il Museo di Grenoble, il Museo Archeologico Saint-Laurent e il Museo della Rivoluzione Francese situato nel Domaine de Vizille .

    Il centro storico, con le sue strade acciottolate e piazze vivaci come Place Saint-André e Place Grenette, invita a piacevoli passeggiate .

    Mobilità sostenibile

    Grenoble è all’avanguardia nella sostenibilità urbana.

    Nel 2022 è stata nominata Capitale Verde Europea grazie alle sue iniziative ecologiche, tra cui una vasta rete di piste ciclabili che si estende per 475 km, un efficiente sistema di trasporto pubblico con cinque linee di tram e progetti di riqualificazione urbana .

    Gastronomia locale

    La cucina di Grenoble riflette le tradizioni alpine.

    Piatti tipici includono il gratin dauphinois, il formaggio Bleu du Vercors-Sassenage e la famosa Chartreuse, un liquore a base di erbe prodotto dai monaci della Grande Chartreuse .

    La città offre una varietà di ristoranti che spaziano dalla cucina tradizionale a quella internazionale.

    Eventi e innovazione

    Grenoble ospita numerosi eventi culturali, come lo Street Art Fest Grenoble-Alpes e il Festival les Délices Perchés .

    Inoltre, è un centro di innovazione tecnologica, con istituti di ricerca e aziende all’avanguardia nei settori della biotecnologia e della nanotecnologia .

    Considerazioni sulla sicurezza

    Negli ultimi anni, Grenoble ha affrontato sfide legate alla criminalità, in particolare al traffico di droga, che ha portato a episodi di violenza in alcune aree della città .

    Le autorità locali stanno lavorando per affrontare queste problematiche e migliorare la sicurezza urbana.

    In sintesi, Grenoble è una città dinamica che offre un mix unico di bellezze naturali, patrimonio culturale e innovazione.

    Ideale per gli amanti della montagna, della storia e della sostenibilità, rappresenta una meta affascinante per ogni tipo di viaggiatore.

    Pvl

  • OLOCAUSTO

    E’ uno degli eventi più tragici e terribili della storia moderna.

    Si riferisce allo sterminio sistematico di circa sei milioni di ebrei da parte del regime nazista tedesco durante la Seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1945.

    Ma non furono solo gli ebrei le vittime: furono perseguitati e uccisi anche Rom (zingari), disabili, oppositori politici, omosessuali, testimoni di Geova e altri gruppi considerati “indesiderabili” dal regime.

    Il termine “Olocausto” deriva dal greco e significa “sacrificio totale”

    ed è usato per indicare la politica di genocidio portata avanti dai nazisti con l’obiettivo di eliminare intere popolazioni.

    Le principali caratteristiche dell’Olocausto includono

    La creazione di campi di concentramento e sterminio, come Auschwitz, Treblinka, Sobibor, dove milioni di persone furono deportate e uccise tramite camere a gas, fame, lavori forzati, esperimenti medici crudeli.

    La deportazione di massa degli ebrei dalle diverse nazioni europee.

    L’ideologia razzista e antisemita che giustificava queste atrocità.

    La resistenza e la memoria

    molti sopravvissuti hanno raccontato la loro storia per impedire che questa tragedia si dimenticasse.

  • Herbert Kappler

    1907–1978 è stato un ufficiale tedesco delle SS durante la Seconda guerra mondiale, noto soprattutto per il suo ruolo come comandante della Sicherheitspolizei e del Sicherheitsdienst (polizia di sicurezza e servizio di intelligence nazista) a Roma dal 1943 al 1944, durante l’occupazione tedesca della città.

    Ruolo a Roma :

    Kappler fu responsabile della repressione della resistenza italiana e dell’attività antinazista nella capitale.

    È tristemente noto per aver orchestrato la strage delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944, un massacro in cui furono uccisi 335 civili italiani in rappresaglia a un attacco partigiano contro le truppe tedesche.

    Durante la sua permanenza a Roma, Kappler fu una figura chiave nelle deportazioni degli ebrei romani nei campi di sterminio nazisti, in particolare ad Auschwitz.

    Dopo la guerra :

    Catturato dagli Alleati, fu processato e condannato all’ergastolo dalle autorità italiane per crimini di guerra.

    Nel 1977 riuscì a evadere dal carcere di Roma con l’aiuto della moglie, ma morì poco dopo in Germania nel 1978.

    Importanza storica :

    Kappler rappresenta una delle figure più controverse e drammatiche della Roma occupata dai nazisti, simbolo della brutalità del regime e delle sofferenze inflitte alla popolazione civile e agli ebrei durante l’Olocausto.

    Pvl

  • Stadio Olimpico/Roma

    E’ uno degli impianti sportivi più iconici d’Italia e uno dei simboli dello sport nella capitale.

    Caratteristiche principali:

    Posizione : Situato nel quartiere Parioli, all’interno del Foro Italico, un complesso sportivo realizzato negli anni ’20-’30.

    Capienza : Può ospitare circa 70.000 spettatori, rendendolo lo stadio più grande di Roma e uno dei più grandi d’Italia.

    Funzione : È la casa delle squadre di calcio della Roma e della Lazio, nonché sede di eventi sportivi di rilievo internazionale.

    Storia : Costruito inizialmente per i Giochi Olimpici del 1960, ha ospitato molte competizioni importanti, inclusi i Campionati Mondiali di Calcio del 1990 e le finali di UEFA Champions League.

    Architettura : Lo stadio ha subito vari restyling, ma conserva la struttura originaria, con una pista d’atletica attorno al campo, caratteristica tipica degli stadi olimpici.

    Strutture : Oltre al campo principale, fa parte del complesso sportivo del Foro Italico, che comprende piscine, palestre e altri impianti per diverse discipline sportive.

    Curiosità :

    Nel 1960, durante i Giochi Olimpici, lo Stadio Olimpico fu il teatro della storica vittoria di Abebe Bikila, il maratoneta etiope che corse a piedi nudi.

    Oltre al calcio e all’atletica, ospita concerti, eventi culturali e manifestazioni di grande richiamo.

  • Roma

    L’Altare della Patria conosciuto anche come Vittoriano.

    Uno dei monumenti più imponenti e simbolici di Roma.

    Situato in Piazza Venezia, fu progettato dall’architetto Giuseppe Sacconi nel 1885 e inaugurato nel 1911, in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia.

    È dedicato a Vittorio Emanuele II, il primo re dell’Italia unita.

    Architettura : Il monumento è in stile neoclassico, realizzato in marmo botticino bianco.

    Colpisce per le sue proporzioni monumentali e per la ricca decorazione scultorea.

    La statua equestre del re : Al centro del complesso si trova una gigantesca statua equestre di Vittorio Emanuele II in bronzo.

    Le colonne : Il colonnato semicircolare è composto da colonne corinzie alte oltre 15 metri.

    La Dea Roma : Una grande statua della Dea Roma troneggia tra le fiamme perenni, sorvegliata da due soldati.

    Tomba del Milite Ignoto : Dal 1921, l’Altare ospita la tomba del Milite Ignoto, simbolo di tutti i soldati caduti senza nome, vigilata da una guardia d’onore e con la fiamma eterna.

    Caratteristiche principali

    Significato :

    Il Vittoriano è molto più di un monumento celebrativo rappresenta l’identità nazionale italiana, la memoria dei caduti e l’ideale dell’unità della patria.

    È spesso utilizzato per cerimonie ufficiali e ricorrenze civili, come il 2 giugno (Festa della Repubblica).

    Oggi :

    Oltre a essere un punto panoramico straordinario (con vista su Roma dai suoi ascensori panoramici), ospita anche mostre temporanee e il Museo del Risorgimento.

  • PUGLIA

    Gravina di Puglia/Chiese

    Questa città pugliese vanta numerose chiese storiche, molte delle quali di grande valore artistico e architettonico.

    Concattedrale di Santa Maria Assunta

    È la chiesa principale della città, ricostruita nel tardo Quattrocento e caratterizzata dalla fusione tra elementi rinascimentali e barocchi.

    Chiesa di Santa Maria del Suffragio (detta del Purgatorio)

    Edificata nel XVII secolo per volontà dei duchi Orsini, presenta un portale finemente scolpito con simboli del memento mori e custodisce la tomba del pittore Francesco Guarini.

    Chiesa Rupestre di San Michele delle Grotte

    Interamente scavata nella roccia calcarenitica, risale ai secoli VIII-X ed è considerata la prima cattedrale della città, custodendo resti di affreschi medievali.

    Chiesa del Sepolcreto (o San Michele delle Laste)

    Edificio barocco edificato nel XVII secolo e annesso all’antico monastero delle monache Domenicane, noto per la sua articolazione monumentale.

    Santuario della Madonna della Grazia

    Imponente edificio rinascimentale la cui facciata è dominata da un grande stemma ducale, importante punto di riferimento per la devozione mariana cittadina.

    Parrocchia San Giovanni Battista in Sant’Agostino

    Situata in Piazza Pellicciari, è un antico complesso monastico di origine quattrocentesca, oggi parrocchia attiva nel centro cittadino.

    Pvl

  • ROMA

    STAZIONE LEPANTO

    E’ una fermata sotterranea della Linea A della metropolitana di Roma, situata nel quartiere Prati, all’incrocio tra Viale Giulio Cesare, Via Lepanto e Via Marcantonio Colonna .

    Informazioni principali

    Inaugurazione: 16 febbraio 1980, come parte della tratta iniziale da Anagnina a Ottaviano .

    Struttura: Stazione completamente sotterranea con due binari in canna unica .

    Servizi disponibili: Biglietteria a sportello e automatica .

    Collegamenti: Fermate autobus ATAC e fermata del tram linea 19 nelle vicinanze .

    Posizione e dintorni

    La stazione si trova nel cuore del quartiere Prati, una zona elegante e residenziale di Roma.

    Nelle immediate vicinanze si trovano:

    Piazza Cavour Piazza Cola di Rienzo Piazza dei Quiriti Teatro Adriano Palazzo di Giustizia Chiesa di Cristo Re Museo del Mamiani .

    Inoltre, la Via Cola di Rienzo, una delle principali vie dello shopping di Roma, è facilmente raggiungibile dalla stazione .

    Collegamenti e trasporti

    Linea A della metropolitana: Lepanto si trova tra le stazioni Ottaviano e Flaminio .

    Autobus: Le linee 30, 70, 87, 490 e 590 fermano nelle vicinanze . Tram: La linea 19 ha una fermata nelle vicinanze .

    Treni regionali: La stazione di Piazzale Flaminio è raggiungibile a piedi in circa 13 minuti .

    Orari di esercizio

    Prima corsa della metropolitana (Linea A): 05:39 Ultima corsa della metropolitana (Linea A): 00:01 .

    Curiosità

    Nel 1988, alcune scene del film La ragazza del metrò con Nino D’Angelo sono state girate all’interno della stazione .

    Mappa interattiva

    Per visualizzare la posizione esatta della stazione Lepanto e pianificare il tuo percorso, puoi consultare la mappa interattiva di Citymapper  .

  • ROMA

    VIA COLA DI RIENZO

    è una delle arterie più vivaci e iconiche di Roma, situata nel rione Prati, a pochi passi dal Vaticano.

    Conosciuta per la sua atmosfera elegante e la varietà di negozi, è una meta imperdibile per chi desidera vivere un’esperienza autentica di shopping e cultura romana.

    Questa via è celebre per la sua offerta commerciale variegata, che spazia da boutique italiane a marchi internazionali come Zara e H&M .

    Tra i punti di riferimento spicca Coin Excelsior, un grande magazzino su tre piani che offre abbigliamento di marca, accessori, cosmetici, articoli per la casa e un supermercato gourmet .

    Shopping e gastronomia

    Per gli amanti della gastronomia, la via ospita negozi storici come Castroni, rinomato per la sua selezione di prodotti alimentari italiani e internazionali.

    Inoltre, è possibile trovare mercati di frutta e verdura, oltre a caffè e ristoranti ideali per una pausa durante lo shopping .

    Storia e architettura

    Via Cola di Rienzo prende il nome da Nicola di Lorenzo Gabrini, noto come Cola di Rienzo, tribuno e senatore romano del XIV secolo.

    La strada fu progettata nel piano regolatore del 1883, durante l’urbanizzazione del rione Prati, e si estende da Piazza del Risorgimento a Piazza della Libertà .

    Lungo il suo percorso, la via è caratterizzata da edifici in stile umbertino e liberty, con palazzi residenziali e villini che testimoniano l’evoluzione architettonica della zona.

    Piazza Cola di Rienzo, situata lungo l’asse della via, è un esempio significativo di questa architettura .

    Consigli per la visita

    Via Cola di Rienzo è facilmente raggiungibile dalla stazione della metropolitana Lepanto.

    Grazie alla sua posizione strategica, è ideale per una passeggiata che combina shopping, cultura e gastronomia, con la possibilità di visitare il vicino Vaticano e Castel Sant’Angelo .

    Per godere appieno dell’esperienza, si consiglia di indossare scarpe comode e di concedersi una pausa in uno dei numerosi caffè per un aperitivo o un gelato .

    In sintesi, Via Cola di Rienzo rappresenta un perfetto connubio tra storia, shopping e vita quotidiana romana, offrendo un’esperienza autentica lontana dai circuiti turistici più affollati.

  • ROMA

    TRIBUNALE ORDINARIO

    E’ uno dei principali organi giudiziari italiani, con competenze civili, penali e del lavoro.

    La sua sede principale si trova a Roma, con diverse sedi operative a seconda del settore di competenza.

    Sedi principali

    Settore Penale :

    Piazzale Clodio, ingresso da Via Golametto 11, 00196 Roma Settore Civile e Lavoro: Viale Giulio Cesare 54/B, Via Lepanto 4, Via Damiata 12, 00192 Roma 

    📞 Contatti utili

    Centralino Generale (Presidenza e Dirigenza) :

    06 38791 Settore Civile: 06 35771 Settore Lavoro: 06 323981 Settore Penale: 06 38791 Email informazioni generali: informazioni.tribunale.roma@giustizia.it PEC (solo per comunicazioni amministrative): prot.tribunale.roma@giustiziacert.it 

    Come arrivare

    Per pianificare il percorso verso le sedi del Tribunale di Roma, è consigliabile consultare il sito ufficiale dei trasporti pubblici di Roma: www.atac.roma.it .

    Risorse online

    Per ulteriori informazioni, modulistica, vendite giudiziarie e aggiornamenti, è possibile visitare il sito ufficiale del Tribunale di Roma:

    www.tribunale.roma.it

    Pvl

  • ROMA

    QUARTIERE PRATI

    “Prati” è uno dei quartieri più eleganti e iconici di Roma, situato sulla riva destra del Tevere, a nord del Vaticano.

    Alcuni tratti distintivi del quartiere :

    Stile architettonico

    Dominato da palazzi umbertini di fine Ottocento e inizi Novecento, Prati ha un’aria signorile e ordinata, con viali larghi, alberati e geometricamente disposti.È uno dei pochi quartieri romani progettati con una struttura urbanistica moderna e razionale.

    Via Cola di Rienzo

    È la via dello shopping per eccellenza nel quartiere, con boutique, negozi storici, librerie e caffè raffinati.

    Vicino al Vaticano

    Pur non facendo parte del Vaticano, Prati è letteralmente a due passi da San Pietro.Questo lo rende uno snodo importante anche per il turismo, pur mantenendo un’identità borghese e residenziale.

    Tribunali e studi legali

    Prati ospita la Corte di Cassazione, detta anche il “Palazzaccio”, e molti studi legali.È considerato il quartiere degli avvocati e dei professionisti.

    Cultura e intrattenimento

    Teatri, cinema d’essai, ristoranti storici e bar dal gusto retrò punteggiano le sue strade, rendendolo vivace ma mai caotico.

    Atmosfera

    Rispetto ad altri quartieri centrali di Roma, Prati è più silenzioso, elegante e “nordico” nello spirito.Spesso associato a una Roma più riservata e borghese, è un quartiere che tende alla discrezione.

    Pvl

  • STAZIONE TERMINI/ROMA

    è la principale stazione ferroviaria della capitale italiana e la più trafficata del Paese, con circa 150 milioni di passeggeri all’anno e 850 treni in transito ogni giorno. 

    Situata in Piazza dei Cinquecento, nel cuore di Roma, deve il suo nome alle vicine Terme di Diocleziano. 

    Caratteristiche principali

    Binari : 32 binari a servizio dei treni viaggiatori. 

    Superficie : 225.000 m². 

    Servizi ferroviari :

    accoglie treni ad alta velocità (Frecciarossa, Italo), Intercity, regionali e suburbani (linee FL4, FL5, FL6, FL7, FL8), oltre al Leonardo Express, collegamento diretto con l’aeroporto di Fiumicino. 

    Accessibilità :

    dotata di ascensori, scale mobili, sistemi di informazione visivi e sonori, e una “Sala Blu” per l’assistenza a persone a mobilità ridotta. 

    Collegamenti e interscambi

    Metropolitana :

    servita dalle linee A e B della metropolitana di Roma.

    Autobus e tram :

    numerose linee di autobus urbani e due linee di tram (5 e 14) fermano nei pressi della stazione.

    Taxi :

    presenza di una stazione taxi.

    Altri collegamenti :

    nelle vicinanze si trova il capolinea della ferrovia Roma-Giardinetti. 

    Servizi disponibili

    All’interno della stazione si trovano :

    Biglietterie (a sportello e automatiche)

    Sala d’attesa Deposito bagagli con personale

    Servizi igienici Posto di Polizia ferroviaria

    Ufficio postale

    Bar e ristoranti

    Supermercato

    Negozi di vario genere 

    Altre stazioni ferroviarie di Roma

    Oltre a Termini, Roma dispone di numerose altre stazioni ferroviarie, tra cui :

    Roma Tiburtina :

    seconda per importanza, nodo cruciale per l’alta velocità e collegata alla metro B. 

    Roma Trastevere :

    situata nell’area ovest della città, servita dalle linee FL1, FL3 e FL5. 

    Roma Tuscolana :

    importante nodo per i pendolari, connessa alla metro A tramite la vicina fermata Ponte Lungo. 

    Roma Ostiense :

    altra stazione significativa, situata nella zona sud della città.

    In totale, la città di Roma conta oltre 70 stazioni ferroviarie utilizzate quotidianamente per il servizio viaggiatori. 

    Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, puoi visitare il sito ufficiale della stazione:

    Roma Termini – RFI.

    Pvl

  • Punta Aderci

    La Riserva Naturale di Punta Aderci è un’area protetta situata nel comune di Vasto, in provincia di Chieti, lungo la suggestiva Costa dei Trabocchi in Abruzzo. Istituita nel 1998, è stata la prima riserva naturale costiera della regione. Si estende per circa 285 ettari, che arrivano a 400 includendo l’area di protezione esterna, dal Porto di Vasto fino alla foce del fiume Sinello .

    Caratteristiche del paesaggio

    La riserva offre un paesaggio variegato che comprende spiagge sabbiose, dune, falesie, aree agricole e tratti di costa rocciosa. Tra le spiagge più rinomate vi è la Spiaggia di Punta Penna, una lunga distesa di sabbia chiara e fine, accessibile tramite un sentiero a gradini, ideale anche per famiglie con bambini grazie ai fondali bassi e sabbiosi .

    Flora e fauna

    La flora della riserva è tipica della macchia mediterranea e dell’ambiente costiero, con specie come il ravastrello, lo sparto pungente (simbolo della riserva), l’elicriso italiano, il giglio di mare e l’euforbia marittima.

    La fauna è altrettanto ricca e diversificata. Tra gli uccelli si possono osservare il fratino (altro simbolo della riserva), il falco di palude, il gheppio, il martin pescatore, la poiana e il cavaliere d’Italia. Nel mare antistante la riserva sono presenti cetacei come la stenella striata e il tursiope .

    Attività e percorsi

    La riserva è ideale per escursioni a piedi o in bicicletta lungo i sentieri che costeggiano il mare e attraversano le dune. È possibile anche praticare attività come il birdwatching e la fotografia naturalistica. Per gli amanti del mare, le spiagge offrono opportunità per nuotare e rilassarsi in un ambiente incontaminato.

    Informazioni utili

    Accesso: La riserva è aperta tutto l’anno e l’ingresso è gratuito. Servizi: Presso la spiaggia di Punta Penna è presente un punto informativo con servizi di noleggio canoe e mountain bike . Come arrivare: La riserva si trova a nord del Porto di Vasto ed è facilmente raggiungibile in auto o in bicicletta.

    Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale della riserva: puntaderci.it.

    La Riserva Naturale di Punta Aderci rappresenta un esempio straordinario di conservazione della biodiversità e offre ai visitatori un’esperienza immersiva nella natura selvaggia e incontaminata dell’Abruzzo.

  • PORTA PINCIANA/ROMA

    E’ una delle storiche porte delle Mura Aureliane di Roma, situata all’estremità superiore di Via Vittorio Veneto, nei pressi di Villa Borghese. Costruita nel 403 d.C. dall’imperatore Onorio, la porta fu realizzata ampliando una preesistente posterula (piccola apertura) di epoca aureliana, per rafforzare le difese della città contro le minacce barbariche. Il nome “Pinciana” deriva dalla gens Pincia, antica famiglia romana proprietaria del colle omonimo. 

    Architettura e struttura

    La porta presenta un arco centrale in travertino, affiancato da due torri semicircolari asimmetriche, aggiunte durante i lavori di fortificazione voluti da Onorio. Queste torri, alte quasi 20 metri, erano parte delle misure difensive adottate per rafforzare le Mura Aureliane. In epoca moderna, per esigenze di viabilità, sono stati aperti due fornici laterali, ma la struttura ha mantenuto in gran parte il suo aspetto originario. 

    Storia e curiosità

    Nel Medioevo, Porta Pinciana era conosciuta anche come “Porta Belisaria”, in riferimento al generale bizantino Belisario.

    Secondo una leggenda

    dopo aver difeso Roma contro gli Ostrogoti nel 537, Belisario, ormai vecchio e cieco, mendicava nei pressi della porta. Un’iscrizione medievale, oggi perduta, recitava “Date obolum Belisario”.

    Tuttavia

    questa storia è considerata apocrifa, poiché Belisario morì in ricchezza a Costantinopoli. La porta fu murata in diverse occasioni: una testimonianza dell’VIII secolo la riporta chiusa, ma non si conoscono le motivazioni precise. Fu nuovamente murata nel 1808 e riaperta nel 1887. Nonostante la sua posizione strategica, la porta non ebbe mai un ruolo rilevante nel traffico cittadino, funzione assolta principalmente dalla vicina Porta Salaria. 

    Contesto urbano

    Porta Pinciana si trova tra due importanti aree di Roma: da un lato, Via Vittorio Veneto, simbolo della “Dolce Vita” romana, e dall’altro, il parco di Villa Borghese, uno dei più grandi e celebri spazi verdi della città. La sua posizione la rende un punto di riferimento per chi desidera esplorare sia la storia antica che la vivace vita culturale di Roma. 

    Informazioni pratiche

    Indirizzo : Via Vittorio Veneto, 196, 00187 Roma Accesso : La porta è visibile dall’esterno e si trova in una zona facilmente raggiungibile a piedi o con i mezzi pubblici.

    Porta Pinciana

    rappresenta un affascinante esempio di come Roma integri armoniosamente le sue antiche strutture con la moderna urbanistica, offrendo ai visitatori uno sguardo autentico sulla storia millenaria della città.

  • ROMA

    RIONE LUDOVISI

    E’ uno dei quartieri più eleganti e ricchi di storia di Roma, situato nel Municipio I, tra Porta Pinciana e Piazza Barberini.

    La sua origine risale al 1886, quando la famiglia Boncompagni Ludovisi stipulò una convenzione con il Comune di Roma per lottizzare l’antica Villa Ludovisi, un vasto parco di oltre 25 ettari che si estendeva tra le Mura Aureliane e i rioni Trevi e Colonna .

    Storia e sviluppo urbano

    La zona, un tempo occupata dagli Horti Sallustiani e successivamente da ville nobiliari come quella degli Orsini, fu acquistata nel 1622 dalla famiglia Ludovisi, che vi costruì una delle più belle residenze aristocratiche di Roma.

    Con l’Unità d’Italia e la trasformazione di Roma in capitale, la villa fu lottizzata per far posto a un nuovo quartiere residenziale.

    L’operazione, guidata dalla Società Generale Immobiliare, portò alla costruzione di eleganti edifici e alberghi di lusso, come l’Hotel Excelsior e il Palazzo Margherita, oggi sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti .

    Luoghi di interesse

    Via Veneto

    simbolo della “Dolce Vita” romana, è una delle strade più iconiche della città, fiancheggiata da caffè storici, hotel di lusso e palazzi eleganti.

    Casino dell’Aurora (Villa Boncompagni Ludovisi)

    unico edificio superstite dell’antica villa, celebre per il soffitto affrescato da Guercino che raffigura l’Aurora.

    Museo Boncompagni Ludovisi

    ospitato in un villino dei primi del Novecento, il museo è dedicato alle arti decorative, al costume e alla moda italiana .

    Santa Maria della Concezione dei Cappuccini

    nota per la sua cripta decorata con ossa umane, offre una testimonianza unica dell’arte funeraria barocca.

    Curiosità

    Il Rione Ludovisi è stato teatro di importanti trasformazioni urbanistiche e sociali.

    La sua nascita è legata alla speculazione edilizia post-unitaria, che ha cambiato radicalmente il volto della città.

    Nonostante ciò, il quartiere ha mantenuto un fascino particolare, grazie alla presenza di edifici storici, musei e luoghi di interesse culturale.

    Pvl

  • ROMA

    The Westin Excelsior

    E’ un hotel di lusso a 5 stelle, situato sulla celebre Via Vittorio Veneto, nel cuore della capitale, tra Piazza di Spagna e Villa Borghese.

    Inaugurato nel 1906, è uno degli alberghi storici più iconici della città, noto per la sua eleganza senza tempo e per aver ospitato personaggi illustri, celebrità e capi di Stato.

    Caratteristiche principali

    Posizione

    L’hotel si trova su Via Veneto, una delle strade più eleganti e famose di Roma, a pochi passi da attrazioni come Piazza di Spagna, Piazza Barberini, Fontana di Trevi e Villa Borghese.

    Camere e suite

    Dispone di 281 camere e 35 suite, tra cui la famosa Villa La Cupola, una delle suite più lussuose d’Europa.

    Situata sotto la cupola centrale dell’hotel, si sviluppa su due piani e include affreschi dipinti a mano, cinema privato e fino a sette camere da letto.

    Servizi

    Piscina interna riscaldata Centro fitness WestinWORKOUT® Kami Spa, con trattamenti rilassanti e massaggi Spazi per eventi e matrimoni .

    Ristorazione

    Ristorante Doney: cucina mediterranea in un ambiente elegante affacciato su Via Veneto ORVM Bar: cocktail, vini e piatti leggeri in un’atmosfera raffinata

    Pet-friendly

    Gli animali domestici ben educati sono i benvenuti.

    Un po’ di storia

    Durante la Prima Guerra Mondiale, l’hotel fu parzialmente convertito in ospedale militare.

    Nella Seconda Guerra Mondiale, divenne sede del comando tedesco a Roma e successivamente quartier generale del generale americano Mark Clark.

    L’albergo è apparso in diversi film famosi, tra cui La Dolce Vita di Fellini e L’Esorcista.

    Per prenotazioni o informazioni puoi visitare il sito ufficiale :

    The Westin Excelsior Rome – Marriott

    Pvl

  • Tenute Sella

    Tenute Sella, storica cantina fondata nel 1671 a Lessona, nel Biellese, coltiva principalmente vitigni autoctoni dell’Alto Piemonte, con un’enfasi particolare sul Nebbiolo.

    Vitigni coltivati da Tenute Sella

    Nebbiolo: Vitigno principale dell’azienda, noto per la sua eleganza e longevità.  Vespolina: Utilizzata in blend con il Nebbiolo per aggiungere spezie e morbidezza ai vini. Croatina: Contribuisce con colore e struttura, presente in alcune cuvée come il Bramaterra.  Erbaluce: Vitigno a bacca bianca coltivato in piccole quantità, tipico del territorio biellese. 

    Esempi di vini e composizioni

    Bramaterra DOC: Composto da 70% Nebbiolo, 20% Croatina e 10% Vespolina.  Lessona DOC: Prevalentemente Nebbiolo, spesso con piccole percentuali di Vespolina.  Orbello (Coste della Sesia Rosso DOC): Blend di Nebbiolo con circa 10% di Vespolina e Cabernet Franc.  Insubrico: Spumante metodo classico pas dosé ottenuto da 100% Nebbiolo proveniente dai terreni vulcanici di Bramaterra. 

    Tenute Sella si distingue per la vinificazione tradizionale e l’attenzione al terroir, producendo vini che riflettono l’identità dell’Alto Piemonte. Le varietà coltivate, in particolare il Nebbiolo, esprimono al meglio le caratteristiche uniche del territorio.

    R. Biella

  • QUINTINO SELLA

    Sella di Mosso, 7 luglio 1827 – Biella, 14 marzo 1884

    è stato una figura di spicco del XIX secolo italiano, noto per il suo contributo come politico, economista, scienziato e alpinista.

    Formazione e carriera scientifica

    Nato in una famiglia numerosa (quinto di venti figli), Sella si laureò in ingegneria idraulica all’Università di Torino nel 1847.

    Successivamente, perfezionò i suoi studi in mineralogia e cristallografia presso l’École des Mines di Parigi, completando la formazione nel 1851.

    Durante questo periodo, visitò officine e miniere in Francia e Germania, accrescendo la sua esperienza pratica.

    Tornato in Italia, divenne professore di matematica e mineralogia e fu nominato direttore del museo, donando la sua collezione privata di oltre settemila minerali.

    Nel 1855, brevettò una “cernitrice elettromagnetica” per la separazione dei minerali, premiata con una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Londra nel 1862. 

    Attività politica

    Sella ricoprì per tre volte la carica di Ministro delle Finanze del Regno d’Italia (1862, 1864–1865, 1869–1873).

    Durante il suo mandato, affrontò la difficile situazione economica post-unitaria, implementando politiche di austerità e riforme fiscali per stabilizzare le finanze statali.

    Fu anche coinvolto in importanti trattative internazionali, come il riscatto delle ferrovie dell’Alta Italia dall’Austria. 

    Alpinismo e cultura

    Appassionato alpinista, Sella fu tra i fondatori del Club Alpino Italiano (CAI) nel 1863.

    Promosse l’esplorazione delle Alpi e l’educazione scientifica, contribuendo alla diffusione della cultura montana in Italia.

    In suo onore, numerosi rifugi alpini portano il suo nome, tra cui quelli situati sul Monte Rosa, sul Monviso e nel massiccio del Monte Bianco. 

    Contributi culturali e scientifici

    Sella fu membro dell’Accademia dei Lincei e si dedicò alla pubblicazione di importanti documenti storici, come il “Codex Astensis”, una raccolta di cronache medievali riguardanti la città di Asti.

    Scoprì il manoscritto negli archivi imperiali austriaci e ne curò la pubblicazione in Italia. 

    Eredità

    La sua eredità è commemorata non solo nei rifugi alpini, ma anche in infrastrutture come il Canale Quintino Sella, un’importante opera di irrigazione nelle province di Novara e Pavia. 

    Pvl

  • ARALDO DI CROLLALANZA

    Bari, 19 maggio 1892 – Roma, 18 gennaio 1986 è stato un giornalista e politico italiano, noto per il suo ruolo di rilievo durante il regime fascista e per la sua lunga carriera parlamentare nel dopoguerra.

    Origini e formazione

    Nato a Bari da una famiglia nobile, figlio di Goffredo di Crollalanza, araldista e genealogista, e di Maria Giuseppina Amalia Noya, dei baroni di Bitetto .

    Carriera politica durante il fascismo

    Aderì al fascismo fin dal 1919 e partecipò alla Marcia su Roma. Nel 1926 divenne podestà di Bari, promuovendo una vasta opera di modernizzazione della città. Dal 1930 al 1935 fu Ministro dei Lavori Pubblici nel governo Mussolini, contribuendo alla realizzazione di importanti opere pubbliche, tra cui la bonifica dell’Agro Pontino e la fondazione di nuove città come Littoria (oggi Latina), Sabaudia e Pontinia .

    Attività nella Repubblica Sociale Italiana

    Durante la Repubblica Sociale Italiana, fu commissario straordinario per il Senato e la Camera. Fuggì a Venezia nel 1945, dove fu sostituito alla reggenza degli uffici della Camera dei fasci .

    Dopoguerra e attività parlamentare

    Arrestato nel 1946 per la sua attività durante il regime, fu prosciolto definitivamente nel 1950. Nel 1953 fu eletto senatore della Repubblica come indipendente nella lista del Movimento Sociale Italiano, venendo rieletto per sette legislature fino alla sua morte. Dal 1976 fu anche consigliere comunale di Bari .

    Eredità e riconoscimenti

    A Bari, una parte del lungomare è intitolata a lui, in riconoscimento dei lavori di riqualificazione urbana da lui promossi.

    Nel corso degli anni, gli sono stati dedicati anche una piazza a Latina, una a Pomezia, una via ad Aprilia e una a Altamura .

    Per ulteriori informazioni, puoi consultare :

    • Araldo di Crollalanza

    • araldodicrollalanza.it

    La figura di Araldo di Crollalanza rimane significativa nella storia italiana, sia per il suo contributo allo sviluppo urbano durante il fascismo, sia per la sua lunga attività politica nel dopoguerra.

    Pvl

  • Michelangelo Antonioni

    Michelangelo Antonioni

    Il pensiero di Michelangelo Antonioni 1912/2007 regista e sceneggiatore tra i più influenti del cinema europeo del Novecento, ruota attorno a temi esistenziali, alienazione, incomunicabilità e crisi dei sentimenti nella società moderna.

    La sua opera ha profondamente riflettuto sull’individuo contemporaneo, spesso smarrito in contesti sociali e paesaggi che diventano metafora del vuoto interiore.

    Ecco i nuclei principali del suo pensiero:

    1. Incomunicabilità e solitudine

    Antonioni è noto per la sua attenzione all’incomunicabilità tra esseri umani, tema che percorre film come L’Avventura (1960), La Notte (1961) e L’Eclisse (1962). I suoi personaggi vivono una profonda difficoltà a esprimersi, nonostante (o proprio a causa di) il contesto borghese, colto e civilizzato in cui si muovono.

    Citazione emblematica:

    “L’uomo è più solo oggi perché ha perso il senso della collettività e la possibilità di comunicare con gli altri.”

    2. Crisi dell’identità e del desiderio

    Nei suoi film, spesso il desiderio si spegne o si dissolve.

    I rapporti amorosi non sono mai pienamente risolutivi: sono fragili, instabili, soggetti all’entropia dell’anima.

    L’identità dei personaggi è fluida, incerta, spesso in crisi.

    Non ci sono certezze né finali chiusi.

    3. Lo spazio come specchio dell’anima

    Uno degli elementi più rivoluzionari del cinema di Antonioni è l’uso dello spazio e del paesaggio.

    Le architetture, i vuoti urbani, i deserti, le periferie industriali riflettono lo stato d’animo dei personaggi.

    Lo spazio non è mai neutro: è protagonista tanto quanto gli attori.

    4. Il tempo dilatato e il silenzio

    Antonioni rompe con la narrazione classica: i suoi film rallentano, si svuotano, lasciano che il silenzio e l’attesa parlino.

    Questo tempo dilatato non è mai fine a sé stesso, ma diventa occasione per contemplare il vuoto, la distanza, il mutamento impercettibile.

    5. Critica alla modernità e alla società dei consumi

    Soprattutto a partire da Il deserto rosso (1964) e Blow-Up (1966), emerge una critica alla modernità industriale e tecnologica, vista come portatrice di disorientamento.

    L’oggetto perde senso, l’immagine inganna, l’uomo si smarrisce in una realtà sempre più incomprensibile.

    6. La messa in discussione della realtà

    Con Blow-Up e Professione: reporter (1975), Antonioni si spinge oltre, interrogando lo statuto stesso della realtà.

    Cosa vediamo veramente? Cosa esiste, e cosa è solo una proiezione?

    L’osservatore è sempre parziale, e il reale diventa ambiguo, inafferrabile.

    Conclusione

    Il pensiero di Antonioni è profondamente moderno e filosofico: più che raccontare storie, egli indaga l’interiorità umana, le sue fratture e i suoi silenzi.

    In un’epoca che corre verso la velocità e la connessione, il suo cinema invita a fermarsi, guardare, ascoltare l’assenza.

    Pvl

  • CHIARA POGGI

    Era una giovane donna di 26 anni, laureata in Economia e Commercio all’Università di Pavia.

    Dopo gli studi, lavorava come stagista presso un’azienda di Milano.

    Viveva con la sua famiglia a Garlasco, un tranquillo comune in provincia di Pavia .

    Il 13 agosto 2007, Chiara fu brutalmente assassinata nella villetta di famiglia a Garlasco.

    Il suo corpo venne ritrovato dal fidanzato, Alberto Stasi, che all’epoca era studente di Economia all’Università Bocconi di Milano.

    Stasi chiamò i soccorsi e si recò alla caserma dei carabinieri per denunciare l’accaduto .

    Le indagini iniziali furono oggetto di critiche per presunti errori nella raccolta delle prove.

    Nonostante ciò, Alberto Stasi fu inizialmente assolto, ma successivamente condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi .

    Recentemente, il caso ha visto nuovi sviluppi.

    Nel 2025, Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, è stato nuovamente indagato dopo che il suo DNA è stato rilevato su due dita della vittima.

    Inoltre, è stata scoperta un’impronta palmare vicino al corpo di Chiara che corrisponde a Sempio per 15 punti di contatto .

    Ulteriori indagini hanno rivelato una ferita sulla coscia di Chiara compatibile con un tacco o la punta di una scarpa, suggerendo la possibile presenza di una donna sulla scena del crimine .

    Inoltre, è stato ritrovato un martello che potrebbe corrispondere all’arma del delitto .

    Questi nuovi elementi hanno riacceso l’interesse sul caso, sollevando interrogativi sulla possibilità di un complice o di un errore giudiziario.

    Le indagini sono ancora in corso per fare piena luce sull’omicidio di Chiara Poggi.

  • LENIN

    Vladimir Il’ič Ul’janov, 1870–1924

    è stato un rivoluzionario, politico e teorico marxista russo, figura centrale nella storia del XX secolo.

    Fondatore del partito bolscevico e principale artefice della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, fu il leader della Russia sovietica dal 1917 e, in seguito, il primo capo del governo dell’Unione Sovietica fino alla sua morte.

    Ecco alcuni punti chiave della sua figura:

    Ideologia e pensiero

    Lenin rielaborò il pensiero di Marx, adattandolo al contesto russo, dove il capitalismo non era ancora maturo come in Europa occidentale.

    Sviluppò concetti come la dittatura del proletariato e il partito d’avanguardia, ritenendo che un’élite rivoluzionaria dovesse guidare le masse verso il socialismo.

    Rivoluzione d’Ottobre

    Nel 1917, con i bolscevichi, rovesciò il governo provvisorio nato dopo la caduta dello zar. Uscì dalla Prima guerra mondiale firmando il trattato di Brest-Litovsk con la Germania nel 1918.

    Creazione dell’URSS

    Lenin nazionalizzò l’industria, abolì la proprietà privata dei mezzi di produzione e cercò di costruire una nuova economia socialista.

    Dopo la guerra civile (1918–1921), introdusse la NEP (Nuova Politica Economica), un compromesso temporaneo con elementi di economia di mercato.

    Eredità

    La sua morte nel 1924 aprì la strada alla lotta per la successione, vinta poi da Stalin.

    Rimane una figura controversa: per alcuni, un genio politico e un liberatore; per altri, il fondatore di un sistema autoritario che portò a gravi repressioni.

    APPROFONDIMENTI

    Le origini e la formazione

    Vladimir Il’ič Ul’janov nasce il 22 aprile 1870 a Simbirsk (oggi Ul’janovsk) in una famiglia borghese colta e benestante.

    Il padre era un ispettore scolastico imperiale, mentre la madre proveniva da una famiglia colta e liberale.

    Un evento cruciale della sua giovinezza fu l’esecuzione del fratello maggiore, Aleksandr, nel 1887, per aver partecipato a un complotto contro lo zar Alessandro III.

    Questo trauma lo spinse verso il radicalismo politico.

    Lenin si laureò in legge e si immerse fin da giovane nella lettura di Marx, Engels e dei classici del socialismo.

    Da qui nacque la sua convinzione che la rivoluzione socialista fosse non solo necessaria, ma inevitabile.

    Il marxismo leninista

    Lenin riteneva che il modello marxista andasse adattato alla realtà russa, un paese prevalentemente contadino, arretrato rispetto all’Europa industriale.

    I concetti fondamentali

    Partito d’avanguardia: secondo Lenin, il proletariato non avrebbe potuto acquisire da solo la coscienza rivoluzionaria.

    Era quindi necessario un partito composto da rivoluzionari professionisti, disciplinato, centralizzato, capace di guidare le masse. Dittatura del proletariato: una fase transitoria in cui lo Stato avrebbe esercitato il potere in nome della classe operaia per sopprimere la borghesia e costruire il socialismo. Imperialismo come fase suprema del capitalismo: in un famoso saggio (1916),

    Lenin sosteneva che il capitalismo aveva raggiunto uno stadio in cui esportava capitali e sfruttava colonie, aggravando le disuguaglianze globali.

    La guerra mondiale era, per lui, il risultato di questo imperialismo.

    La Rivoluzione russa

    1917: due rivoluzioni

    Febbraio: lo zar Nicola II abdica; nasce un governo provvisorio, debole e incerto.

    Ottobre: i bolscevichi, guidati da Lenin, organizzano un colpo di Stato e prendono il potere.

    Lenin torna a Pietrogrado con l’aiuto tedesco (i famosi “treni piombati”) e scrive le Tesi di aprile, in cui invoca “Tutto il potere ai Soviet”.

    Con la Rivoluzione d’Ottobre si instaura il primo Stato socialista della storia.

    La guerra civile e la NEP

    Tra il 1918 e il 1921 la Russia fu dilaniata dalla guerra civile tra:

    Armata Rossa (bolscevichi) Armata Bianca (zaristi, liberali, menscevichi) Interventi stranieri (Francia, Inghilterra, Giappone, USA)

    I bolscevichi vincono, ma il paese è distrutto.

    Lenin avvia allora una politica economica più flessibile :

    NEP (Nuova Politica Economica) – 1921

    Reintroduzione di una certa libertà economica per contadini e piccoli commercianti

    Lo Stato mantiene il controllo delle “leve” principali (banche, industria pesante, trasporti)

    Fu una misura temporanea, considerata da Lenin come un “ritiro strategico”

    Malattia, morte e successione

    Lenin ebbe tre ictus tra il 1922 e il 1924, che lo lasciarono inabile.

    In quegli ultimi anni, scrisse il celebre Testamento politico, in cui :

    Criticava Stalin per la sua brutalità Esprimeva dubbi sulle sue capacità di leadership Propose una riorganizzazione del partito per evitare una degenerazione autoritaria

    Il testamento fu ignorato.

    Alla sua morte (21 gennaio 1924), Stalin aveva già assunto un’enorme influenza all’interno del partito.

    L’eredità storica

    Lenin è una figura che divide ancora storici e opinione pubblica :

    Aspetti positivi riconosciuti

    Visionario politico, capace di trasformare un’ideologia in realtà storica Straordinario stratega e organizzatore

    Ha abbattuto un regime autocratico (quello zarista) tra i più repressivi d’Europa

    Aspetti critici e controversi

    Ha avviato il sistema del terrore di Stato (Čeka, repressione politica)

    Ha soppresso sistematicamente la libertà di stampa, di associazione, di opinione Ha creato un sistema a partito unico, autoritario.

    La sua idea di “dittatura del proletariato” ha ispirato regimi violenti nel mondo.

    Pvl

  • Vladimir Grigoryevich Shukhov

    1853/1939

    E’ stato un ingegnere, inventore e architetto russo-sovietico, noto per le sue rivoluzionarie innovazioni nell’ingegneria strutturale e nell’industria petrolifera.

    La sua carriera ha lasciato un’impronta duratura in numerosi settori, dalla progettazione di strutture leggere all’ingegneria chimica e alla fotografia.

    Biografia e formazione Nato a Graivoron, nell’attuale Oblast di Belgorod, Shukhov mostrò fin da giovane un talento eccezionale per la matematica, tanto da elaborare una dimostrazione originale del teorema di Pitagora durante gli studi liceali.

    Si laureò con lode nel 1876 presso l’Istituto Tecnico Imperiale di Mosca (oggi Università Tecnica Statale Bauman di Mosca).

    Nonostante gli fosse offerta un’opportunità di ricerca dal matematico Pafnuty Chebyshev, Shukhov scelse di intraprendere la carriera ingegneristica.

    Nel 1877 iniziò a collaborare con l’imprenditore Alexander Bari, con il quale realizzò numerosi progetti innovativi, tra cui la costruzione del primo oleodotto russo a Baku, lungo 10 km .

    Innovazioni strutturali

    Torri iperboloidi Shukhov è celebre per l’invenzione delle strutture iperboloidi, caratterizzate da una forma curva ottenuta mediante l’uso di aste rette disposte in una griglia diagonale (diagrid). Queste strutture offrono un’elevata resistenza con un uso minimo di materiali. La prima torre iperboloide fu costruita per l’Esposizione Panrussa del 1896 a Nizhny Novgorod e successivamente trasferita a Polibino, dove è ancora conservata. La più famosa è la Torre Shukhov a Mosca (1920–1922), alta 160 metri, utilizzata come torre di trasmissione radiofonica e considerata un capolavoro dell’architettura costruttivista .

    Gridshell e coperture reticolari Shukhov sviluppò anche le strutture a griglia (gridshell), utilizzate per creare coperture leggere e trasparenti. Queste furono impiegate in edifici come il Museo Pushkin delle Belle Arti e la stazione ferroviaria Kievsky di Mosca, la cui copertura reticolare lunga 230 metri è ancora in uso .

    Innovazioni nell’industria petrolifera Nel 1891, Shukhov brevettò il primo processo di cracking termico per la raffinazione del petrolio, noto come processo di cracking Shukhov. Questo metodo aumentava la produzione di carburanti leggeri come la benzina ed è considerato un precursore delle moderne tecniche di raffinazione .

    Fotografia e altri interessi Oltre alla sua attività ingegneristica, Shukhov era un appassionato fotografo. Le sue fotografie, che spaziano dal reportage al paesaggio urbano, sono considerate precorritrici della fotografia d’arte moderna. Circa duemila dei suoi negativi sono giunti fino a noi .

    Eredità e riconoscimenti Shukhov fu insignito del Premio Lenin nel 1929 e nel 1939 divenne membro onorario dell’Accademia delle Scienze dell’URSS. Le sue innovazioni continuano a influenzare l’ingegneria moderna, e le sue strutture sono considerate pietre miliari dell’architettura e dell’ingegneria del XX secolo.

    Pvl

  • PIPER CLUB/ROMA

    Il Piper Club di Roma esiste ancora nel 2025 ma attualmente è temporaneamente chiuso.

    Il locale ha ricevuto un provvedimento di sospensione della licenza per 15 giorni, a partire dal 23 maggio 2025, a causa di una serie di episodi violenti e problemi legati all’ordine pubblico.

    Tra questi, si segnalano risse frequenti, uso eccessivo di alcol e un’aggressione a un giovane di 20 anni che ha riportato la frattura del setto nasale .

    Questa è la seconda chiusura temporanea imposta dalle autorità in pochi mesi; una precedente sospensione era avvenuta a novembre 2024 per motivi simili.

    Nonostante l’impegno dichiarato dalla proprietà nel migliorare la sicurezza, le criticità sono proseguite, portando a questo nuovo stop .

    Il Piper Club, situato in via Tagliamento 9 nel quartiere Coppedè, resta comunque uno dei simboli storici della nightlife romana.

    Per aggiornamenti sulla riapertura e sugli eventi futuri, è consigliabile seguire i canali ufficiali del club:

    Facebook: Piper Club Roma Official Instagram: @piperclubroma

    In sintesi, il Piper non è chiuso definitivamente, ma è sospeso temporaneamente per motivi di sicurezza pubblica.

    È previsto che riapra al termine del periodo di sospensione, salvo ulteriori provvedimenti.

  • ISTANBUL/MOSCHEA DI CHORA

    ISTANBUL/MOSCHEA DI CHORA

    precedentemente nota come Museo di Chora (Kariye Müzesi), è uno dei più importanti esempi di architettura bizantina ancora esistenti a Istanbul, situata nel quartiere di Edirnekapı.

    Originariamente costruita come chiesa cristiana ortodossa nel V secolo, fu riedificata tra l’XI e il XII secolo e decorata nel XIV secolo con straordinari mosaici e affreschi che rappresentano scene della vita di Cristo e della Vergine Maria, considerati tra le massime espressioni dell’arte bizantina. 

    Evoluzione storica

    Chiesa bizantina

    Fondata nel V secolo, la chiesa era situata fuori dalle mura di Costantinopoli, da cui deriva il nome “Chora”, che significa “campagna” in greco.

    Moschea ottomana

    Dopo la conquista ottomana di Istanbul nel 1453, la chiesa fu convertita in moschea nel 1511 da Hadim Ali Pascià.

    Durante questo periodo, i mosaici e gli affreschi furono coperti, ma non distrutti, in conformità con la tradizione islamica. 

    Museo

    Nel 1945, l’edificio fu trasformato in museo e, tra il 1948 e il 1959, il Byzantine Institute of America intraprese un’importante opera di restauro che riportò alla luce le decorazioni originali. 

    Riconversione in moschea

    Nel 2020, un decreto presidenziale ha disposto la riconversione dell’edificio in moschea.

    Dopo lavori di restauro, la moschea è stata ufficialmente riaperta al culto islamico il 6 maggio 2024. 

    Visita e informazioni pratiche

    Orari di visita :

    Aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 per i visitatori.

    Biglietto d’ingresso :

    Dal 19 agosto 2024, è richiesto un biglietto di ingresso di 20 euro per i visitatori stranieri. 

    Accesso gratuito

    L’ingresso è gratuito per i cittadini turchi e per i musulmani stranieri che desiderano pregare. 

    Norme di abbigliamento

    È richiesto un abbigliamento rispettoso :

    non sono ammessi pantaloncini per uomini e donne, e le donne devono coprire il capo con un velo. 

    Accesso e sicurezza

    L’ingresso per i visitatori è situato su Kariye Türbesi Sokak, lato nord dell’edificio.

    Tutti i visitatori devono sottoporsi a controlli di sicurezza. 

    Patrimonio artistico

    Nonostante la riconversione in moschea, molte delle straordinarie decorazioni interne, tra cui i mosaici e gli affreschi, sono ancora visibili, soprattutto nelle aree non utilizzate per la preghiera.

    Tuttavia, nelle sezioni destinate al culto, alcune opere sono coperte da tende in conformità con le tradizioni islamiche. 

    La Moschea di Chora rappresenta un luogo di grande importanza storica, artistica e spirituale, testimoniando la ricca eredità culturale di Istanbul.

    Pvl

  • KEMALISMO

    E’ l’ideologia politica, culturale e sociale sviluppata da Mustafa Kemal Atatürk, fondatore e primo presidente della Repubblica di Turchia (1923).

    È stato il fondamento del processo di modernizzazione e occidentalizzazione del Paese nel periodo post-ottomano.

    I Sei Principi del Kemalismo

    Il kemalismo si basa su sei principi fondamentali, detti anche “i sei frecce” (Altı Ok):

    Repubblicanesimo (Cumhuriyetçilik)

    Rifiuto della monarchia e istituzione della repubblica come forma di governo.

    Nazionalismo (Milliyetçilik)

    Identità nazionale turca al centro della vita pubblica; spesso interpretato come esclusione delle identità etniche non turche.

    Populismo (Halkçılık)

    Uguaglianza dei cittadini, rifiuto delle classi privilegiate e promozione della partecipazione del popolo alla vita politica.

    Statismo (Devletçilik)

    Intervento dello Stato nell’economia per guidare lo sviluppo e modernizzare il Paese, soprattutto nei settori strategici.

    Laicismo (Laiklik)

    Separazione netta tra Stato e religione; riforme drastiche contro il potere dell’Islam politico e l’eliminazione della shari’a dal diritto.

    Riformismo (İnkılapçılık)

    Costante tensione verso il progresso e la modernizzazione, anche attraverso rotture radicali con il passato ottomano.

    Impatti del Kemalismo

    Riforme linguistiche: passaggio dall’alfabeto arabo a quello latino. Riforme del diritto: introduzione del codice civile svizzero, del codice penale italiano ecc.

    Riforme educative: creazione di un sistema scolastico laico e statale.

    Emancipazione femminile: diritto di voto alle donne (1930-1934), abolizione del velo negli uffici pubblici.

    Abolizione del Califfato: nel 1924, come simbolo della rottura con l’impero islamico ottomano.

    Critiche e contraddizioni

    Accuse di autoritarismo: il regime kemalista fu per lungo tempo monopartitico (fino al 1946).

    Repressione delle minoranze etniche (curdi, armeni, greci). Imposizione dall’alto delle riforme, spesso senza consenso popolare.

    Kemalismo oggi

    È ancora una forza ideologica importante in Turchia, soprattutto nei partiti laici come il CHP (Partito Popolare Repubblicano).

    Negli ultimi anni, con l’ascesa dell’islamismo politico (es. AKP di Erdoğan), il kemalismo è diventato il fulcro di opposizione laica e secolare.

    Pvl

  • Mustafa Kemal Atatürk

    1881/1938 è stato il fondatore e primo presidente della Repubblica di Turchia, nonché una delle figure più importanti e rivoluzionarie del XX secolo nel contesto del mondo islamico e post-imperiale.

    Punti salienti della sua figura:

    Leader della Guerra d’Indipendenza Turca (1919–1923), Atatürk guidò la resistenza contro l’occupazione alleata dopo la Prima guerra mondiale e il crollo dell’Impero Ottomano. Fondazione della Repubblica: Abolì il sultanato nel 1922 e il califfato nel 1924, proclamando la Repubblica di Turchia il 29 ottobre 1923. Riforme radicali: Laicismo: Separazione netta tra Stato e religione. Codici civili e penali laici: Sostituì la legge islamica con modelli giuridici europei. Alfabeto latino: Introdusse l’alfabeto latino al posto di quello arabo per la lingua turca (1928). Educazione moderna: Riformò l’istruzione, la rendette laica e obbligatoria. Diritti delle donne: Concesse il diritto di voto e di eleggibilità alle donne ben prima di molti paesi europei. Nazionalismo turco: Promosse una forte identità nazionale turca, cercando di modernizzare il paese sotto l’influenza dell’occidente ma con caratteristiche autoctone.

    Eredità

    Atatürk è ancora oggi una figura profondamente rispettata e simbolica in Turchia. Il suo pensiero politico è noto come Kemalismo, fondato su sei principi (repubblicanesimo, nazionalismo, populismo, laicismo, statalismo e riformismo).

  • Recep Tayyip Erdoğan

    Recep Tayyip Erdoğan

    Figura centrale nella politica turca da oltre due decenni

    ricoprendo ruoli chiave come sindaco di Istanbul, primo ministro e attualmente presidente della Repubblica.

    Biografia e carriera politica

    Nato il 26 febbraio 1954 nel quartiere popolare di Kasımpaşa a Istanbul, Erdoğan proviene da una famiglia originaria di Rize, sulla costa del Mar Nero.

    Durante la giovinezza, ha venduto simit e limonata per contribuire al reddito familiare.

    Ha frequentato una scuola religiosa (İmam Hatip Lisesi) e si è laureato in economia presso l’Università di Marmara nel 1981. 

    La sua carriera politica è iniziata negli anni ’70 con il Partito della Salvezza Nazionale (MSP).

    Nel 1994 è stato eletto sindaco di Istanbul, guadagnandosi una reputazione per la modernizzazione della città.

    Nel 2001 ha co-fondato il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP), con il quale ha vinto le elezioni parlamentari del 2002.

    È diventato primo ministro nel 2003 e ha ricoperto tale ruolo fino al 2014, quando è stato eletto presidente. 

    Presidenza e riforme costituzionali

    Durante la sua presidenza, Erdoğan ha trasformato la Turchia da una repubblica parlamentare a un sistema presidenziale esecutivo, consolidando il potere nelle mani del presidente.

    Nel 2017, un referendum ha approvato queste modifiche costituzionali.

    Nel maggio 2025, ha annunciato la formazione di un team di esperti legali per redigere una nuova costituzione, sostenendo la necessità di sostituire l’attuale carta del 1980, redatta dopo un colpo di stato militare.

    Tuttavia, i critici temono che questa iniziativa possa permettergli di estendere il suo mandato oltre il limite attuale del 2028. 

    Controversie e opposizione

    La leadership di Erdoğan è stata segnata da accuse di autoritarismo e repressione dell’opposizione.

    Nel marzo 2025, Ekrem İmamoğlu, sindaco di Istanbul e potenziale rivale politico, è stato arrestato con accuse di corruzione e terrorismo, che molti considerano motivate politicamente.

    Questo arresto ha scatenato le più grandi proteste anti-governative degli ultimi dieci anni. 

    Politica estera e pubblicazioni

    Erdoğan ha cercato di posizionare la Turchia come potenza regionale, adottando una politica estera assertiva.

    Nel 2021 ha pubblicato il libro “A Fairer World Is Possible”, in cui critica l’attuale ordine mondiale e propone una riforma delle Nazioni Unite per una maggiore equità globale. 

    Riconoscimenti

    Nel corso della sua carriera, Erdoğan ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui il Premio Quadriga tedesco nel 2004 e il King Faisal International Prize per il “servizio all’Islam” nel 2010. 

    Pvl

  • Turchia e Islam

    intrattengono un rapporto complesso, stratificato e in continua evoluzione, che riflette sia la storia dell’Impero Ottomano sia la modernizzazione avviata nel XX secolo con la fondazione della Repubblica di Turchia.

    Eredità ottomana

    Per secoli, l’Impero Ottomano (1299–1922) ha rappresentato uno dei più grandi califfati islamici, con il sultano anche nella funzione di Califfo, guida politica e spirituale dell’umma islamica sunnita.

    L’Islam era parte integrante della struttura statale: la legge islamica (shari‘a) era alla base dell’ordinamento giuridico, e il potere politico e religioso erano strettamente intrecciati.

    Laicità kemalista

    Con la fondazione della Repubblica nel 1923 da parte di Mustafa Kemal Atatürk, si attua una radicale secolarizzazione:

    Il Califfato viene abolito nel 1924. La shari‘a viene sostituita da un codice civile di ispirazione europea. Viene vietato l’uso del velo nelle istituzioni pubbliche e aboliti molti simboli religiosi nella vita pubblica.

    Le confraternite islamiche (tarikat) vengono bandite.

    La Turchia diventa così il primo paese a maggioranza musulmana a istituzionalizzare la laicità (in turco: laiklik), pur mantenendo una popolazione quasi interamente musulmana (oggi circa il 99%, per lo più sunnita hanafita).

    Religione e politica nel secondo Novecento

    Nonostante la laicità formale, l’Islam è sempre rimasto un elemento identitario profondo.

    Dagli anni ’50 in poi, con l’introduzione del multipartitismo, i partiti di ispirazione religiosa iniziano a riemergere, spesso in tensione con l’esercito, custode della laicità kemalista.

    Un momento cruciale è l’ascesa di Recep Tayyip Erdoğan e del suo partito AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo), al potere dal 2002.

    Pur dichiarandosi inizialmente liberale e moderatamente islamico, nel tempo il governo ha promosso una maggiore visibilità dell’Islam nella vita pubblica e nell’educazione:

    Si è allentato il divieto sul velo nei luoghi pubblici.

    Le scuole religiose (imam hatip) sono aumentate.

    La Direzione degli Affari Religiosi (Diyanet), un organo statale, ha visto crescere enormemente il suo budget e la sua influenza.

    Islam contemporaneo in Turchia

    Oggi la Turchia vive un equilibrio instabile tra tradizione religiosa e modernità secolare.

    L’Islam ha ritrovato centralità nel discorso pubblico, ma persiste un forte pluralismo interno:

    Oltre ai sunniti, esiste una significativa minoranza alevita (tra il 10 e il 20% della popolazione), spesso emarginata e in cerca di riconoscimento.

    Le confraternite religiose, pur ufficialmente vietate, operano informalmente.

    Vi è un crescente dibattito tra turchi secolaristi, conservatori religiosi e movimenti islamisti più radicali.

    Prospettive

    Il futuro del rapporto tra Turchia e Islam dipende da vari fattori: le dinamiche geopolitiche, l’economia, la pressione dell’UE (di cui la Turchia è candidata da anni) e i cambiamenti demografici.

    La sfida è quella di mantenere un’identità islamica senza compromettere la pluralità, i diritti individuali e la laicità delle istituzioni.

  • BOSFORO

    BOSFORO

    Stretto naturale che separa la parte europea da quella asiatica della Turchia collegando il Mar Nero al Mar di Marmara.

    È uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo, sia dal punto di vista commerciale che geopolitico.

    Ecco alcuni aspetti salienti

    Geografia

    Lunghezza :

    circa 30 km

    Larghezza :

    varia da 700 metri a 3,7 km

    Profondità media :

    circa 36 metri

    Importanza

    Fa parte del confine naturale tra Europa e Asia.

    È attraversato quotidianamente da migliaia di imbarcazioni, tra cui petroliere e navi da carico.

    È uno dei tre stretti turchi (insieme ai Dardanelli e al Mar di Marmara) che permettono il passaggio dal Mar Nero al Mar Mediterraneo.

    Istanbul

    La città di Istanbul si estende su entrambe le sponde del Bosforo.

    Il panorama sullo stretto è famoso per i suoi palazzi ottomani, moschee, fortezze, e i ponteggi sospesi che collegano le due sponde (tra cui il celebre Ponte sul Bosforo o 15 Temmuz Şehitler Köprüsü).

    Cultura e storia

    Sin dall’antichità, il Bosforo è stato oggetto di leggende e crocevia di popoli : dai Greci ai Romani, dai Bizantini agli Ottomani.

    Il suo nome deriva dal greco Βόσπορος (Bósporos), che significa “passaggio del bue”, legato al mito di Io, trasformata in giovenca da Zeus.

  • ISTANBUL

    MOSCHEE

    Istanbul è punteggiata da centinaia di moschee che testimoniano secoli di storia, architettura e spiritualità.

    Dall’epoca bizantina convertita all’islam, al classicismo ottomano, fino ai nuovi esempi contemporanei, la città vive anche attraverso le sue cupole e i suoi minareti.

    Ecco una guida alle principali moschee di Istanbul

    Moschee Storiche Principali :

    •Moschea di Santa Sofia (Ayasofya Camii)

    Origini :

    Basilica cristiana del VI secolo (532 d.C.), trasformata in moschea nel 1453, poi museo nel 1935, riconvertita a moschea nel 2020.

    Architettura :

    Un capolavoro dell’architettura bizantina con una cupola imponente e mosaici straordinari.

    Da sapere :

    Attualmente è una moschea attiva, ma resta visitabile anche per i non musulmani, con alcune aree riservate alla preghiera.

    •Moschea Blu (Sultan Ahmet Camii)

    Epoca :

    Inizi del XVII secolo (1609-1616), durante il regno del sultano Ahmet I.

    Caratteristiche :

    Sei minareti, cupole eleganti, decorazioni in ceramica di İznik blu e turchese che le danno il nome.

    Posizione :

    Proprio di fronte a Santa Sofia, nel cuore della città storica.

    •Moschea di Solimano (Süleymaniye Camii)

    Architetto :

    Mimar Sinan, il più grande architetto ottomano.

    Periodo :

    Costruita tra il 1550 e il 1557 per il sultano Solimano il Magnifico.

    Impatto :

    Semplicità monumentale, armonia tra cupole e cortili, e vista magnifica sul Corno d’Oro.

    Complesso :

    Include scuola, hammam, ospedale e mausoleo del sultano.

    •Moschea di Rüstem Pasha

    Architetto :

    Anche questa di Sinan.

    Particolarità :

    Celebre per l’incredibile uso delle piastrelle di İznik all’interno.

    Posizione :

    Nascosta tra i bazar di Eminönü, spesso poco affollata.

    Altre Moschee Degne di Nota

    •Moschea Ortaköy (Büyük Mecidiye Camii)

    Posizione :

    Sul Bosforo, a Ortaköy, in una delle cornici più iconiche della città.

    Stile :

    Barocco ottomano, con vetrate colorate e decori elaborati.

    Scatto iconico :

    La moschea con il ponte sullo sfondo è una delle foto simbolo di Istanbul.

    •Moschea di Fatih (Fatih Camii)

    Significato :

    Costruita dopo la conquista ottomana di Costantinopoli sul sito della Chiesa dei Santi Apostoli.

    Stile :

    Inizio dell’architettura ottomana imperiale. Importanza: Fatih significa “conquistatore” – qui è sepolto Maometto II, il Conquistatore.

    •Moschea di Eyüp Sultan

    Spiritualità :

    Luogo sacro per l’Islam turco.

    Qui è sepolto Abu Ayyub al-Ansari, compagno del Profeta Maometto.

    Pellegrinaggi :

    Meta di pellegrinaggi soprattutto nel mese di Ramadan.

    Atmosfera :

    Suggestiva e raccolta, circondata da antichi cimiteri e il caffè Pierre Loti in collina.

    Moschee Moderne

    •Moschea di Çamlıca (Çamlıca Camii)

    Inaugurata :

    2019, la più grande moschea della Turchia.

    Capienza :

    Può ospitare fino a 63.000 fedeli.

    Stile :

    Unisce elementi ottomani tradizionali a linee moderne.

    Panorama :

    Situata sulla collina di Çamlıca, domina Istanbul da un punto spettacolare.

    Informazioni pratiche

    Accesso :

    Le moschee sono visitabili gratuitamente.

    Durante le preghiere, l’ingresso è riservato ai fedeli.

    Abbigliamento :

    Spalle e gambe coperte; le donne devono coprire i capelli.

    Alcune moschee offrono veli all’ingresso.

    Orari :

    Evita le visite durante i cinque momenti di preghiera (soprattutto mezzogiorno e tramonto).

    Suggerimento per un itinerario classico :

    Inizia da Santa Sofia.

    Attraversa la piazza fino alla Moschea Blu.

    Salendo la collina, visita la Moschea di Solimano.

    Prendi un tè alla moschea di Ortaköy sul Bosforo al tramonto.

  • ISTANBUL

    RICCA DI MUSEI

    che riflettono la sua lunga storia, il crocevia tra Oriente e Occidente, e la vivacità della sua scena artistica contemporanea.

    Ecco una panoramica dei principali musei della città, divisi per tipologia :

    Musei Storico-Archeologici

    Museo Archeologico di Istanbul (İstanbul Arkeoloji Müzesi) :

    Una delle collezioni archeologiche più importanti del mondo

    Comprende tre sezioni :

    Museo Archeologico, Museo dell’Arte Orientale Antica, e Padiglione degli Smalti.

    Ospita il famoso sarcofago di Alessandro Magno.

    Museo del Palazzo Topkapi (Topkapı Sarayı Müzesi) :

    Antico palazzo dei sultani ottomani.

    Racchiude collezioni di armi, porcellane, manoscritti, gioielli (tra cui il Daggero di Topkapi e il Diamante del Fabbricante di Cucchiai). Include la sala del Tesoro e l’Harem.

    Museo della Basilica di Santa Sofia (Ayasofya Müzesi ora Moschea) :

    Monumento iconico della città, già basilica bizantina e moschea ottomana.

    È oggi moschea funzionante ma visitabile come sito storico, con mosaici bizantini spettacolari.

    Musei Religiosi e Monastici

    Museo della Moschea di Chora (Kariye Müzesi) :

    Ex chiesa bizantina, poi moschea, oggi nuovamente moschea.

    Celebre per i suoi affreschi e mosaici paleocristiani tra i più belli del mondo.

    Musei d’Arte Moderna e Contemporanea

    Istanbul Modern (Istanbul Modern Sanat Müzesi) :

    Il museo d’arte moderna e contemporanea più importante della città.

    Recentemente trasferito in un nuovo edificio firmato Renzo Piano, sul lungomare di Karaköy.

    Espone opere di artisti turchi e internazionali.

    Pera Museum (Pera Müzesi) :

    Famoso per la collezione di orientalismo, tra cui il celebre quadro Il derviscio danzante di Osman Hamdi Bey.

    Ospita mostre temporanee d’arte moderna e contemporanea.

    Sakıp Sabancı Museum (Sabancı Üniversitesi Sakıp Sabancı Müzesi) :

    Situato a Emirgan, con vista sul Bosforo. Collezione permanente di calligrafia ottomana, arte turca, e mostre temporanee di artisti internazionali.

    Musei Etnografici e di Vita Quotidiana

    Museo Rahmi M. Koç :

    Museo della scienza, dell’industria e dei trasporti, molto amato anche dalle famiglie.

    Situato sulle rive del Corno d’Oro, in un antico edificio industriale.

    Museo della Cultura Turca e Islamica (Türk ve İslam Eserleri Müzesi) :

    Raccolta di tappeti, ceramiche, manoscritti, oggetti di uso quotidiano.

    Ambientato nell’antico Palazzo di İbrahim Paşa.

    Musei di Personalità e Collezionismo Privato

    Museo di Orhan Pamuk – Museo dell’Innocenza (Masumiyet Müzesi) :

    Ispirato al romanzo Il Museo dell’Innocenza di Pamuk.

    Oggetti raccolti come “reliquie di una storia d’amore” immaginaria ambientata nella Istanbul del XX secolo.

    Museo Sadberk Hanım :

    Piccolo ma raffinato museo privato con collezioni archeologiche e di arte decorativa ottomana.

    Situato in una splendida villa sul Bosforo.

    Consigli utili

    Istanbul Museum Pass :

    consente l’ingresso gratuito (o scontato) a molti musei statali per un numero limitato di giorni.

    Giorni di chiusura :

    molti musei sono chiusi il lunedì o il martedì, è bene verificare in anticipo.

    i principali musei offrono audioguide, spesso anche in italiano o inglese.

    Pvl

  • ISTANBUL/GRAN BAZAR

    ISTANBUL/GRAN BAZAR

    in turco Kapalıçarşı, che significa “mercato coperto” è uno dei mercati coperti più grandi e antichi del mondo.

    Si trova nel cuore della città vecchia, nel quartiere di Fatih, tra la Moschea di Nuruosmaniye e la Moschea di Beyazıt.

    Cenni storici :

    Fondato poco dopo la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453, il bazar fu iniziato nel 1461 su ordine del sultano Mehmet II il Conquistatore.

    Da allora si è ampliato nel corso dei secoli, diventando un centro nevralgico del commercio sia per la città sia per l’intero impero ottomano.

    Caratteristiche principali :

    Più di 60 strade coperte e oltre 4.000 negozi, che vendono di tutto: tappeti, gioielli, ceramiche, spezie, tessuti, antiquariato, lampade, articoli in pelle e molto altro. 22 ingressi, il più noto dei quali è il Beyazıt Gate (o Gate 1).

    Un vero labirinto urbano, ricco di passaggi, cortili interni, fontane e persino moschee e caffè storici.

    Architettura ottomana, con arcate, cupole e pavimenti in pietra, che conferiscono al luogo un’atmosfera suggestiva e senza tempo.

    Curiosità :

    Si stima che, nei periodi di alta stagione, il bazar possa accogliere fino a 400.000 visitatori al giorno.

    È stato definito uno dei primi centri commerciali del mondo.

    Ospita anche artigiani locali, che lavorano metalli preziosi o tessono tappeti secondo tecniche tradizionali.

    Consigli per la visita :

    Contrattare è la norma: è parte integrante dell’esperienza e spesso anche attesa dai venditori.

    Visitare al mattino presto o in tarda giornata per evitare la folla.

    È chiuso la domenica e durante le festività religiose principali.

    Pvl

  • POLONIA

    FIUMI

    Vistola (Wisła)

    Il fiume più lungo della Polonia, con una lunghezza di circa 1.047 km.

    Nasce nei Monti Beskidi, nel sud della Polonia, e sfocia nel Mar Baltico vicino a Danzica.

    Attraversa città importanti come Cracovia, Varsavia e Toruń.

    È fondamentale per la storia, la cultura e l’economia del paese.

    Oder (Odra)

    Il secondo fiume più lungo della Polonia, circa 854 km (in parte scorre anche in Repubblica Ceca e Germania).

    Nasce nei Monti Sudeti, al confine tra Polonia e Repubblica Ceca, e sfocia nel Mar Baltico attraverso la laguna di Szczecin.

    Segna in parte il confine occidentale della Polonia con la Germania.

    Warta

    Lungo circa 808 km, è un affluente dell’Oder.

    Scorre nel centro-ovest della Polonia e attraversa città come Poznań.

    È uno dei fiumi più importanti per la navigazione interna.

    Bug

    Lungo circa 772 km.

    È un affluente del fiume Narew, che a sua volta si unisce alla Vistola.

    Segna in parte il confine orientale della Polonia con Bielorussia e Ucraina.

    Narew

    Circa 484 km di lunghezza.

    È un affluente della Vistola e nasce in Bielorussia.

    Conosciuto per i suoi paesaggi naturali e le zone umide.

  • POLONIA

    LAGHI PITTORESCHI

    E’ famosa per i suoi laghi pittoreschi, molti dei quali si trovano nella parte nord-orientale del paese.

    Ecco una panoramica sintetica

    Le regioni lacustri principali della Polonia

    Masuria (Mazury)

    Conosciuta come la :

    Terra dei Mille Laghi

    (in realtà sono oltre 2.000), è la regione lacustre più famosa.

    Lago Śniardwy

    Il più grande della Polonia.

    Lago Mamry

    Secondo per estensione, molto apprezzato per la navigazione. Attività: vela, kayak, pesca, cicloturismo.

    Punti d’interesse

    Giżycko, Mikołajki, Ruciane-Nida.

    Pomerania

    Lungo la costa settentrionale e nell’entroterra

    Lago Łebsko

    Parzialmente salmastro, vicino alle dune mobili del Parco Nazionale di Słowiński.

    Lago Charzykowskie

    Meta per la vela e il canottaggio.

    Kashubia (Kaszuby)

    Regione collinare e ricca di laghi di origine glaciale.

    Lago Wdzydze

    Chiamato anche il mare della Kashubia, con molte isolette.

    Cultura

    lingua e tradizioni kaszube ancora vive.

    Caratteristiche naturali

    Origine glaciale

    laghi formatisi durante l’ultima glaciazione.

    Ecosistemi ricchi

    molti laghi sono circondati da foreste, paludi, e ospitano uccelli migratori e specie rare.

    Biodiversità

    habitat ideale per lontre, castori, aquile di mare, cigni selvatici.

    Turismo e attività

    Navigazione

    canali naturali e artificiali collegano molti laghi.

    Sport acquatici

    vela, windsurf, stand-up paddle.

    Relax e terme

    molte località lacustri offrono centri wellness.

    Campeggio e trekking

    ideali per ecoturismo e viaggi in bicicletta.

  • POLONIA

    MONUMENTI

    Varsavia (Warszawa)

    Castello Reale (Zamek Królewski)

    Ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale, è un simbolo della rinascita della nazione.

    Palazzo della Cultura e della Scienza (Pałac Kultury i Nauki)

    Donato dall’URSS nel 1955, è un’icona controversa ma imponente dello stile realista socialista.

    Monumento all’insurrezione di Varsavia

    Commemora l’eroica e tragica rivolta del 1944 contro l’occupazione nazista.

    Cracovia (Kraków)

    Castello del Wawel

    Residenza reale per secoli, si erge sopra il fiume Vistola con la cattedrale gotica e le tombe dei sovrani polacchi.

    Rynek Główny (Piazza del Mercato)

    Una delle piazze medievali più grandi d’Europa, con il Sukiennice (mercato dei tessuti) e la Chiesa di Santa Maria.

    Quartiere ebraico di Kazimierz

    Denso di memoria storica e spirituale, con sinagoghe, musei e monumenti commemorativi.

    Danzica (Gdańsk)

    Monumento agli Operai Caduti del 1970

    In memoria delle proteste operaie represse dal regime comunista, vicino ai cantieri navali di Solidarność.

    La Gru di Danzica (Żuraw)

    Antico meccanismo portuale del Medioevo, simbolo della potenza marittima della città.

    Piazza del Mercato (Rynek)

    Circondata da colorati palazzi gotici e rinascimentali, con il maestoso Municipio gotico.

    Corte di Artù (Dwór Artusa)

    Ex luogo d’incontro dei mercanti anseatici, esempio dell’opulenza rinascimentale.

    Wrocław

    Panorama di Racławice

    Un’enorme pittura panoramica che commemora la battaglia di Racławice del 1794, simbolo dell’orgoglio nazionale.

    Altri monumenti importanti

    Campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau (Oświęcim)

    Memoriale e museo, simbolo della Shoah e della barbarie del XX secolo.

    Monastero di Jasna Góra

    Częstochowa Centro di pellegrinaggio e spiritualità, con l’icona della Madonna Nera, patrona della Polonia.

    Miniera di sale di Wieliczka

    Patrimonio UNESCO, un labirinto sotterraneo con sculture di sale, cappelle e laghi.

  • Parco Nazionale di Krka

    in croato: Nacionalni park Krka

    è uno dei parchi naturali più suggestivi della Croazia.

    Si trova nella regione della Dalmazia, nei pressi della città di Šibenik, e prende il nome dal fiume Krka, che lo attraversa per circa 72 chilometri prima di sfociare nell’Adriatico.

    Caratteristiche principali

    Cascate spettacolari: Le attrazioni più celebri del parco sono le sue cascate, tra cui: Skradinski Buk: una delle più famose e fotografate, con 17 salti d’acqua che si estendono per circa 800 metri.

    Roški Slap: più a nord, meno affollata ma altrettanto incantevole, circondata da vecchi mulini ad acqua.

    Isola di Visovac: un’isoletta pittoresca nel mezzo del fiume Krka, ospita un monastero francescano del XV secolo ed è raggiungibile in barca.

    Monastero di Krka: un importante luogo di culto ortodosso situato nel cuore del parco.

    Flora e fauna: Il parco ospita oltre 850 specie vegetali, numerosi pesci endemici, uccelli (come aironi, falchi e cormorani), rettili e anfibi.

    Cosa fare nel parco

    Passeggiate su passerelle in legno tra le cascate.

    Giri in barca sul fiume, anche fino all’isola di Visovac. Escursioni e birdwatching. Visite culturali ai monasteri e ai mulini storici.

    Bagni nelle acque del fiume: fino al 2021 era possibile nuotare vicino a Skradinski Buk, ma ora è vietato per motivi ambientali.

    Come arrivare

    In auto: facilmente raggiungibile da Šibenik (circa 15 km). Ingressi principali: Skradin (da cui partono i battelli per Skradinski Buk) e Lozovac (con accesso diretto a piedi o con navette).

    Consigli utili

    Il parco è aperto tutto l’anno, ma i servizi e i percorsi variano a seconda della stagione.

    La primavera e l’inizio dell’autunno sono ideali per evitare la folla e godersi la natura rigogliosa.

    L’ingresso è a pagamento, con prezzi che variano a seconda della stagione e dell’accesso scelto.

    Pvl

  • SPALATO

    AFFACCIATA SULL’ADRIATICO

    La sua bellezza non è solo un’istantanea da cartolina, ma un’esperienza che si vive passeggiando tra vicoli lastricati, respirando la salsedine, ascoltando le campane antiche e il vociare dei mercati.

    Il cuore pulsante è il Palazzo di Diocleziano, una delle più straordinarie testimonianze romane ancora esistenti.

    Più che un palazzo, è una città nella città: costruito tra il III e il IV secolo d.C. per volere dell’imperatore Diocleziano come sua residenza e fortezza, oggi accoglie case, negozi, caffè e piazze brulicanti di vita.

    Passeggiando all’interno del palazzo si scoprono gioielli come il Peristilio, la corte centrale dalle colonne corinzie, ancora usata per spettacoli e concerti sotto le stelle.

    Qui si erge la Cattedrale di San Doimo, anticamente mausoleo dell’imperatore, ora trasformata in uno dei più antichi edifici cristiani al mondo ancora in uso.

    L’architettura imperiale si fonde con il quotidiano, in un dialogo continuo tra passato e presente.

    Non lontano si trova il Tempio di Giove, riconvertito in battistero, con la sua straordinaria volta a cassettoni.

    Ogni angolo del centro storico è un incontro con la storia : le mura medievali, le torri veneziane, i portali gotici e le piazze rinascimentali narrano l’anima stratificata della città.

    Fuori dal perimetro antico, Spalato sorprende con la Passeggiata Riva, un elegante lungomare ombreggiato da palme, e con il Parco Marjan, il “polmone verde” cittadino, che offre viste mozzafiato sulla costa e sulle isole circostanti.

    A Spalato la bellezza non è solo monumentale, è una condizione diffusa.

    È nella pietra calda al tramonto, nei colori dei panni stesi tra i vicoli, nell’eco di una musica che arriva da una finestra aperta.

    È una città da vivere con lentezza, lasciandosi sorprendere.

    https://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

    Pvl

  • TARANTO

    CATTEDRALE DI SAN CATALDO

    Situata nel cuore della Città Vecchia di Taranto, è la più antica cattedrale della Puglia e rappresenta un importante punto di riferimento storico, artistico e spirituale della città.

    Storia e Origini

    Le origini della cattedrale risalgono al V secolo, come attestato da una lettera di Papa Gelasio del 494.

    Tuttavia, l’attuale struttura fu edificata nel 967 per volontà dell’imperatore bizantino Niceforo II Foca, durante la ricostruzione della città dopo le devastazioni saracene.

    Nel 1071, durante lavori di ristrutturazione, furono rinvenute le spoglie di San Cataldo, vescovo irlandese del VII secolo, e la cattedrale fu a lui dedicata .

    Architettura e Interni

    La cattedrale presenta una pianta basilicale con tre navate separate da colonne di reimpiego provenienti da edifici antichi.

    Nel 1713, l’architetto leccese Mauro Manieri realizzò la facciata barocca, arricchita da decorazioni floreali e statue di santi come San Pietro, San Marco, San Rocco e Sant’Irene .

    All’interno, spicca il “Cappellone” di San Cataldo, una cappella barocca a pianta ellittica decorata con marmi policromi, madreperle e lapislazzuli.

    Le statue sono opera di Giuseppe Sammartino, noto per il “Cristo Velato” di Napoli, mentre gli affreschi che celebrano la vita del santo sono di Paolo De Matteis .

    Opere d’Arte e Mosaici

    Il pavimento conserva frammenti di un mosaico del 1160, attribuito al mosaicista Petroius su commissione dell’arcivescovo Giraldo.

    Il mosaico presenta tondi con figure simboliche, analoghe a quelle del celebre mosaico di Otranto .

    Cripta e Reliquie

    Sotto l’altare maggiore si trova la cripta del X secolo, decorata con affreschi di varie epoche.

    Qui sono conservate le spoglie di San Cataldo, rinvenute nel 1071 nei pressi del battistero .

    Informazioni per i Visitatori

    Accessibilità: La cattedrale dispone di un ingresso accessibile per persone con disabilità, tramite una rampa che supera i gradini dell’ingresso principale.

    Come arrivare

    È situata nella Città Vecchia di Taranto, facilmente raggiungibile a piedi dal Ponte Girevole.

    L’accesso in auto è limitato a causa delle ZTL; si consiglia di parcheggiare nelle aree limitrofe e proseguire a piedi .

    cattedraletaranto.com

    Pvl

  • TARANTO

    PONTE GIREVOLE

    Ufficialmente noto come Ponte di San Francesco di Paola, è uno dei simboli più iconici della città e un capolavoro di ingegneria navale.

    Collega l’isola del Borgo Antico con la penisola del Borgo Nuovo, sovrastando il canale navigabile che unisce il Mar Grande al Mar Piccolo.

    Storia e caratteristiche tecniche

    Inaugurato il 22 maggio 1887 dall’ammiraglio Ferdinando Acton, il ponte fu progettato dall’ingegnere Giuseppe Messina e realizzato dall’Impresa Industriale Italiana di Alfredo Cottrau di Castellammare di Stabia.

    La struttura originaria era composta da un grande arco a sesto ribassato in legno e metallo, diviso in due bracci che ruotavano indipendentemente attorno a un perno verticale.

    Il funzionamento avveniva grazie a turbine idrauliche alimentate da un serbatoio da 600 metri cubi d’acqua situato nel vicino Castello Aragonese .

    Nel 1957-1958, il ponte fu completamente rimodernato: la struttura in legno fu sostituita da una in acciaio, e il sistema di apertura fu convertito da idraulico a elettrico.

    Il nuovo ponte, lungo 89,9 metri e largo 9,3 metri, fu inaugurato il 10 marzo 1958 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e dedicato a San Francesco di Paola, protettore dei marinai .

    Funzionamento e significato simbolico

    Il ponte si apre ruotando orizzontalmente le due metà su un lato, permettendo il passaggio di grandi navi militari attraverso il canale navigabile.

    La manovra di apertura dura meno di tre minuti, ma il passaggio delle navi richiede più tempo, durante il quale il traffico viene bloccato, dividendo temporaneamente la città in due.

    Questo momento ha un forte significato simbolico, soprattutto quando le navi passano con l’equipaggio schierato sul ponte, salutato da familiari e amici dal lungomare .

    Curiosità

    Il canale navigabile fu scavato nel 1481 per proteggere la città dagli attacchi dei Turchi .

    Il ponte è stato protagonista in alcuni film, tra cui “La nave bianca” (1941) e “6 Underground” (2018), quest’ultimo diretto da Michael Bay .

    Il poeta Gabriele D’Annunzio ha citato il ponte in un suo poema, sottolineando la bellezza delle navi che passano sotto di esso .

    Il Ponte Girevole non è solo un’infrastruttura funzionale, ma rappresenta anche un elemento identitario per la città di Taranto, simboleggiando il legame tra tradizione e innovazione, tra il passato storico e il presente dinamico della Città dei Due Mari.

    Pvl

  • TARANTO

    MONUMENTI

    Affacciata sul Mar Ionio, è una città ricca di storia e cultura, con numerosi monumenti e attrazioni da scoprire.

    Ecco una selezione dei principali luoghi di interesse

    Monumenti e siti storici

    Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA)

    Uno dei più importanti musei archeologici d’Italia, ospita una vasta collezione di reperti della Magna Grecia, tra cui i celebri Ori di Taranto. 

    Castello Aragonese

    Fortezza costruita nel XV secolo su preesistenti strutture bizantine, oggi è visitabile grazie a tour guidati organizzati dalla Marina Militare. 

    Tempio Dorico di Piazza Castello

    Resti di un antico tempio greco del VI secolo a.C., testimonianza della Taranto magnogreca. 

    Cattedrale di San Cataldo

    La più antica cattedrale romanica della Puglia, risalente al X secolo, con una cripta bizantina e affreschi medievali. 

    Museo Ipogeo Spartano (MISpa)

    Situato sotto Palazzo de Beaumont Bonelli, offre un percorso sotterraneo attraverso 2000 anni di storia tarantina. 

    Architetture moderne e ponti

    Ponte Girevole (Ponte di San Francesco di Paola)

    Simbolo della città, collega il Borgo Antico al Borgo Nuovo e si apre per permettere il passaggio delle navi. 

    Ponte Punta Penna Pizzone (Ponte Aldo Moro)

    Con i suoi 1909 metri, è il ponte sul mare più lungo d’Italia, offrendo una vista panoramica sul Mar Piccolo. 

    Concattedrale Gran Madre di Dio

    Edificio moderno degli anni ’70, progettato da Gio Ponti, con una struttura che richiama una vela. 

    Altri luoghi di interesse

    Città Vecchia

    Il centro storico di Taranto, con vicoli stretti, palazzi storici e chiese antiche, rappresenta il cuore pulsante della città. 

    Chiesa di San Domenico Maggiore

    Fondata nel XIV secolo, sorge sui resti di un tempio greco e presenta elementi gotici e barocchi. 

    Museo Diocesano di Arte Sacra (MuDi)

    Ospitato nell’ex seminario arcivescovile, conserva opere d’arte sacra e oggetti liturgici di varie epoche. 

    Monumento al Marinaio d’Italia

    Situato sul lungomare, è un omaggio ai marinai italiani, rappresentati da due figure in bronzo che salutano le navi. 

  • MATERA

    SASSI

    Capoluogo della provincia omonima in Basilicata, è una delle città più antiche del mondo abitata ininterrottamente, celebre soprattutto per i Sassi, quartieri scavati nella roccia calcarenitica che costituiscono un paesaggio urbano unico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1993.

    Struttura urbana attuale

    Matera è oggi una città di circa 60.000 abitanti, divisa in una parte moderna, sviluppatasi soprattutto nel secondo dopoguerra, e una parte antica, che comprende i Sassi di Matera: il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano.

    Questi due quartieri si estendono a ridosso della gravina, un profondo canyon che attraversa il territorio e conferisce alla città un aspetto spettacolare e suggestivo.

    Negli ultimi anni, Matera ha vissuto un’importante rinascita culturale ed economica, culminata con il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019.

    La città si è aperta a un turismo internazionale, accogliendo visitatori attratti tanto dalla sua storia rupestre quanto dalla sua crescente proposta culturale, tra musei, festival e restauri architettonici.

    Monumenti e luoghi di interesse

    I Sassi di Matera

    Si tratta di un agglomerato di abitazioni, chiese, cisterne e strade interamente scavati nella roccia.

    Le abitazioni si sovrappongono e si intrecciano, formando un tessuto urbano organico e sorprendente.

    I Sassi sono stati abitati per millenni e solo negli anni ’50, a causa delle condizioni igienico-sanitarie, vennero in parte abbandonati.

    Oggi sono in gran parte restaurati e rifunzionalizzati.

    Chiese Rupestri

    Matera ne conta oltre 150, molte delle quali affrescate.

    Tra le più significative :

    Santa Maria de Idris

    incastonata nella roccia del Monterrone, affacciata sulla gravina.

    San Pietro Barisano

    la più grande chiesa rupestre della città.

    San Giovanni in Monterrone

    nota per gli affreschi bizantineggianti.

    Cattedrale di Matera

    Costruita nel XIII secolo in stile romanico pugliese, domina il centro storico dall’alto della Civita, lo sperone roccioso che separa i due Sassi.

    È dedicata alla Madonna della Bruna, patrona della città.

    Dopo lunghi restauri, oggi si presenta con una splendida facciata, un rosone a 16 raggi e interni decorati in stile barocco.

    Palombaro Lungo

    Una gigantesca cisterna ipogea sotto Piazza Vittorio Veneto, scavata a mano per raccogliere acqua piovana.

    Oggi visitabile, è un esempio dell’ingegnosità dei sistemi idrici antichi di Matera.

    Castello Tramontano

    Fortezza del XVI secolo costruita dal conte Giancarlo Tramontano, ma mai completata.Oggi è sede di eventi culturali e restauri archeologici in corso.

    Museo Nazionale di Matera

    Articolato in due sedi principali :

    Palazzo Lanfranchi (arte sacra e contemporanea), che ospita anche opere di Carlo Levi.

    Museo Ridola (archeologia)

    con reperti che testimoniano la lunghissima presenza umana nel territorio, dai tempi del Paleolitico.

    Belvedere di Murgia Timone

    Situato di fronte ai Sassi, nel Parco della Murgia Materana, offre una vista mozzafiato sulla città antica.

    Qui si trovano anche diverse chiese rupestri e grotte preistoriche.

    Matera contemporanea

    Matera oggi è una città viva, con un tessuto culturale in fermento : festival di cinema, arte, musica e letteratura, rassegne teatrali e mostre si alternano durante l’anno.

    Il centro storico e i Sassi sono ricchi di ristoranti, botteghe artigiane, gallerie e alberghi diffusi, molti dei quali ricavati da antiche grotte restaurate.

    La città è anche un set cinematografico naturale: da “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini a “The Passion” di Mel Gibson, fino a James Bond – No Time to Die, molte produzioni internazionali hanno scelto Matera per la sua atmosfera fuori dal tempo.

    Conclusioni

    Matera è oggi un raro esempio di come una città possa trasformare la propria marginalità in valore.

    Da “vergogna d’Italia” negli anni ’50, è diventata un simbolo di rinascita, identità e cultura.

    Visitandola, si ha la sensazione di attraversare epoche, camminando tra pietra e silenzio, nel cuore di una civiltà rupestre ancora viva.

    Pvl

  • MONTE VULTURE

    Massiccio vulcanico della Basilicata.

    Identità geografica

    Il Monte Vulture è un vulcano spento che domina il paesaggio della Basilicata nord-orientale, nella provincia di Potenza.

    È alto 1.326 metri e si staglia isolato rispetto agli Appennini, configurandosi come una montagna solitaria (tecnicamente un vulcano intrappenninico).

    Origine e geologia

    Età: Il Vulture si è formato tra circa 800.000 e 100.000 anni fa, con attività eruttive che hanno dato vita a un vasto sistema di colate laviche, lapilli e tufi. Tipologia: È un vulcano a struttura complessa, oggi considerato dormiente o spento. Crateri: Il cratere principale è oggi occupato dai suggestivi Laghi di Monticchio, due piccoli laghi di origine vulcanica: il Lago Piccolo e il Lago Grande. Rocce tipiche: prevalgono le rocce basaltiche e trachitiche, spesso usate anche nell’edilizia locale.

    Natura e paesaggio

    Vegetazione lussureggiante: il Vulture è ricoperto da boschi di faggi, castagni e querce, con una ricca fauna (volpi, poiane, gufi reali). Riserva naturale: l’area dei Laghi di Monticchio è una zona protetta, con numerosi percorsi escursionistici. Biodiversità: ospita anche una rara farfalla notturna, l’Euphydryas aurinia, simbolo della riserva.

    Cultura e tradizione

    Vino Aglianico del Vulture: uno dei vini rossi più prestigiosi del sud Italia, a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Storia e religione: nei pressi dei laghi si trova l’Abbazia di San Michele Arcangelo, scavata nella roccia dai monaci basiliani. Leggende e fascino mistico: il Vulture è legato a racconti di eremiti, apparizioni e misteri medievali.

    Comuni del Vulture-Melfese

    L’area è chiamata anche Vulture-Melfese, e comprende città e paesi ricchi di storia come:

    Melfi (con il Castello normanno e i codici di Federico II) Rionero in Vulture (città natale di Giustino Fortunato) Barile, Venosa, Atella, Ripacandida – molti con architetture rupestri e tradizioni greco-albanesi.

  • Laghi d’Olbe

    Laghi d’Olbe

    sono tre laghetti alpini di origine glaciale situati a 2.156 metri di altitudine nella Val d’Olbe, sopra Sappada, nelle Dolomiti Friulane. Questi specchi d’acqua cristallina sono incorniciati da verdi pascoli e montagne, offrendo uno dei panorami più suggestivi della zona. La presenza di una cappella panoramica aggiunge un tocco di spiritualità al paesaggio.

    🥾 Escursioni ai Laghi d’Olbe

    Esistono diversi modi per raggiungere i Laghi d’Olbe:

    Con la seggiovia: È possibile salire con la seggiovia da Sappada fino al Rifugio 2000 e proseguire con una camminata facile di circa un’ora lungo un sentiero sterrato.  Escursione ad anello: Partendo da Sappada (Borgata Bach), si può intraprendere un’escursione ad anello che include il Rifugio Monte Ferro. Il percorso ha una lunghezza di circa 11 km, un dislivello di 950 metri e una durata di 4,5–5,5 ore.  Percorso alternativo: Un’altra opzione è partire da Contrada Pill, seguire il Sentiero 3 fino al Rifugio Monte Ferro, proseguire sul Sentiero 141 fino ai laghi e infine scendere lungo il Sentiero 135. Questo percorso offre una varietà di paesaggi e panorami. 

    📍 Come arrivare

    Per raggiungere Sappada, è consigliabile seguire le indicazioni per la località, dove sono disponibili parcheggi vicino alla seggiovia. Da lì, si può scegliere uno dei percorsi descritti sopra per arrivare ai Laghi d’Olbe.

    🌦️ Previsioni meteo per oggi (domenica 1 giugno 2025)

    A Sappada, oggi è previsto un tempo variabile con possibili rovesci e temporali. Le temperature oscilleranno tra i 13°C e i 24°C. Si consiglia di partire al mattino presto per evitare i peggiori fenomeni atmosferici e di portare con sé abbigliamento impermeabile.

    Pvl

  • Sappada, passeggiate rigeneranti tra sentieri

    Sappada- Un piccolo borgo che custodisce tutto il fascino autentico della montagna.

    Immersa in un paesaggio di vette maestose, boschi rigogliosi e prati verdeggianti, Sappada offre un’atmosfera unica fatta di tradizione, natura e tranquillità.

    Il suo fascino nasce dalla combinazione di elementi semplici ma profondi: le case in legno dal sapore alpino, le strade tranquille, l’aria fresca e pulita, e soprattutto la natura che sembra abbracciare ogni angolo del paese.

    Qui, il tempo sembra rallentare, invitando a passeggiate rigeneranti tra sentieri che attraversano boschi di abeti e larici, a scoprire rifugi accoglienti e a vivere la montagna in tutte le stagioni.

    D’inverno, Sappada si trasforma in un paradiso per gli amanti dello sci e delle escursioni con le ciaspole, mentre in estate regala panorami mozzafiato e la possibilità di immergersi nel verde incontaminato, respirando la pace che solo la montagna sa dare.

    Ma Sappada non è solo natura: è anche cultura, con tradizioni locali, eventi che celebrano la vita di montagna e una cucina tipica che sa raccontare la storia di queste terre attraverso sapori genuini.

    In definitiva, il fascino di Sappada sta proprio in questa armonia perfetta tra natura e cultura, tra quiete e avventura, tra passato e presente un luogo dove chiunque può ritrovare sé stesso nel cuore della montagna.

  • ISTANBUL

    Topkapı Sarayı

    Palazzo della Porta del Cannone

    E’ uno dei luoghi più iconici e affascinanti di Istanbul, in Turchia.

    Situato su un promontorio che domina il Bosforo, il Corno d’Oro e il Mar di Marmara, fu la residenza principale dei sultani ottomani per circa 400 anni, dal 1478 al 1856.

    Breve Storia

    Costruzione :

    Iniziata per ordine del sultano Mehmet II il Conquistatore poco dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453.

    Uso :

    Fu il centro amministrativo, politico e culturale dell’Impero Ottomano durante il suo massimo splendore.

    Trasformazione :

    Nel XIX secolo, il palazzo perse progressivamente la sua funzione residenziale in favore del più moderno Palazzo Dolmabahçe.

    Museo :

    Dal 1924, con la proclamazione della Repubblica turca, è diventato un museo aperto al pubblico.

    Cosa vedere

    La Porta dell’Alto Consiglio (Bab-ı Hümayun) :

    L’ingresso monumentale al palazzo.

    I Quattro Cortili :

    Spazi progressivamente più privati, dai giardini esterni alle stanze personali del sultano.

    Il Tesoro Imperiale :

    Espone oggetti di straordinario valore come il Pugnale di Topkapı, tempestato di smeraldi, e il celebre diamante del Fabbricante di cucchiai (Kasıkçı Elması).

    Il Sacro Mantello e le Reliquie Sacre :

    Conserva oggetti ritenuti appartenere al profeta Maometto e ad altri personaggi dell’Islam.

    L’Harem :

    L’area privata della famiglia del sultano, decorata con maioliche di İznik e architetture raffinate.

    Curiosità

    Il palazzo non è un edificio unico, ma un complesso di padiglioni e giardini.

    Durante il periodo ottomano, ospitava fino a 4.000 persone, tra funzionari, servitori, eunuchi e membri della famiglia imperiale.

    L’harem era gestito dalla Valide Sultan (la madre del sultano), che aveva grande influenza sulla politica di corte.

    Informazioni utili

    Posizione :

    Sultanahmet, Istanbul

    Apertura :

    Generalmente aperto tutti i giorni tranne il martedì.

    Consigli :

    Per evitare code, è consigliato acquistare i biglietti online o recarsi al mattino presto.

    Pvl

  • ISTANBUL/DAGA DEL TOPKAPI

    ISTANBUL/DAGA DEL TOPKAPI

    La Daga del Topkapı (Topkapı Hançeri) a Istanbul

    Origine

    Realizzata nel XVIII secolo per il sultano ottomano Mahmud I (1696–1754).

    Materiali

    Oro massiccio, tre grandi smeraldi colombiani incastonati sull’impugnatura, con un orologio meccanico nascosto nel fodero.

    Funzione

    Non era un’arma da combattimento, ma un oggetto simbolico di lusso e potere.

    Storia celebre

    Era destinata a essere donata al sovrano persiano Nādir Shāh, ma la spedizione fu annullata a causa della sua morte improvvisa.

    Tornò così al tesoro ottomano.

    Collocazione

    È esposta nel Tesoro Imperiale del Palazzo Topkapı, una delle attrazioni più celebri del museo.

    Pvl

  • Helga Deen

    è stata una giovane ebrea olandese di origini tedesche, nata il 6 aprile 1925 a Stettin (oggi Szczecin, Polonia). È conosciuta per il diario che scrisse durante la sua prigionia nel campo di concentramento di Vught (Kamp Vught) nei Paesi Bassi durante la Seconda Guerra Mondiale. Il diario, scoperto nel 2004, offre una testimonianza toccante delle sue esperienze e dei suoi sentimenti durante quel periodo tragico.

    Vita e deportazione

    Helga era figlia di Willy Deen, un chimico olandese, e Käthe Wolff, una dottoressa ebrea tedesca. Nel 1933, la famiglia si trasferì a Tilburg, nei Paesi Bassi, per sfuggire alla crescente persecuzione nazista. Helga frequentò il liceo locale, dove conobbe il suo fidanzato, Kees van den Berg. Nel giugno 1943, Helga e la sua famiglia furono deportati al campo di concentramento di Vught. Successivamente, furono trasferiti al campo di transito di Westerbork e infine al campo di sterminio di Sobibór, dove furono uccisi il 16 luglio 1943. Helga aveva solo 18 anni. 

    Il diario

    Durante la sua prigionia a Vught, Helga tenne un diario scritto in un quaderno scolastico verde, indirizzato al suo fidanzato Kees. Nel diario, esprimeva le sue paure, speranze e riflessioni sulla vita nel campo. Scrisse anche lettere e conservò piccoli oggetti personali, come una penna stilografica e una ciocca di capelli. Riuscì a far pervenire questi effetti a Kees, che li custodì fino alla sua morte nel 2004. Successivamente, il figlio di Kees donò il diario agli archivi storici di Tilburg, che lo pubblicarono nel 2007 con il titolo “Dit is om nooit meer te vergeten” (“Questo è per non dimenticare mai”). 

    Eredità e memoria

    Il diario di Helga Deen è una delle poche testimonianze scritte da una donna nei campi di concentramento olandesi, paragonabile per importanza a quello di Anne Frank. Nel 2007, è stata posta una pietra commemorativa per Helga e la sua famiglia lungo il “Sentiero del Cielo” a Sobibór, il percorso che conduceva alle camere a gas. 

    La storia di Helga Deen continua a essere una potente testimonianza della resilienza umana e dell’importanza della memoria storica.

  • POLONIA/CAMPI DI STERMINIO NAZISTI

    POLONIA/CAMPI DI STERMINIO NAZISTI

    🏴 1. Auschwitz-Birkenau (Oświęcim)

    🔗 Scheda Wikipedia

    Operativo: 1940–1945 Luogo: Oświęcim, Polonia Vittime stimate: oltre 1,1 milioni Note storiche: Il più grande complesso di campi nazisti. Composto da Auschwitz I (campo base), Auschwitz II – Birkenau (campo di sterminio), e Auschwitz III – Monowitz (campo di lavoro). Simbolo della Shoah, dotato di camere a gas e forni crematori.

    🏴 2. Treblinka

    🔗 Scheda Wikipedia

    Operativo: luglio 1942 – ottobre 1943 Luogo: vicino al villaggio di Treblinka, Polonia orientale Vittime stimate: 700.000 – 900.000 Note storiche: Campo di sterminio puro (senza funzioni di lavoro forzato), parte dell’Operazione Reinhard. Quasi tutti i deportati venivano uccisi entro poche ore dall’arrivo. Teatro di una rivolta dei prigionieri nel 1943.

    🏴 3. Bełżec

    🔗 Scheda Wikipedia

    Operativo: marzo 1942 – dicembre 1942 Luogo: Bełżec, Polonia sudorientale Vittime stimate: circa 430.000 – 500.000 Note storiche: Uno dei primi campi dell’Operazione Reinhard. Usiò camere a gas alimentate da motori a combustione. La maggior parte delle vittime fu uccisa nei primi mesi di funzionamento.

    🏴 4. Sobibór

    🔗 Scheda Wikipedia

    Operativo: maggio 1942 – ottobre 1943 Luogo: Sobibór, Polonia orientale Vittime stimate: circa 250.000 Note storiche: Campo di sterminio puro. Famoso per la rivolta del 14 ottobre 1943, in cui circa 300 prigionieri riuscirono a fuggire. Dopo l’insurrezione, i nazisti chiusero e distrussero il campo.

    🏴 5. Chełmno (Kulmhof)

    🔗 Scheda Wikipedia

    Operativo: dicembre 1941 – gennaio 1945 (con interruzioni) Luogo: vicino a Chełmno nad Nerem, Polonia centro-occidentale Vittime stimate: circa 150.000 – 200.000 Note storiche: Primo campo di sterminio nazista operativo. Le uccisioni avvenivano principalmente tramite camion a gas. Utilizzato per eliminare ebrei del ghetto di Łódź e altre vittime.

    🏴 6. Majdanek (Lublino)

    🔗 Scheda Wikipedia

    Operativo: ottobre 1941 – luglio 1944 Luogo: Lublino, Polonia orientale Vittime stimate: circa 78.000 – 130.000 Note storiche: Campo misto: di lavoro forzato, sterminio e transito. Dotato di camere a gas e forni crematori. Fu liberato praticamente intatto dall’Armata Rossa, rivelando al mondo l’orrore dei campi.

    📍 Mappa interattiva (esterna)

    Puoi esplorare una mappa dei campi di sterminio su questo sito:

    🔗 USHMM – Holocaust Encyclopedia Map

    Pvl

  • Mara Venier

    Mara Venier

    pseudonimo di Mara Olga Povoleri, è una celebre attrice e conduttrice televisiva italiana, nata il 20 ottobre 1950 a Venezia. È nota per la sua lunga carriera nel mondo dello spettacolo e per essere una delle figure più amate della televisione italiana.

    Biografia e carriera

    Dopo un esordio come attrice, Mara Venier ha debuttato come conduttrice televisiva alla fine degli anni ottanta, raggiungendo il successo negli anni novanta con la conduzione del talk show di Rai 1 Domenica in, che ha presentato per sedici edizioni. Il continuato successo del programma durante la sua conduzione le è valso i soprannomi di “Signora della domenica” e “Zia Mara” .

    Vita privata

    A Mestre, dove è cresciuta, ha conosciuto l’attore Francesco Ferracini, da cui ha avuto la figlia Elisabetta Ferracini, anch’essa conduttrice televisiva. Successivamente, ha avuto un altro figlio, Paolo, dalla relazione con l’attore Pier Paolo Capponi. Nel 1984 ha sposato l’attore Jerry Calà, da cui ha divorziato l’anno successivo. Dopo una lunga relazione con Renzo Arbore e poi con Armand Assante, nel 2006 ha sposato il produttore cinematografico Nicola Carraro .

    Attività recenti

    Nel 2024, Mara Venier ha condotto il programma televisivo Le stagioni dell’amore, un originale dating show dedicato agli over 60, in onda su Rai 1 dal 9 novembre 2024. Il format, ambientato su un treno, prevede che in ogni puntata un single incontri tre potenziali partner attraverso l’uso di “avatar”, giovani attori che rappresentano i partecipanti nella loro versione giovanile .

  • ROMA

    VIMINALE

    E’ uno dei sette colli su cui fu fondata Roma. È il più piccolo tra essi e si trova nel rione Monti, nel centro storico della città. Il colle ha avuto un ruolo importante nella storia di Roma antica e, in epoca moderna, ha dato il nome al palazzo che ospita il Ministero dell’Interno. 

    Il Palazzo del Viminale

    Il Palazzo del Viminale è la sede del Ministero dell’Interno italiano dal 1925. Commissionato nel 1911 da Giovanni Giolitti all’architetto Manfredo Manfredi, fu progettato per ospitare sia la Presidenza del Consiglio dei Ministri che il Ministero dell’Interno. L’edificio fu inaugurato ufficialmente il 9 luglio 1925. Dal 1961, con il trasferimento della Presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi, il palazzo è sede esclusiva del Ministero dell’Interno. 

    Il palazzo si distingue per la sua architettura monumentale, con cinque piani e centinaia di stanze collegate da una rete di corridoi. Tra gli elementi architettonici di rilievo vi sono l’imponente ingresso a tre fornici, lo scalone d’onore, la sala del Consiglio dei Ministri e decorazioni in legno pregiato, marmi e stucchi. 

    Il Ministero dell’Interno

    Il Ministero dell’Interno è un dicastero del governo italiano responsabile della sicurezza interna, dell’immigrazione, della protezione civile e dell’amministrazione del territorio. Attualmente, il ministro dell’Interno è Matteo Piantedosi. 

    Informazioni di Contatto

    Indirizzo: Piazza del Viminale, 1 – 00184 Roma Centralino: (+39) 06.4651 Sito ufficiale: www.interno.gov.it

    Esplora il Palazzo del Viminale

    Per un’esperienza visiva del Palazzo del Viminale, puoi consultare la galleria fotografica ufficiale del Ministero dell’Interno. 

  • Elon Musk

    Elon Musk e la Ketamina

    Le accuse del New York Times Secondo il quotidiano, Musk avrebbe fatto un uso intensivo di ketamina, ecstasy, funghi allucinogeni e Adderall.

    L’uso cronico di ketamina avrebbe causato problemi alla vescica, un effetto collaterale noto di questa sostanza.

    Fonti citate parlano di un consumo quotidiano e dell’abitudine di portare con sé una scatola contenente circa 20 pillole al giorno.

    L’inchiesta evidenzia anche comportamenti erratici di Musk durante il suo ruolo nel Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE) sotto l’amministrazione Trump, suggerendo un legame tra l’uso di droghe e tali comportamenti.

    Inoltre, si menzionano le sue teorie nataliste e la nascita di numerosi figli, alcuni tramite fecondazione artificiale.

    La risposta di Elon Musk

    Musk ha respinto le accuse, definendole “bufale” e criticando la credibilità del New York Times.

    Ha dichiarato di non aver mai fatto uso di droghe illegali e ha affermato di essere risultato negativo a test antidroga casuali negli ultimi tre anni.

    In passato, aveva ammesso di aver utilizzato ketamina su prescrizione medica per trattare la depressione.

    Reazioni e implicazioni

    Le rivelazioni hanno suscitato preoccupazioni tra i dirigenti di Tesla e SpaceX, soprattutto per le possibili violazioni delle politiche aziendali e federali.

    L’uso di droghe illegali potrebbe mettere a rischio i contratti governativi di SpaceX e sollevare questioni etiche riguardo alla leadership di Musk.

  • LONDON

    Il King’s College London (spesso abbreviato in King’s o KCL)

    E’ una delle università più prestigiose del Regno Unito e una delle più antiche di Londra.

    Fondata nel 1829 dal re Giorgio IV e dal duca di Wellington, è oggi parte del Russell Group, che riunisce le principali università britanniche impegnate nella ricerca.

    Caratteristiche principali

    Posizione

    Dislocato su più campus nel centro di Londra, tra cui Strand Campus (accanto al Somerset House), Guy’s Campus (vicino al London Bridge), Waterloo Campus e Denmark Hill.

    Reputazione accademica

    Eccellenza in discipline come medicina, diritto, scienze politiche, scienze sociali, umanistiche, psichiatria, teologia e scienze della vita. Il King’s College Hospital è uno dei principali ospedali universitari di Londra.

    Alumni celebri

    Florence Nightingale (fondatrice della moderna assistenza infermieristica) Desmond Tutu (Premio Nobel per la pace) Virginia Woolf ha studiato qui per un breve periodo (al King’s Ladies’ Department)

    Collaborazioni e ricerca

    Partecipazione a numerosi progetti internazionali di ricerca. Partner accademico del Francis Crick Institute, uno dei più importanti centri di ricerca biomedica in Europa.

    Studenti

    Accoglie oltre 30.000 studenti provenienti da più di 150 Paesi.

  • Tom Wesselmann

    1931/2004

    è stato uno degli artisti più emblematici della Pop Art americana, noto soprattutto per le sue sensuali raffigurazioni femminili e per l’uso audace del colore e delle forme semplificate.

    Stile e temi ricorrenti

    Corpi femminili idealizzati: nudi luminosi, frammentati, quasi pubblicitari. Composizioni piatte e pulite, dai contorni netti, con colori saturi. Uso di oggetti reali (sigarette, specchi, luci) nelle opere tridimensionali. Riferimenti patriottici, alla cultura americana e ai grandi maestri dell’arte.

    Wesselmann non amava l’etichetta Pop Art: preferiva considerarsi un “pittore della forma” e dichiarava che la sua missione era semplificare e potenziare la realtà visiva, non criticarla.

    Serie principali

    Great American Nude (1961–73) Serie che l’ha reso famoso. Donne nude in ambienti decorati con simboli americani (bandiere, Lincoln, Statue della Libertà). Figure spesso senza volto, ridotte a icone sessuali. Still Lifes (1962–80) Nature morte realizzate con collage di oggetti quotidiani, cibo, pubblicità, fotografie e ritagli. Bedroom Paintings (1970–90) Composizioni di grandi dimensioni, sensuali e pop, che esplorano l’intimità della camera da letto. Steel Drawings Opere tridimensionali con sagome di metallo ritagliate e dipinte, come disegni fluttuanti nello spazio.

    Icone e simbologia

    Bocche rosse, seni esposti, unghie smaltate: Wesselmann ha trasformato frammenti del corpo in oggetti di desiderio visivo. Il suo lavoro non è mai volgare, ma deliberatamente provocatorio e stilizzato, spesso interpretato come un’ode al piacere visivo e sensoriale.

    Opere celebri

    Great American Nude #57 (1964) – Sagoma femminile in uno spazio grafico con bandiera USA. Still Life #30 (1963) – Natura morta pop con elementi in rilievo. Bedroom Painting #6 (1973) – Sintesi tra pittura, oggetto e decorazione.

    Eredità

    Wesselmann ha avuto un forte impatto su:

    l’estetica pubblicitaria, il linguaggio della sensualità pop, l’arte installativa, e il modo in cui il corpo viene usato nell’arte contemporanea come superficie visiva.

    Negli ultimi anni, mostre retrospettive (tra cui al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e alla Gagosian Gallery) hanno rilanciato l’interesse critico per la sua opera.

  • POP ART

    Movimento artistico

    nato nel Regno Unito e negli Stati Uniti alla fine degli anni ’50 e diventato una delle correnti più riconoscibili del XX secolo. Il termine “Pop” è l’abbreviazione di popular, e riflette l’intento degli artisti di colmare il divario tra cultura “alta” e cultura “di massa”.

    Origini e contesto

    Luogo di nascita

    Inghilterra (con Richard Hamilton) e Stati Uniti (con Jasper Johns e Robert Rauschenberg).

    Periodo

    dalla seconda metà degli anni ’50 fino agli anni ’70.

    Contesto storico

    boom economico postbellico, esplosione dei media di massa, nascita della società dei consumi.

    Caratteristiche principali

    Uso di immagini tratte dalla cultura popolare

    fumetti, pubblicità, packaging, celebrità, televisione.

    Estetica seriale e ripetitiva

    come risposta all’unicità dell’“opera d’arte” tradizionale.

    Colori vivaci e piatti

    spesso ispirati alla stampa offset e alla serigrafia.

    Approccio ironico o critico

    alla società dei consumi e alla cultura commerciale.

    Artisti principali e opere iconiche

    Artista

    Opere celebri

    Caratteristiche distintive

    Andy Warhol

    Marilyn Diptych, Campbell’s Soup Cans

    Serigrafie, ripetizione, culto della celebrità

    Roy Lichtenstein

    Whaam!, Drowning Girl

    Ispirazione dai fumetti, uso di retini tipografici

    Richard Hamilton

    Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?

    Considerato il primo manifesto della Pop Art

    Claes Oldenburg

    Sculture monumentali di oggetti quotidiani

    Ironia e gigantismo

    Tom Wesselmann

    Great American Nude

    Sensualità, pubblicità, riferimenti patriottici

    James Rosenquist

    F-111

    Collage pittorici ispirati alla pubblicità

    Pop Art nel mondo

    Regno Unito

    Approccio più intellettuale e critico verso i media.

    USA

    Più orientata all’estetica e alla riproducibilità dell’immagine.

    Italia

    Sviluppi paralleli con la Scuola di Piazza del Popolo (Schifano, Festa, Angeli).

    Eredità e influenze

    La Pop Art ha influenzato :

    La pubblicità, la moda, il design, il postmodernismo, l’arte contemporanea (es. Jeff Koons, Takashi Murakami), e persino la street art (es. Obey Giant, Banksy in parte).

  • Maersk Etienne

    Maersk Etienne

    E’ una petroliera danese che nel 2020 è stata al centro di un caso emblematico riguardante il soccorso di migranti nel Mediterraneo.

    Il salvataggio e la crisi umanitaria

    Il 4 agosto 2020, su richiesta del Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Malta, la Maersk Etienne ha soccorso 27 migranti in difficoltà a circa 70 miglia nautiche a nord della costa libica.

    Nonostante il salvataggio, nessun paese ha autorizzato l’attracco della nave per lo sbarco dei migranti, lasciando l’equipaggio e i soccorsi bloccati in mare per 38 giorni.

    Durante questo periodo, le condizioni a bordo sono peggiorate, con episodi di tentativi di suicidio e minacce di sciopero della fame da parte dei migranti. 

    L’intervento della Mare Jonio e lo sbarco

    L’11 settembre 2020, l’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans è intervenuta con la nave Mare Jonio per trasferire i migranti dalla Maersk Etienne.

    Dopo una valutazione medica che ha evidenziato la necessità di cure urgenti, i migranti sono stati trasportati e sbarcati a Pozzallo, in Sicilia, con l’autorizzazione delle autorità italiane. 

    Conseguenze legali e sviluppi recenti

    Nel maggio 2025, sei attivisti di Mediterranea Saving Humans sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Ragusa con l’accusa di “favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina” in relazione all’intervento del 2020.

    Questo rappresenta il primo caso in Italia in cui membri di un’organizzazione di soccorso in mare vengono processati per tali accuse. 

    Riconoscimenti e impegno futuro

    L’equipaggio della Maersk Etienne è stato lodato per aver adempiuto ai propri doveri marittimi con integrità e umanità. Nel 2021, hanno ricevuto un premio per il loro impegno nel soccorso dei migranti. 

    In risposta alle accuse legali, Mediterranea Saving Humans ha annunciato l’acquisizione di una nuova nave, frutto della collaborazione con l’organizzazione tedesca Sea-Eye, per continuare le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. 

    Pvl

  • GIULIO FRATINI

    E’ un imprenditore italiano nato a Firenze il 12 marzo 1992.

    Figlio di Sandro Fratini, noto imprenditore e collezionista di orologi, Giulio rappresenta la terza generazione di una famiglia che ha lasciato un segno significativo nell’industria tessile italiana, in particolare con il marchio di jeans Rifle, fondato dal nonno Giulio nel 1949.

    Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, Giulio ha ampliato la sua formazione con un master al King’s College di Londra.Attualmente, è CEO della holding Belvedere Angelico, attiva nei settori immobiliare, alberghiero ed energie rinnovabili.

    Nel 2020, Forbes lo ha inserito nella lista dei migliori under 30 italiani nel campo dell’imprenditoria.

    Oltre alla gestione della holding, Giulio è coinvolto nel gruppo Ratti, specializzato nella produzione di tessuti di alta gamma.

    La famiglia Fratini è anche proprietaria della catena alberghiera Wtb Hotels, con strutture di lusso a Firenze, Venezia e Roma.

    Giulio Fratini è noto anche per le sue relazioni con figure del mondo dello spettacolo.

    Ha avuto legami sentimentali con Raffaella Fico, Roberta Morise ed Elisabetta Gregoraci, con quest’ultima ha avuto una relazione durata circa due anni, iniziata nel 2022.

    Attualmente, è impegnato con Antonella Fiordelisi, ex campionessa di scherma e influencer.

    Giulio è attivo su Instagram con il profilo @fratinig, dove condivide momenti della sua vita personale e professionale.

    Pvl

  • Diego Abatantuono

    Diego Abatantuono

    E’ un attore, comico e sceneggiatore italiano nato il 20 maggio 1955 a Milano.

    Con una carriera che si estende per quasi cinque decenni, è diventato una figura di spicco nel panorama cinematografico italiano, noto per la sua versatilità che spazia dalla commedia al dramma.

    Biografia e carriera. Cresciuto in una famiglia legata al mondo dello spettacolo, la madre lavorava come costumista al celebre cabaret milanese “Derby”, di proprietà dello zio.

    Qui Abatantuono ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo, inizialmente come tecnico delle luci, poi come direttore artistico e infine come attore .

    Ha iniziato la sua carriera cinematografica negli anni ’70, ottenendo notorietà con il film “Eccezzziunale… veramente” (1982), in cui interpretava tre diversi tifosi di calcio, dimostrando il suo talento comico e la capacità di caratterizzare personaggi distinti .

    Negli anni successivi, Abatantuono ha collaborato con registi di rilievo come Gabriele Salvatores, partecipando a film di successo come “Mediterraneo” (1991), vincitore dell’Oscar al miglior film straniero, e “Io non ho paura” (2003), per il quale ha ricevuto il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista .

    Filmografia selezionata.

    “Eccezzziunale… veramente” (1982) – Commedia cult in cui interpreta tre tifosi di calcio.

    “Regalo di Natale” (1986) – Dramma diretto da Pupi Avati che segna una svolta nella sua carriera verso ruoli più seri.

    “Mediterraneo” (1991) – Film di Gabriele Salvatores vincitore dell’Oscar.

    “Io non ho paura” (2003) – Thriller drammatico in cui interpreta un ruolo intenso e complesso.

    “Happy Family” (2010) – Commedia diretta da Salvatores.

    “La vita va così” (2025) – Prossima uscita prevista per ottobre 2025 .

    Riconoscimenti. Abatantuono ha ricevuto numerosi premi nel corso della sua carriera, tra cui tre Nastri d’Argento e un David di Donatello alla carriera nel 2021, riconoscimenti che testimoniano la sua importanza nel cinema italiano .

    Vita privata. Nel 1984 ha sposato Rita Rabassini, con la quale ha avuto una figlia, Marta.

    Dopo la fine del matrimonio, ha avuto altri due figli, Matteo e Marco, con l’attuale compagna Giulia Begnotti.

    Insieme alla famiglia, ha avviato una catena di ristoranti a Milano chiamata “Meatball Family”, specializzata in polpette .

    Diego Abatantuono continua a essere una presenza significativa nel panorama cinematografico italiano, apprezzato per la sua capacità di spaziare tra generi diversi e per la sua autenticità come interprete.

    Pvl

  • UMBERTO BINDI

    Bogliasco, 12 maggio 1932 – Roma, 24 maggio 2002.

    Cantautore, compositore e pianista italiano, figura di spicco della scuola genovese insieme a Gino Paoli, Bruno Lauzi e Luigi Tenco.

    Dotato di una formazione classica e di una sensibilità melodica raffinata, Bindi ha lasciato un’impronta indelebile nella canzone d’autore italiana.

    Carriera e successi

    Bindi esordì nel 1959 con “Arrivederci”, scritta insieme a Giorgio Calabrese, che divenne un grande successo grazie all’interpretazione di Don Marino Barreto Jr.

    Nel 1960 pubblicò “Il nostro concerto”, caratterizzata da un’introduzione orchestrale ispirata al “Warsaw Concerto” di Richard Addinsell; il brano rimase in vetta alle classifiche italiane per diverse settimane .

    Un altro suo brano celebre è “Il mio mondo” (1963), scritto con Gino Paoli. La versione inglese, “You’re My World”, con testo di Carl Sigman, fu portata al successo da Cilla Black, raggiungendo il primo posto nelle classifiche di Regno Unito, Australia, Belgio, Messico, Paesi Bassi e Sudafrica .

    Nel 1967 compose “La musica è finita”, con testi di Franco Califano e Nisa, interpretata da Ornella Vanoni e Mina.

    Vita personale e discriminazione

    Nonostante il talento, la carriera di Bindi fu ostacolata dalla discriminazione legata alla sua omosessualità, in un’epoca in cui l’Italia era poco tollerante.

    Egli stesso raccontò che i problemi iniziarono al Festival di Sanremo del 1961, quando l’attenzione dei media si concentrò su un anello che indossava, anziché sulla sua musica .

    Nel 1988, durante il Maurizio Costanzo Show, dichiarò pubblicamente la sua omosessualità, sottolineando come questa avesse influito negativamente sulla sua carriera.

    Ultimi anni e riconoscimenti

    Negli anni ’70 e ’80, Bindi continuò a comporre e pubblicare album, tra cui “Con il passare del tempo” (1972), arrangiato da Bill Conti .

    Nel 1996 partecipò nuovamente al Festival di Sanremo con il brano “Letti”, in collaborazione con i New Trolls.

    Nello stesso anno, pubblicò l’album “Di coraggio non si muore”, prodotto da Renato Zero.

    In sua memoria, dal 2005 si tiene a Santa Margherita Ligure il Premio Bindi, uno dei più importanti concorsi italiani dedicati alla canzone d’autore, ideato da Bruno Lauzi e Giorgio Calabrese .

    Canzoni più celebri

    Arrivederci (1959) Il nostro concerto (1960) Il mio mondo / You’re My World (1963) La musica è finita (1967) Riviera (1961)

    Fonti e approfondimenti

    Umberto Bindi

    Umberto Bindi rimane una figura fondamentale della musica italiana, la cui opera continua a influenzare generazioni di artisti.

  • SPALATO

    PALAZZO DI DIOCLEZIANO

    SPALATO NOTA ANCHE COME SPLIT

    Famosa soprattutto per il

    Palazzo di Diocleziano

    uno dei monumenti romani più straordinari e meglio conservati al mondo.

    Spalato, la città di Diocleziano

    Diocleziano, imperatore romano dal 284 al 305 d.C., fece costruire qui un imponente palazzo fortificato tra il 293 e il 305 d.C., che doveva essere la sua residenza estiva dopo l’abdicazione.

    Palazzo di Diocleziano

    il cuore di Spalato.

    Elementi principali

    Il Peristilio

    Il palazzo è una vera e propria città fortificata con mura, torri, porte monumentali e un peristilio (piazza colonnata) centrale.

    Era concepito come una fortezza e una residenza insieme. Si estende su circa 30.000 metri quadrati e occupa gran parte del centro storico di Spalato.

    Oggi, il palazzo è ancora abitato e ospita negozi, ristoranti, case e musei.

    La piazza principale, cuore cerimoniale e spazio di incontro. Il Mausoleo di Diocleziano, trasformato in Cattedrale di San Doimo.

    Le Porte

    • Porta Aurea,

    • Porta Argentea,

    • Porta Ferrea e

    • Porta Marina.

    I Sotterranei

    magazzini sotto il palazzo, oggi visitabili e spesso sede di mostre ed eventi culturali.

    Importanza storica e culturale

    Il Palazzo di Diocleziano rappresenta il passaggio dall’Antichità al Medioevo.

    La città si sviluppò intorno a questo nucleo, con la popolazione che si stabilì nelle rovine dell’antico palazzo trasformandolo in un vero e proprio centro urbano.

    È patrimonio UNESCO dal 1979, riconosciuto per la sua eccezionale conservazione e importanza storica.

    Oggi a Spalato

    Il palazzo è il fulcro della vita cittadina : i vicoli, le piazze e i cortili accolgono mercati, artisti di strada, caffè e ristoranti.

    Visitare Spalato significa immergersi in una città viva, dove l’antico e il moderno convivono in modo armonioso.

    DALMAZIA SPALATO

  • SPALATO

    SPLIT IN CROATO

    COSA VEDERE

    E’ la seconda città della Croazia. Cuore pulsante della Dalmazia, una destinazione ideale per chi cerca una combinazione di storia, cultura, mare cristallino e vivace vita urbana. Ecco una guida alle principali attrazioni e attività da non perdere.

    Cosa vedere a Spalato :

    Palazzo di Diocleziano

    Costruito tra il 293 e il 305 d.C., il Palazzo di Diocleziano è uno dei siti romani meglio conservati al mondo.

    Oggi, il palazzo è il nucleo del centro storico di Spalato, abitato da circa 2.000 persone.

    Al suo interno si trovano il Peristilio (la piazza centrale), il Mausoleo di Diocleziano (ora la Cattedrale di San Doimo), il Tempio di Giove e i sotterranei, utilizzati in passato come magazzini e oggi sede di mostre e eventi. 

    Cattedrale di San Doimo

    La cattedrale più antica del mondo, costruita nel IV secolo come mausoleo per l’imperatore Diocleziano.

    Oltre alla sua bellezza architettonica, offre una vista panoramica sulla città dalla cima del campanile.

    Parco Forestale di Marjan

    Una collina verdeggiante che offre sentieri per escursioni, punti panoramici e chiese storiche.

    È il luogo ideale per una passeggiata al tramonto con vista sul mare Adriatico. 

    Riva

    Il lungomare di Spalato.

    Il vivace lungomare è il cuore pulsante della città, con caffè all’aperto, ristoranti e una vista spettacolare sul porto e sulle isole vicine. 

    Mercato Verde (Pazar)

    Un mercato all’aperto dove è possibile acquistare prodotti freschi locali, spezie e souvenir.

    Si trova vicino al Palazzo di Diocleziano ed è un ottimo posto per immergersi nella vita quotidiana della città. 

    Galleria Ivan Meštrović

    Dedicata al celebre scultore croato Ivan Meštrović, la galleria ospita una vasta collezione delle sue opere, tra cui sculture, disegni e mobili.

    La galleria è situata in una villa storica con vista sul mare. 

    Spiagge e mare

    Spiaggia di Bačvice

    La spiaggia più famosa di Spalato, con sabbia fine e acque poco profonde, ideale per nuotare e giocare a picigin, un gioco tradizionale croato.

    Spiaggia di Kaštelet

    Una piccola baia con acque cristalline, perfetta per chi cerca tranquillità.

    Spiaggia di Firule

    Situata vicino all’ospedale, è una spiaggia di ciottoli con acque limpide, adatta a famiglie.

    Escursioni nei dintorni

    Isola di Hvar

    Conosciuta per le sue spiagge, la vita notturna e i paesini pittoreschi.

    È raggiungibile in traghetto da Spalato.

    Parco Nazionale di Krka

    Famoso per le sue cascate e piscine naturali, ideale per una gita di un giorno. 

    Trogir

    Una città medievale patrimonio dell’umanità, situata a breve distanza da Spalato. 

    Esperienze culinarie

    Spalato offre una vasta gamma di ristoranti e taverne (konobe) dove è possibile gustare piatti tradizionali come pesce fresco, agnello arrosto e specialità locali.

    Non perdere l’occasione di assaporare i vini locali come il Pošip e il Plavac Mali. 

    Come arrivare

    Spalato è facilmente raggiungibile in aereo tramite l’Aeroporto di Spalato, in traghetto da altre città croate o in autobus.

    Muoversi in città :

    Il centro storico è compatto e facilmente esplorabile a piedi. Per spostamenti più lunghi, sono disponibili autobus e taxi.

    Miglior periodo per visitare

    La primavera e l’autunno offrono un clima piacevole e meno affollamento turistico.

    DALMAZIA SPALATO

  • ROBERT RAUSCHENBERG

    1925/2008

    E’ stato un artista statunitense fondamentale nel panorama dell’arte contemporanea, noto per aver sfidato le convenzioni artistiche del suo tempo e per aver creato opere che univano pittura, scultura, collage, fotografia e performance.

    Biografia e formazione

    Nato a Port Arthur, Texas, Rauschenberg iniziò gli studi in farmacologia all’Università del Texas, ma abbandonò presto per arruolarsi nella Marina degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, studiò arte al Kansas City Art Institute, all’Académie Julian di Parigi e al Black Mountain College in North Carolina, dove entrò in contatto con artisti e pensatori come John Cage e Josef Albers .

    Contributi artistici

    Rauschenberg è celebre per le sue “Combines” (1954–1964), opere che mescolano pittura e scultura utilizzando materiali e oggetti trovati, come pneumatici, legno e stoffe. Queste opere sfidano le tradizionali distinzioni tra le diverse forme artistiche .

    Tra le sue opere più iconiche

    Monogram (1955–1959): una combinazione di una tela con una capra imbalsamata che attraversa un pneumatico, simbolo della sua capacità di fondere elementi disparati in un’unica opera . Erased de Kooning Drawing (1953): un’opera concettuale in cui Rauschenberg ha cancellato un disegno di Willem de Kooning, esplorando il concetto di “fare arte” attraverso l’atto stesso di cancellare . Canyon (1959): una combinazione di pittura e scultura che include un’aquila imbalsamata, un cuscino e una tela, rappresentando la sua esplorazione della tridimensionalità nell’arte.

    Attività internazionali e impegno sociale

    Negli anni ‘80, Rauschenberg avviò il progetto Rauschenberg Overseas Culture Interchange (ROCI), un’iniziativa che lo portò a collaborare con artisti di dieci paesi, tra cui Cina, Cuba e Giappone, promuovendo il dialogo culturale attraverso l’arte .

    Oltre alla sua pratica artistica

    Rauschenberg si impegnò attivamente per i diritti degli artisti, lottando per l’introduzione di leggi che garantissero loro diritti sulle vendite secondarie delle opere, contribuendo all’approvazione della California Resale Royalty Act del 1976 .

    Riconoscimenti

    Nel corso della sua carriera, Rauschenberg ricevette numerosi premi, tra cui :

    International Grand Prize in Painting alla Biennale di Venezia (1964) National Medal of Arts (1993) Praemium Imperiale per la pittura (1998)

    La sua influenza si estende oltre la pittura, abbracciando la scultura, la performance e la tecnologia, consolidando la sua posizione come uno dei pionieri dell’arte contemporanea .

    Dove vedere le sue opere

    Le opere di Rauschenberg sono esposte in numerosi musei internazionali, tra cui :

    Museum of Modern Art (MoMA), New York Guggenheim Museum, New York Tate Modern, Londra Robert Rauschenberg Foundation, Captiva, Florida

    Per approfondire

    Per una panoramica completa della sua carriera e delle sue opere, puoi visitare il sito ufficiale della Robert Rauschenberg Foundation.

  • JASPER JOHNS

    Nato il 15 maggio 1930 ad Augusta, Georgia è un pittore, scultore e incisore statunitense, considerato una figura centrale nell’arte americana del dopoguerra. La sua opera ha contribuito a superare l’Espressionismo Astratto, aprendo la strada a movimenti come il Neo-Dada e la Pop Art.

    Carriera e opere principali

    Johns è noto per l’uso di simboli familiari come bandiere, bersagli, numeri e mappe, che ha reinterpretato attraverso tecniche innovative come l’encausto (pigmenti mescolati a cera d’api). Tra le sue opere più celebri:

    Flag (1954–55): una delle sue prime opere, ispirata da un sogno, che raffigura la bandiera americana con 48 stelle, realizzata con encausto, olio e collage su tessuto montato su compensato . White Flag (1955): una versione monocromatica della bandiera americana, attualmente esposta al Metropolitan Museum of Art di New York . Three Flags (1958): tre tele sovrapposte raffiguranti la bandiera americana, ciascuna più piccola della precedente, creando un effetto tridimensionale; l’opera è conservata al Whitney Museum of American Art . Target with Four Faces (1955): un bersaglio con quattro volti umani, che esplora la percezione e l’identità. False Start (1959): un’opera che gioca con il colore e il linguaggio, venduta nel 2006 per 80 milioni di dollari, stabilendo un record per un artista vivente all’epoca .

    Collaborazioni e influenze

    Negli anni ’50, Johns si trasferì a New York, dove incontrò artisti come Robert Rauschenberg, il compositore John Cage e il coreografo Merce Cunningham. Queste collaborazioni influenzarono profondamente la sua pratica artistica. Johns fu anche ispirato dalle opere di Marcel Duchamp, in particolare dai suoi “readymades”, oggetti quotidiani trasformati in arte .

    Riconoscimenti

    Nel corso della sua carriera, Johns ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui:

    Leone d’Oro alla Biennale di Venezia (1988) National Medal of Arts (1990) Praemium Imperiale per la pittura (1993) Presidential Medal of Freedom conferita dal presidente Barack Obama (2011)

    È stato inoltre eletto membro dell’American Academy of Arts and Letters e della American Philosophical Society .

    Mostre e collezioni

    Le opere di Johns sono esposte in importanti musei, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 2021, il Whitney Museum of American Art ha organizzato una grande retrospettiva intitolata Jasper Johns: Mind/Mirror, che ha evidenziato la profondità e la complessità della sua produzione artistica .

    Per approfondire

    Per ulteriori informazioni su Jasper Johns e le sue opere, puoi visitare il sito ufficiale jasper-johns.org, che offre una panoramica completa della sua carriera e delle sue creazioni.

  • Leo Castelli LEO CASTELLI

    Nato Leo Krausz il 4 settembre 1907 a Trieste allora parte dell’Impero austro-ungarico è stato uno dei più influenti galleristi del XX secolo, noto per aver rivoluzionato il mercato dell’arte contemporanea e per aver lanciato le carriere di artisti come Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein e Andy Warhol.

    Origini e formazione

    Castelli proveniva da una famiglia ebraica benestante: il padre, Ernest Krauss, era un banchiere ungherese, mentre la madre, Bianca Castelli, apparteneva a una famiglia di commercianti italiani.

    Dopo aver studiato legge a Milano, si trasferì a Parigi nel 1935 con la moglie Ileana Schapira, dove aprì la sua prima galleria d’arte insieme all’architetto René Drouin nel 1939 .

    Carriera negli Stati Uniti

    Nel 1941, a causa dell’invasione tedesca della Francia e delle leggi razziali, Castelli emigrò a New York.

    Dopo aver prestato servizio nell’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1957 aprì la Leo Castelli Gallery al 4 East 77th Street.

    La galleria divenne rapidamente un punto di riferimento per l’arte contemporanea, promuovendo movimenti come il Pop Art, il Minimalismo e l’Arte Concettuale .

    Artisti e innovazioni

    Castelli fu pionieristico nel suo approccio al mercato dell’arte: offriva stipendi mensili agli artisti per permettere loro di concentrarsi sulla creazione, piuttosto che sulla vendita delle opere.

    Tra gli artisti che lanciò o sostenne figurano Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Frank Stella, Donald Judd e Dan Flavin .

    Eredità e riconoscimenti

    Castelli ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui la rosetta della Legion d’Onore francese e la medaglia centenaria del National Arts Club nel 1998.

    Dopo la sua morte nel 1999, la sua galleria continua a operare sotto la direzione della moglie Barbara Bertozzi Castelli, mantenendo viva la sua eredità nel mondo dell’arte contemporanea .

    Per approfondire

    Per una lettura dettagliata sulla vita e l’influenza di Leo Castelli, si consiglia il libro Leo and His Circle: The Life of Leo Castelli di Annie Cohen-Solal, che offre un’analisi approfondita del suo ruolo nel plasmare il panorama artistico del XX secolo.

    Pvl

  • FABRIZIO LARICCHIA

    PRAJA / GALLIPOLI

    Fabrizio Laricchia, attivo nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento a Bari e in Puglia.

    È proprietario di locali come il ristorante

    •Drop

    •Vinotto

    a Bari, e ha fondato progetti come

    •Heart_87

    •MyGallipoli.it

    Inoltre, ricopre ruoli manageriali per :

    •Praja Gallipoli e

    •Musica e Parole

    ed è direttore commerciale del

    •Teatro Palatour .

    Nel 2024, Laricchia ha attirato l’attenzione mediatica denunciando pubblicamente un atto vandalico subito dal suo locale “Drop” a Bari, utilizzando i social media per criticare la gestione della sicurezza cittadina .

    Dal punto di vista formativo, ha conseguito :

    •il diploma al Liceo Scientifico A. Scacchi di Bari nel 2006 e una

    •laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Bari .

    Per ulteriori informazioni o per contattarlo

    E’ possibile visitare i suoi profili social, come Instagram (@fabrizio_laricchia)  e LinkedIn .

  • Valerio Staffelli

    Valerio Staffelli

    E’ un noto giornalista, attore e personaggio televisivo italiano, celebre soprattutto per il suo ruolo di inviato nel programma satirico Striscia la notizia, dove dal 1996 consegna il celebre “Tapiro d’Oro” a personaggi pubblici coinvolti in vicende controverse o imbarazzanti. 

    Esordi e carriera televisiva. Nato a Milano il 15 ottobre 1963, Staffelli ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come speaker radiofonico nel 1978 presso Radio Capo Nord Milano, per poi collaborare con altre emittenti come Radio Omega, Teleradio International e Radio Capital. 

    Il suo debutto televisivo risale al 1984 con il varietà Sponsor City su Rete 4 e la sitcom Diego 100%, al fianco di Diego Abatantuono. 

    Negli anni ’90 ha partecipato a programmi come Scherzi a parte (1992–1995) e I guastafeste (1996). 

    Nel 1996 è entrato a far parte del cast di Striscia la notizia, diventando una figura iconica del programma grazie alle sue consegne del Tapiro d’Oro. 

    Attività cinematografica e giornalistica. Oltre alla televisione, Staffelli ha recitato in diversi film, tra cui Kamikazen – Ultima notte a Milano (1988) e Nirvana (1997) di Gabriele Salvatores, nonché Ragazzi della notte (1995) di Jerry Calà. 

    Iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Milano dal 1999, ha collaborato con numerose testate, tra cui Gente Motori, Tutto Moto, News, Il nostro budget, Quotidiano Nazionale, Leggo, Golf Punk, Oggi, Sciare Magazine e Golf e Turismo. 

    Vita privata. Valerio Staffelli è sposato con Matilde Zarcone, ex valletta del programma Buona Domenica. 

    La coppia ha due figli. Riccardo e Rebecca. Rebecca Staffelli, nata nel 1998, ha seguito le orme del padre nel mondo dello spettacolo, lavorando come conduttrice televisiva e radiofonica. Per ulteriori dettagli sulla carriera e le attività di Valerio Staffelli, puoi visitare la sua pagina ufficiale su Wikipedia.

    Pvl

  • Ugo Martiradonna,1935/2023

    Ugo Martiradonna (1935–2023) è stato un artista e docente italiano, noto per il suo contributo all’arte contemporanea e per il suo ruolo nell’educazione artistica a Bari.

    Biografia e carriera artistica

    Nato a Bari nel 1935, Martiradonna ha iniziato la sua esplorazione artistica negli anni ’60, concentrandosi su disegni astratti.

    Negli anni ‘70, è stato uno dei membri fondatori del gruppo “Nuova Puglia”, insieme ad altri nove artisti, con l’obiettivo di “tentare il recupero espressivo della nuova realtà meridionale” .

    Mostre recenti

    Nel gennaio 2024, poco prima della sua scomparsa, Martiradonna ha presentato una mostra personale presso l’Artoteca Alliance a Bari, intitolata “Il valore della presenza nell’assenza e la libertà ritrovata”.

    La mostra, curata da Anna D’Elia e Anna De Giosa, ha presentato 16 dipinti astratti realizzati durante il periodo di isolamento dovuto alla pandemia, segnando un ritorno alle sue origini artistiche .

    Ruolo nell’educazione

    Oltre alla sua attività artistica, Martiradonna è stato un docente storico e indimenticabile presso il Liceo Artistico di Bari, dove ha influenzato generazioni di studenti e colleghi .

    Eredità

    Ugo Martiradonna è scomparso nel 2023, lasciando un’impronta significativa nel panorama artistico italiano e nella comunità educativa di Bari.

    Per ulteriori informazioni sulle sue opere e mostre, è possibile visitare il suo sito ufficiale: ugomartiradonna.com.

  • DALIDA

    Iolanda Cristina Gigliotti

    E’ stata una cantante e attrice italo-francese di fama internazionale, nata il 17 gennaio 1933 al Cairo, in Egitto, da genitori calabresi originari di Serrastretta (Catanzaro).

    Naturalizzata francese, ha lasciato un’impronta indelebile nella musica leggera del XX secolo, vendendo circa 140 milioni di dischi in tutto il mondo.

    Dalida ha iniziato la sua carriera musicale nel 1956 con il brano “Bambino”, versione francese della canzone napoletana “Guaglione”, che le ha conferito un successo immediato.

    Nel 1957 ha pubblicato il suo primo album, Son nom est Dalida, sotto l’etichetta Barclay.

    Nel 1964 è diventata la prima donna a ricevere un disco di platino per aver venduto oltre 10 milioni di dischi.

    Il suo repertorio spaziava tra vari generi musicali, tra cui chanson, pop, disco e world music.

    Tra i suoi brani più celebri si annoverano “Gondolier”, “Come prima”, “Les Enfants du Pirée”, “Paroles… Paroles…”, “Il venait d’avoir 18 ans”, “Gigi l’amoroso”, “Salma Ya Salama” e “Laissez-moi danser”.

    Dalida ha vissuto a Parigi, nel quartiere di Montmartre, dal 1962 fino alla sua morte nel 1987.

    La sua vita privata è stata segnata da numerose tragedie, tra cui il suicidio del cantante Luigi Tenco nel 1967, con cui aveva una relazione sentimentale.

    Questo evento l’ha profondamente colpita, portandola a tentare il suicidio poco dopo.

    Negli anni successivi, ha affrontato la perdita di altri due compagni, anch’essi morti per suicidio.

    Nonostante il successo professionale, Dalida ha lottato con la depressione per molti anni.

    Il 3 maggio 1987, all’età di 54 anni, si è tolta la vita ingerendo un’overdose di barbiturici.

    Dopo la sua morte, Dalida è diventata un’icona culturale in Francia e nel mondo.Nel 1981, è stata la prima artista a ricevere un disco di diamante per aver venduto oltre 85 milioni di album a livello globale.

    A Parigi, nel quartiere di Montmartre, le è stata dedicata la Place Dalida, situata vicino alla sua residenza in Rue d’Orchampt.

    La piazza ospita un busto in bronzo della cantante, realizzato dallo scultore Alain Aslan nel 1997, che è diventato un luogo di pellegrinaggio per i suoi fan.

    Son nom est Dalida (1957)

    Le Disque d’or de Dalida (1959)

    Il faut du temps (1972)

    Gigi in Paradisco (1980)

    Per ulteriori informazioni sulla sua vita e carriera, è possibile visitare il sito ufficiale: dalida.com.

    Pvl

  • PARIGI

    MONTMARTRE

    E’ uno dei quartieri più affascinanti e pittoreschi di Parigi situato su una collina nel 18° arrondissement.

    Conosciuto come il “quartiere degli artisti”, ha ispirato pittori come Picasso, Renoir e Toulouse-Lautrec, e conserva ancora oggi un’atmosfera bohémien unica.

    Cosa vedere a Montmartre

    Basilica del Sacro Cuore (Sacré-Cœur)

    Maestosa chiesa bianca situata sulla sommità della collina, offre una vista panoramica mozzafiato su Parigi.

    L’ingresso è gratuito, e il mosaico dell’abside è uno dei più grandi al mondo .

    Place du Tertre

    Piazza iconica dove artisti di strada dipingono e vendono le loro opere.Un luogo vivace che mantiene vivo lo spirito artistico del quartiere .

    Rue de l’Abreuvoir e Maison Rose

    Stradina romantica e pittoresca, spesso fotografata per la sua bellezza.

    La Maison Rose è un ristorante storico frequentato da artisti del passato .

    Moulin Rouge

    Famoso cabaret con il caratteristico mulino rosso sul tetto, noto per essere il luogo di nascita del can-can.

    Muro dei “Ti amo” (Le Mur des Je t’aime): Installazione artistica che riporta la frase “Ti amo” in oltre 250 lingue, simbolo universale d’amore.

    Cimitero di Montmartre

    Luogo suggestivo dove riposano personaggi illustri come Émile Zola e Dalida .

    Come arrivare

    La stazione della metropolitana più vicina è Anvers (linea 2).

    Da lì, si può salire a piedi o utilizzare la funicolare di Montmartre, che consente di evitare la lunga scalinata di oltre 300 scalini .

    Dove mangiare

    Montmartre offre numerosi ristoranti e caffè caratteristici.

    Tra questi, la Maison Rose è un’ottima scelta per gustare piatti tipici francesi in un’atmosfera storica .

    Eventi e atmosfera

    Il quartiere mantiene viva la sua tradizione artistica con eventi e manifestazioni culturali.

    Passeggiando per le sue stradine, si respira un’atmosfera unica che combina storia, arte e romanticismo.

    Per ulteriori informazioni e dettagli su Montmartre, puoi visitare la guida completa su Parigi.it.

    Pvl

  • NERI PARENTI

    è un regista e sceneggiatore italiano, nato il 26 aprile 1950 a Firenze.

    È noto per la sua lunga carriera nel cinema comico italiano, in particolare per i film della saga di Fantozzi e per i cosiddetti “cinepanettoni”, commedie natalizie di grande successo al botteghino.

    Biografia e carriera

    Dopo la laurea in Scienze Politiche, Parenti ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema come assistente alla regia, collaborando con registi come Pasquale Festa Campanile, Salvatore Samperi, Steno e Giorgio Capitani.

    Nel 1979 ha debuttato come regista con “John Travolto… da un insolito destino”, una parodia del film “La febbre del sabato sera”.

    L’anno successivo ha iniziato una proficua collaborazione con Paolo Villaggio, dirigendo diversi film della saga di Fantozzi, tra cui “Fantozzi contro tutti” (1980), “Fantozzi subisce ancora” (1983) e “Fantozzi in paradiso” (1993). 

    Cinepanettoni e altri successi

    A partire dagli anni ’90, Parenti si è specializzato nei “cinepanettoni”, commedie natalizie caratterizzate da umorismo slapstick e situazioni esagerate.

    Tra i titoli più noti si annoverano “Vacanze di Natale ’95” (1995), “Natale sul Nilo” (2002), “Natale a Miami” (2005), “Natale a New York” (2006) e “Natale a Rio” (2008).

    Questi film, spesso interpretati da attori come Christian De Sica e Massimo Boldi, hanno riscosso grande successo di pubblico. 

    Filmografia selezionata

    “John Travolto… da un insolito destino” (1979) “Fantozzi contro tutti” (1980) “Fracchia la belva umana” (1981) “Scuola di ladri” (1986) “Le comiche” (1990) “Paparazzi” (1998) “Tifosi” (1999) “Natale sul Nilo” (2002) “Natale a New York” (2006) “Natale in Sudafrica” (2010) “Vacanze ai Caraibi” (2015) “Natale da chef” (2017) “In vacanza su Marte” (2020) “Volevo un figlio maschio” (2023)

    Stile e impatto

    Neri Parenti è considerato uno dei principali esponenti della commedia italiana commerciale.

    Il suo stile si caratterizza per un umorismo diretto, situazioni grottesche e una comicità fisica.

    I suoi film, pur ricevendo spesso critiche contrastanti, hanno avuto un grande successo di pubblico e sono diventati parte integrante della cultura popolare italiana.

    Per ulteriori informazioni, puoi consultare la sua biografia su Wikipedia o la sua filmografia completa su MYmovies.

  • MARTINA COLOMBARI

    Attrice, conduttrice televisiva ed ex modella italiana nata il 10 luglio 1975 a Riccione, in Emilia-Romagna.

    È diventata famosa nel 1991, quando, a soli 16 anni, ha vinto il concorso di bellezza Miss Italia, diventando la più giovane vincitrice nella storia del concorso fino a quel momento .

    Carriera nella moda e in televisione

    Dopo la vittoria a Miss Italia, Colombari è stata ingaggiata dall’agenzia Riccardo Gay Model Management e ha lavorato per importanti stilisti come Giorgio Armani, Gianni Versace, Blumarine e Roberto Cavalli .

    Ha poi intrapreso una carriera televisiva partecipando come conduttrice o co-conduttrice a programmi come “Un disco per l’estate”, “Vota la voce”, “Super”, “Goleada” (poi “Galagoal”) e “Controcampo” .

    Cinema e pubblicazioni

    Nel cinema, ha recitato in film come “Paparazzi” (1998) di Neri Parenti, “Quello che le ragazze non dicono” (2000) di Carlo Vanzina e “She” (2001) di Timothy Bond.

    In televisione, ha avuto un ruolo ricorrente nella serie “Carabinieri”.

    Nel 2011, ha pubblicato l’autobiografia “La vita è una” .

    Vita privata

    Martina Colombari

    è sposata dal 2004 con l’ex calciatore del Milan e della nazionale italiana Alessandro “Billy” Costacurta.

    La coppia ha un figlio, Achille .

    Presenza online

    È attiva sui social media, in particolare su Instagram, dove condivide momenti della sua vita personale e professionale .

    Per ulteriori informazioni, puoi visitare il suo sito ufficiale: www.martinacolombari.it.

  • STEFANIA ZANE

    Giornalista italiana, attualmente conduttrice e inviata per il TG2, il telegiornale di Rai 2.

    È nota per la sua attività di corrispondente in zone di crisi, avendo realizzato reportage da paesi come il Libano, dove ha coperto situazioni politiche complesse e le conseguenze dei conflitti in corso.

    ALTRE NOTIZIE DA ALTRE FONTI

    Stefania Zane è una giornalista italiana nota per il suo ruolo di conduttrice e inviata del TG2, in particolare nell’edizione diurna “TG2 Giorno”.

    È apprezzata per la sua professionalità e discrezione, caratteristiche che si riflettono anche nella sua vita privata.

    Vita privata

    Stefania Zane è sposata con Giancarlo Giojelli, anch’egli giornalista di lunga carriera.

    Giojelli ha ricoperto ruoli di rilievo in Rai, tra cui vicedirettore di Rai News 24 e corrispondente da sedi estere come Gerusalemme, Mosca e Istanbul.

    La loro relazione è nata a Saxa Rubra, sede storica della Rai a Roma, ed è descritta come un amore profondo e duraturo .

    Origini e famiglia

    Secondo informazioni disponibili sui social media, Stefania Zane è originaria di Portogruaro e attualmente risiede a Ceggia, in Veneto .

    È nipote di Ettore Carlino, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen e attivo nella Resistenza italiana.

    Zane ha condiviso pubblicamente la storia del nonno, sottolineando l’importanza della memoria storica e della testimonianza familiare .

    Presenza pubblica

    Nonostante la sua riservatezza, Stefania Zane mantiene una presenza sui social media, dove condivide momenti legati alla sua vita professionale e personale.

    Ad esempio, ha partecipato all’evento #RomaRose2025, riflettendo sull’importanza delle connessioni umane e delle esperienze condivise .

    In sintesi, Stefania Zane è una professionista stimata nel panorama giornalistico italiano, che mantiene un equilibrio tra la sua carriera pubblica e una vita privata vissuta con discrezione.

    GIANCARLO GIOJELLI

  • BARI

    GALLERIA D’ARTE CAMPANILE

    Situata in via Principe Amedeo, è stata un importante spazio espositivo attivo fino agli anni ’80.

    Era gestita dall’avvocato Campanile e da Angela Campanile.

    I quali hanno contribuito significativamente alla promozione dell’arte contemporanea nella città.

    Nonostante la chiusura della galleria, il suo impatto sulla scena artistica locale è stato notevole.

    Ha ospitato numerose mostre e ha rappresentato un punto di riferimento per artisti emergenti e affermati dell’epoca.

    Attualmente, non sono disponibili informazioni dettagliate sulla storia completa della Galleria Campanile o su eventuali archivi delle sue attività.

    Per approfondire la conoscenza di questo spazio espositivo e del suo contributo alla cultura barese, potrebbe essere utile consultare archivi locali, biblioteche o contattare esperti di storia dell’arte della regione.

  • Michela Vittoria Brambilla

    è una politica, imprenditrice e attivista italiana, nata a Lecco il 26 ottobre 1967. È nota per il suo impegno a favore dei diritti degli animali e dell’ambiente, oltre che per la sua carriera politica e imprenditoriale.

    Carriera Politica

    Inizio in Forza Italia: Brambilla ha iniziato la sua carriera politica con Forza Italia, diventando deputata nel 2008. Ruoli Governativi: Ha ricoperto il ruolo di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo nel 2008 e successivamente è stata nominata Ministro per il Turismo nel 2009 durante il quarto governo Berlusconi . Attività Parlamentare: È stata rieletta alla Camera dei Deputati nel 2013, 2018 e 2022. Nella XIX legislatura, è presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza . Affiliazioni Politiche: Dopo aver aderito a Forza Italia, nel 2023 è passata al gruppo misto e successivamente ha aderito al partito “Noi Moderati” nel novembre 2024 .

    Impegno per i Diritti degli Animali e l’Ambiente

    Fondazione della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente: Brambilla è fondatrice e presidente di questa organizzazione, che si occupa della tutela degli animali e dell’ambiente . Attività Legislativa: Ha promosso leggi per l’inasprimento delle pene contro il maltrattamento degli animali, alcune delle quali sono state approvate dal Parlamento . Presidenza dell’Intergruppo Parlamentare per i Diritti degli Animali: Guida questo gruppo che riunisce deputati impegnati nella promozione dei diritti degli animali .

    Carriera Imprenditoriale e Giornalistica

    Imprenditrice: Proveniente da una famiglia di imprenditori nel settore siderurgico, ha partecipato alla gestione dell’azienda di famiglia . Giornalista: È giornalista professionista dal 1990 e ha collaborato con diverse testate .

    Formazione e Vita Privata

    Studi: Ha conseguito la laurea in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Vita Familiare: Vive a Calolziocorte, in provincia di Lecco, ed è madre di tre figli: Vittorio, Stella e Leonardo .

    Per ulteriori informazioni, puoi visitare il suo sito ufficiale: michelavittoriabrambilla.it.

  • Gianvito Mastroleo

    Gianvito Mastroleo

    avvocato e politico pugliese

    Dati biografici principali

    Nato a Conversano (BA) il 17 agosto 1935. 

    Professione : avvocato.  Radici politiche : attivo nel Partito Socialista Italiano, dirigente fino al 1984. 

    Carriera politica e istituzionale

    Consigliere comunale di Conversano : dal 1965 al 1984. 

    Consigliere provinciale di Bari : dal 1975 al 1984. 

    Presidente dell’Provincia di Bari dal 17 ottobre 1976 al 16 aprile 1982. 

    Impegno culturale e associativo

    Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vagno (1889‑1921), con sede a Conversano, che si dedica alla memoria dello storico deputato socialista Giuseppe Di Vagno. 

    Autore o co-autore di pubblicazioni storiche, come ad esempio il volume “I Costituenti di Puglia 1946‑1948”. 

    Ha promosso eventi culturali e festival come Lectorinfabula a Conversano. 

    Curiosità e note interessanti

    In un’intervista del 2023 viene citato come “avvocato, formalmente pensionato, sostanzialmente sempre in attività” e con una giornata tipica che inizia con la lettura dei giornali. 

    L’indirizzo professionale indicato è in Bari, Via Salvatore Cognetti 50, CAP 70121. 

  • DAVID GALLERY

    BARI

    Storica galleria d’arte moderna e contemporanea, fondata e diretta dal professor Leonardo De Pinto, figura di spicco nel panorama artistico pugliese.

    Nel corso degli anni, la galleria ha ospitato numerose mostre collettive e personali, promuovendo artisti italiani e internazionali.

    Attività e Mostre

    Nel 1973, la galleria ha organizzato la mostra collettiva “Maestri Contemporanei”, curata da Leonardo De Pinto, che ha presentato opere di artisti come Piero Villani, noto per il suo stile espressionista-astratto.

    Nel 1974, ha seguito con un’altra collettiva intitolata “Maestri dell’Ottocento e del Novecento”, consolidando il suo ruolo di promotrice dell’arte contemporanea nella regione .

    Collaborazioni e Autenticazioni

    La galleria ha collaborato con diverse istituzioni e case d’asta in Italia e all’estero.

    Galleria d’arte ormai chiusa da tempo.

  • FORTUNATO DE PERO

    1892/1960 E’ stato uno dei protagonisti più innovativi del Futurismo italiano, noto per la sua poliedrica attività di pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e pubblicitario.

    Nato a Fondo, in Val di Non (Trentino), si trasferì con la famiglia a Rovereto, dove iniziò la sua formazione artistica alla Scuola Reale Elisabettina.

    Il Futurismo e il Manifesto della Ricostruzione

    Nel 1913, durante un soggiorno a Roma, Depero entrò in contatto con i principali esponenti del Futurismo, tra cui Giacomo Balla e Filippo Tommaso Marinetti.

    Nel 1915, insieme a Balla, firmò il “Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo”, che proponeva una visione radicale dell’arte come fusione totale delle diverse forme espressive.

    Questo manifesto segnò l’inizio del “secondo Futurismo”, caratterizzato da un approccio più astratto e decorativo rispetto alla fase iniziale del movimento .

    Casa d’Arte Futurista Depero

    Nel 1919, Depero fondò la Casa d’Arte Futurista a Rovereto, un laboratorio creativo dove realizzava opere in vari ambiti, tra cui pittura, scultura, design e pubblicità.

    Questo spazio rappresentava un esempio di “arte totale”, in cui l’artista si proponeva di unire estetica e funzionalità.

    Nel 1959, la Casa d’Arte Futurista Depero fu inaugurata come museo, diventando l’unico museo in Italia fondato da un futurista .

    Opere e Collaborazioni

    Depero realizzò numerose opere significative, tra cui:

    “Movimento d’uccello” (1916): un dipinto che esprime il dinamismo tipico del Futurismo.

    “Il corteo della gran bambola” (1920): una tarsia monumentale che rappresenta una delle sue opere più iconiche.

    “Festa della sedia” (1927): un’altra tarsia di grande formato, simbolo della sua capacità di unire arte e design.

    Collaborò anche con importanti aziende, come Campari, per cui progettò la celebre bottiglietta di Camparisoda nel 1932, caratterizzata da una forma conica innovativa .

    “Depero Futurista” – Il Libro Bullonato

    Nel 1927, Depero pubblicò “Depero Futurista”, noto come il “libro bullonato” per la sua rilegatura unica con due grandi bulloni.

    Questa monografia conteneva 240 pagine di suoi lavori in tipografia, architettura e design, ed è considerata una delle opere più iconiche nel campo del design grafico .

    Attività Internazionale

    Nel 1928, Depero si trasferì a New York, dove cercò di esportare il concetto di Casa d’Arte Futurista.

    Partecipò a mostre, realizzò pubblicità e progettò ambientazioni per ristoranti e teatri, continuando la sua attività poliedrica in linea con i principi del Futurismo .

    Eredità e Museo

    Fortunato Depero morì nel 1960 a Rovereto.

    La sua eredità è custodita principalmente nella Casa d’Arte Futurista Depero, che dal 2009 è parte del MART (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto).

    Il museo ospita una vasta collezione delle sue opere e rappresenta un centro di riferimento per lo studio del Futurismo e dell’arte del XX secolo .

    Per approfondire ulteriormente la sua vita e le sue opere, è possibile visitare il sito ufficiale: depero.it.

    FORTUNATO DE PERO SU WIKIPEDIA

  • Corrado Veneziano

    Corrado Veneziano

    Tursi, 1958

    è un artista poliedrico italiano, noto per la sua attività di pittore, regista, docente e autore.

    La sua carriera abbraccia diversi ambiti, dalla regia teatrale e televisiva alla pittura figurativa contemporanea, con un forte impegno culturale e accademico.

    Formazione e Carriera Accademica

    Veneziano ha conseguito la laurea in Lettere presso l’Università di Bari, con specializzazioni in Filosofia e studi dottorato in Arte.

    Dal 1999 al 2008, ha insegnato Linguistica e Didattica della Lingua Italiana e dei suoi dialetti all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma.

    Successivamente, ha collaborato con l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel campo della Pedagogia Generale.

    È stato anche autore di testi sulla lingua italiana, pubblicati da case editrici come Laterza, Giunti e Gremese .

    Regia e Teatro

    Nel campo teatrale, Veneziano ha studiato regia alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato come regista con la Biennale di Venezia e la RAI.

    Ha diretto numerosi spettacoli teatrali e progetti multimediali, tra cui la serie “Accipicchia, ci hanno rubato la lingua!” prodotta dalla RAI .

    Pittura e Mostre

    A partire dal 2013, Veneziano ha dedicato la sua attività artistica alla pittura figurativa, presentando la sua prima mostra personale “Le forme dei non-luoghi” a Roma, con la presentazione di Achille Bonito Oliva e Marc Augé .

    Le sue opere esplorano temi come la spiritualità, la geografia e la denuncia sociale, spesso utilizzando simbolismi e riferimenti culturali.

    Una delle sue opere più significative è “Il Tabarro” (2023), un dipinto ad olio su tela di 180 x 100 cm, ispirato all’opera omonima di Giacomo Puccini.

    Il quadro rappresenta una scena drammatica ambientata sulla Senna, con una figura materna e un bambino, evocando temi di gelosia e tragedia .

    Nel 2024, ha presentato la mostra “Visse d’Arte” al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, un omaggio alle opere liriche di Puccini, reinterpretate attraverso 30 dipinti ad olio che esplorano le trame e i personaggi dei suoi capolavori .

    Esposizioni Internazionali

    Le opere di Veneziano sono state esposte in numerosi musei e gallerie internazionali, tra cui :

    Galleria Comunale Nevskij 8, San Pietroburgo Museo Nazionale d’Arte Moderna di Lanzhou, Cina Chiesa di Saint Florentin, Amboise, Francia Teatro del Giglio, Lucca, Italia Unione Europea-Comitato delle Regioni, Bruxelles, Belgio .

    Pubblicazioni e Riconoscimenti

    Oltre alla sua attività artistica, Veneziano ha pubblicato numerosi saggi e testi didattici sulla lingua italiana e sulla comunicazione.

    Il suo impegno culturale gli è valso riconoscimenti sia in Italia che all’estero, consolidando la sua posizione come figura di spicco nel panorama artistico e accademico contemporaneo.

    Per ulteriori informazioni sulle sue opere e mostre, è possibile visitare il suo sito ufficiale : corradoveneziano.it.

    Pvl

  • Elia Canestrari

    Elia Canestrari

    E’ un artista e scenografo pugliese noto per il suo contributo al panorama culturale di Bari, in particolare negli anni ’70 e ’80.

    Attivo nel contesto delle gallerie d’arte e dei movimenti culturali locali, ha collaborato con diverse istituzioni e artisti della regione.

    Collaborazioni e Attività Artistica

    Canestrari ha lavorato con registi e autori locali, contribuendo alla realizzazione di opere cinematografiche e teatrali.

    Ad esempio, ha collaborato con Antonella Maddalena nella realizzazione del cortometraggio Lontani dalla luna e del documentario Le donne della torre pelosa, presentati in contesti internazionali .

    Inoltre, ha collaborato con il regista Peppino Schito nella sceneggiatura del film Odore di pioggia (1990), un’opera che ha ricevuto riconoscimenti alla Mostra del Cinema di Venezia e che ha visto la partecipazione di attori e artisti pugliesi .

    Attività nel Settore dell’Arte

    Negli anni ‘70, Canestrari è stato associato alla galleria d’arte “La Bussola” di Bari, un punto di riferimento per l’arte contemporanea nella città.

    La galleria ha ospitato mostre collettive e personali, promuovendo artisti italiani e internazionali .

    Educazione e Formazione

    Nonostante la sua attività artistica, non sono disponibili informazioni dettagliate riguardo alla formazione accademica di Elia Canestrari.

    Tuttavia, la sua partecipazione attiva nel panorama culturale e artistico di Bari suggerisce una solida formazione e un impegno costante nel settore.

    Presenza culturale

    Canestrari ha contribuito alla vivacità culturale di Bari, partecipando a eventi, mostre e produzioni artistiche che hanno arricchito il tessuto culturale della città.

    La sua opera continua a essere ricordata come parte integrante della storia artistica di Bari.

    Pvl