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  • MICHELE SILENZI

    nato nel 1986, è un saggista, curatore editoriale e manager culturale italiano. Dopo aver studiato filosofia a Roma e finanza internazionale alla Fudan University di Shanghai, ha iniziato la sua carriera professionale lavorando nell’investment banking presso istituti come JPMorgan e Banca IMI tra Milano e Londra. Abbandonato il settore finanziario per dedicarsi all’editoria e alla pubblicistica, è divenuto direttore editoriale della casa editrice Liberilibri. È autore del saggio-ibrido Mover. Odissea contemporanea (Liberilibri, 2014) e de L’uomo indifferenziato (Rubbettino, 2021). Ha curato e tradotto per il pubblico italiano importanti testi di pensiero politico e sociale, tra cui le Lettere di Yonathan Netanyahu e Contro l’empatia. Una difesa della razionalità del filosofo Paul Bloom. Svolge un’intensa attività di pubblicista collaborando regolarmente con varie testate e riviste culturali, tra le quali Il Foglio, Huffington Post e Formiche.

  • UPPER CASUAL

    ABBIGLIAMENTO UPPER CASUAL

    noto anche come smart casual o business casual elevato è uno stile versatile che coniuga il comfort informale con un’eleganza sobria e curata. Si colloca esattamente a metà strada tra l’abbigliamento del tempo libero e il rigore del guardaroba formale.

    Principi Fondamentali

    Sartorialità e Comfort I capi sono ben strutturati ma non rigidi, realizzati in tessuti di qualità come lana pettinata, cotone a fibra lunga, lino, cashmere o camoscio.

    Sobrietà dei Colori Dominano le tonalità neutre (blu notte, grigio antracite o chiaro, beige, tortora, bianco e ottanio) con tocchi di colore moderati.

    Dettaglio e Misura La vestibilità è impeccabile, senza essere né troppo stretta né over. I dettagli sono minimali e raffinati.

    Elementi Chiave del Guardaroba

    Per l’Uomo

    Giacche Blazer destrutturati in lana, luppolo, jersey o cotone.

    Camicie e Maglieria Camicie in cotone con collo morbidamente strutturato, polo in maglia di raso o cotone mercerizzato, pullover a collo alto o girocollo in cashmere finissimo.

    Pantaloni Chino sartoriali in cotone o lana leggera, pantaloni con doppia pence o modello drawstring elegante. I jeans sono ammessi solo se scuri, lavaggio uniforme e taglio classico.

    Calzature Loafer in pelle o camoscio, derby destrutturate, monkie strap o sneaker luxury in pelle dalla linea essenziale e pulita.

    Per la Donna

    Giacche e Soprabiti Blazer taglio maschile o doppiopetto in tessuti pregiati, trench fluidi.

    Sotto-giacca Camicie in seta o viscosa, top essenziali, maglieria sottile in cashmere o lana vergine.

    Pantaloni e Gonne Pantaloni a sigaretta o a gamba larga con piega centrale, gonne a tubino o plissettate di lunghezza midi.

    Calzature Moccasini raffinati, ballerine a punta, slingback o sneaker in pelle dal design essenziale.

    Quando Utilizzarlo

    Questo stile è particolarmente adatto per contesti di lavoro informali ma autorevoli, incontri culturali, mostre d’arte, cene al ristorante o per viaggiare con ordine e comodità.

  • CHELSEA

    NEW YORK

    Il Distretto dell’Arte Globale di Altissimo Livello / Chelsea è sinonimo del mondo dell’arte

    Situato sul lato ovest di Manhattan, tra la West 14th Street e la West 29th Street, il quartiere ospita una delle più alte concentrazioni di gallerie d’arte al mondo, affermandosi come hub per collezionisti, curatori e appassionati. L’area è un tesoro di arte contemporanea, con gallerie che espongono di tutto, da installazioni d’avanguardia a dipinti classici.

    Un’architettura al servizio dell’arte

    Il distretto nasce dalla riconversione di un’area industriale. Magazzini e loft con pianta open-space, soffitti altissimi e grandi finestre industriali sono stati trasformati in spazi espositivi multi-livello, ideali per configurazioni di sfilate, installazioni su larga scala ed esposizioni scenografiche. Questa struttura consente di ospitare opere monumentali che difficilmente troverebbero spazio altrove. Oggi il quartiere conta più di 200 venue che vanno dagli spazi indipendenti alle grandi istituzioni artistiche, con alcune stime che arrivano a oltre 400 gallerie nell’area che ruotano le mostre ogni 5-6 settimane. Passeggiare nel distretto delle gallerie di Chelsea può essere percepito come un tour artistico globale, con pezzi contemporanei provenienti da New York e da tutto il mondo.

    Le attività e le gallerie di riferimento

    Chelsea è conosciuta per le sue gallerie d’arte contemporanea di livello mondiale che espongono l’arte più costosa, provocatoria e progressiva.

    Tra le gallerie di riferimento :

    Gagosian Gallery nota per esporre i principali artisti contemporanei.

    David Zwirner Gallery un caposaldo della scena artistica di Chelsea.

    Hauser & Wirth galleria e dealer internazionale che ha recentemente firmato un contratto di locazione per l’intero edificio di 38.000 piedi quadrati al 548 West 22nd Street.

    Luhring Augustine fondata nel 1985, focalizzata sulla rappresentazione di un gruppo internazionale di pittori, scultori, fotografi e artisti multimediali.

    Pace, Mendes Wood DM, Gazelli Art House rappresentano la nuova ondata di gallerie internazionali che scelgono Chelsea per le loro sedi americane, con inaugurazioni che uniscono pittura post-bellica, computer art pionieristica e arte digitale contemporanea.

    Cosa si fa a Chelsea

    Gallery Hopping L’attività principale. Le gallerie sono gratuite e aperte al pubblico, solitamente dal martedì al sabato, dalle 10 alle 18. Il giovedì sera è tradizionalmente dedicato ai vernissage.

    Tour Curati Il distretto è considerato la scena artistica più eccitante del mondo, sede del meglio della pittura, scultura e altro contemporaneo. Vengono organizzati tour di due ore focalizzati sulle mostre che incarnano le prospettive più nuove sull’arte contemporanea.

    La High Line L’ex ferrovia sopraelevata trasformata in parco urbano lineare attraversa Chelsea. È una passeggiata tra installazioni site-specific, giardini pensili e scorci sulle gallerie e sull’Hudson.

    Chelsea Market e Art Spaces Oltre alle gallerie, l’area ospita spazi per eventi, venue per la moda e il design e l’estensione del sistema Agora, nato nel 1984 come piattaforma per gli artisti per esporre e interagire con la comunità.

    In termini di geografia del mercato dell’arte globale, il quartiere di Chelsea a New York è considerato l’apice del sistema delle fiere e delle gallerie internazionali.

    CHELSEA/MANHATTAN ENTRA

  • RISERVA NATURALE REGIONALE GUIDATA

    PUNTA ADERCI / VASTO (CH)

    È un’area protetta istituita nel 1998 con L.R. n.9, interamente nel Comune di Vasto. Si estende per circa 285 ettari (quasi 400 con il SIC IT7140108 Punta Aderci – Punta della Penna) con circa 6 km di litorale, dalla spiaggia di Punta Penna, vicino al porto di Vasto, fino alla foce del fiume Sinello. Il paesaggio è un mosaico di ambienti : ampie spiagge di sabbia e ciottoli, dune costiere, falesie rocciose, pinete, macchia mediterranea e campagne tradizionali con vigneti, oliveti e campi di graminacee. Al centro si eleva il promontorio di Punta Aderci, 26 m s.l.m., elemento morfologico dominante che struttura l’intero sistema costiero e offre una vista a 360° sulla riserva, fino al Parco Nazionale della Maiella e, al tramonto, al Gran Sasso. Il litorale vede l’alternarsi di baie, calette e falesie. Le spiagge, da nord a sud, sono : Torre Sinello, Mottagrossa, Punta Aderci (con l’omonimo trabocco della Costa dei Trabocchi), dei Libertini e di Punta Penna. La si attraversa a piedi o in bicicletta lungo un sentiero di circa 7 km che sovrasta le spiagge, più un sentiero panoramico di 3 km presso Mottagrossa tra pinete e scogliere. Vegetazione tipica di costa sabbiosa: ravastrello, ammofila, calcatreppola marina, euforbia delle spiagge, papavero giallo, mirto, giglio di mare, finocchio spinoso e ginestra. Fauna simbolo: il fratino, più falchi, cormorani e uccelli marini. Tutte le spiagge sono libere, senza servizi balneari, Bandiera Blu.

  • TRANI

    PALAZZO LAMBERT GIA’ PALAGANO

    Siamo nel cuore della città vecchia, in Piazza Portanova (oggi Piazza Plebiscito) punto strategico e porta della città medievale.

    La storia

    Costruito nel 1420 dalla famiglia Palagano, di origini nobiliari normanne, in un momento di grande ripresa economica sotto gli Aragonesi. È uno dei palazzi simbolo del Quattrocento tranese, insieme a Palazzo Caccetta e Palazzo Vischi. Della struttura originaria oggi rimane poco, perché il palazzo rischiava il crollo. Fu salvato e ristrutturato da Ferdinando Lambert, che lo acquistò e vi si ritirò negli ultimi anni della sua vita. Da qui il doppio nome: Lambert già Palagano.

    Cosa vedere

    Dell’architettura originale del ‘400 sono rimasti:

    Il portale principale in conci disposti a raggiera intorno ad un arco acuto, riquadrato da cornice semplice

    Lo stemma della famiglia Palagano che sormonta il portale

    La cornice marcapiano

    Dettaglio curioso: sulla parte destra del portale, tra questo palazzo e il vicino Palazzo Maggiolla, è incastrata nella parete una colonna frammentaria con capitello e più in basso una lastra di sarcofago murata con Agnus Dei racchiuso in un medaglione, affiancato dagli stemmi dei Palagano. È facilmente raggiungibile a piedi dalla Cattedrale di Trani e dal Porto, ed è inserito tra i palazzi storici del centro – XV secolo.

  • PARAMARIBO

    SURINAME


    cosa sapere sulla capitale del Suriname

    Paramaribo è la capitale del Suriname, in Sud America.

    Si trova sul fiume Suriname, a pochi chilometri dall’Oceano Atlantico, e conta circa 290.000 abitanti — quasi metà della popolazione di tutto il paese.

    Perché è famosa

    Il centro storico di Paramaribo è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2002.

    Il motivo è semplice : è uno dei pochi centri coloniali olandesi rimasti quasi interamente in legno.

    Case bianche con persiane scure, strade dritte, chiese e moschee una accanto all’altra.

    Una fusione di culture olandese, creola, indiana, giavanese, cinese e maroon.

    Cosa vedere

    Centro Storico

    Considerato una delle attrazioni più popolari del paese.

    Da girare a piedi.

    L’architettura è tutta coloniale olandese, ma con influenze locali.

    Non aspettatevi monumenti enormi, è più l’insieme a colpire.

    Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

    Nel cuore della città, è uno dei monumenti più noti e imponenti.

    È la più grande cattedrale in legno del Sud America, costruita completamente in cedro del Suriname.

    Esterno gotico, interno caldo e tutto in legno.

    Fort Zeelandia

    Sulla riva del fiume, all’ombra di alberi di mogano.

    Era la prima fortezza della colonia, fondata nel 1661.

    Oggi è museo: racconta la storia della colonizzazione, della schiavitù e della diversità etnica del Suriname.

    Dalla terrazza c’è una bella vista sul fiume.

    Waterkant
    La strada lungo il fiume.

    È il cuore della città: edifici storici, bancarelle, bar.

    Parte da Piazza Indipendenza (Onafhankelijkheidsplein).

    Moschea e Tempio Indù
    A pochi metri di distanza l’una dall’altra : la Moschea Keizerstraat e il tempio indù Arya Dewaker.

    È la foto simbolo di Paramaribo.

    Palmentuin e dintorni

    Il giardino delle palme dietro il palazzo presidenziale, il mercato centrale, e per chi ha tempo il Parco Naturale Peperpot — una vecchia piantagione di caffè e cacao raggiungibile in bici da Paramaribo.

    Info utili

    Lingua : olandese ufficiale, ma si parla molto l’inglese e lo Sranan Tongo.

    Clima : tropicale, caldo e umido tutto l’anno.

    La stagione meno piovosa va da agosto a novembre.

    Fuso orario : UTC-3, 5 ore indietro rispetto all’Italia.

    Valuta : Dollaro del Suriname (SRD).

    È una capitale piccola, si visita bene in due o tre giorni a piedi e non ha l’aria caotica di altre capitali sudamericane. Più tranquilla, più a misura d’uomo.

    Pvl

  • PONTA DA PIEDADE

    LAGOS

    ALGARVE

    PORTOGALLO

    Ponta da Piedade è il simbolo di Lagos — scogliere dorate alte fino a 20 metri, archi naturali, faraglioni e grotte nascoste. Va vista sia dall’alto che dal mare, e vale davvero fare entrambe le cose.

    Ponta da Piedade, Lagos, scogliere, belvedere e tour in barca
    Il monumento naturale Il punto principale è le rocce scolpite con le scalinate che scendono fino al mare. La luce migliore per le foto è al mattino presto o poco prima del tramonto, lassù c’è quasi sempre vento. Proprio accanto c’è il faro segna il belvedere da dove partono quasi tutti. È il punto della classica cartolina.

    Come visitarla a piedi Parti da la passerella in legno collega spiagge e punti panoramici senza la scarpinata ripida. È una passeggiata facile e ti regala prospettive sugli archi che non vedi dal parcheggio.

    Dal mare l’esperienza vera Per entrare dentro le grotte serve una barca piccola. L’operatore più storico in zona è alla Marina di Lagos fanno tour guidati di 1h15 su barche da 9 persone e anche tour in kayak per gruppi piccoli. La caletta proprio sotto le scogliere e ci arrivi dalle scale scavate nella roccia. Perfetta per un tuffo dopo il belvedere, ma a metà giornata si riempie. Consiglio, fai la passerella al mattino, il giro in barca a metà giornata quando l’acqua si illumina dentro le grotte, e torna al faro per il tramonto. Metti scarpe adatte, le scale sono ripide e scivolose.

  • VILLA EPHRUSSI DE ROTHSCHILD

    TRA NIZZA E MONACO

    È uno dei posti più spettacolari di tutta la Costa Azzurra — il palazzo rosa pallido in cima a Cap Ferrat.

    Cos’è

    Villa Ephrussi de Rothschild

    detta anche Villa Île-de-France, si trova a :

    1 Av. Ephrussi de Rothschild, Saint-Jean-Cap-Ferrat, tra Nizza e Monaco. È stata progettata dall’architetto Aaron Messiah e costruita tra il 1905 e il 1912 dalla Baronessa Béatrice Ephrussi de Rothschild per ospitare la sua collezione di oltre 5.000 opere d’arte mosaici, arazzi Gobelins, Maestri Antichi, porcellane e mobili d’epoca. Nel 1935 la baronessa l’ha lasciata all’Académie des Beaux-Arts dell’Institut de France. Fuori è una villa italiana Belle Époque color rosa, dentro ogni sala è un mondo diverso — salone veneziano, salotto Luigi XVI, ecc. Tutto è rimasto come quando ci viveva lei.

    I 9 giardini — il vero motivo per andarci

    Il fascino della villa sta non solo nella collezione ma nei giardini creati sulla roccia brulla. Situata tra Nizza e Monaco, domina il Mediterraneo ed è circondata da nove giardini tematici :

    Francese il grande giardino formale con le fontane musicali davanti alla facciata

    Spagnolo, Fiorentino, Giardino di Sèvres, Lapidario, Giapponese, Esotico, Provenzale e il Roseto

    Dedica almeno mezza giornata. Un’ora o due non bastano per apprezzarla davvero.

    Info pratiche

    Indirizzo : 1 Av. Ephrussi de Rothschild, 06230 Saint-Jean-Cap-Ferrat

    Orari : Febbraio-giugno / settembre-ottobre 10.00-18.00, luglio-agosto 10.00-19.00. In inverno apre 10-18 nei weekend e 14-18 nei giorni feriali.

    Biglietti : Intero circa €17, ridotto €12 per 7-18 anni, studenti under 25, disoccupati. Esiste biglietto congiunto con Villa Kérylos a €20.

    Consigli : Foto permesse ovunque (no treppiedi dentro), i percorsi dei giardini sono quasi tutti accessibili. C’è una sala da tè nell’ex sala da pranzo con terrazza sul mare. In estate fanno Les Nocturnes aperture serali a lume di candela.

    Pvl

  • MARSIGLIA

    BOUILLABAISSE

    LA GRANDE ZUPPA DI PESCE

    Non è una zuppa di pesce qualunque, è quasi un rito. Nasce come piatto povero dei pescatori provenzali. A fine giornata prendevano i pesci di scoglio che non riuscivano a vendere al mercato – scorfani, gallinelle, gronghi, rana pescatrice – troppo spinosi o brutti per i clienti ricchi, e li buttavano a bollire in acqua di mare con olio d’oliva, pomodori, zafferano e aglio. Il nome viene da bouille-abaisse, cioè “bolle e abbassa” la fiamma.

    Come è fatta davvero : La ricetta tradizionale di Marsiglia è protetta da una carta del 1980 e prevede regole precise :

    Il pesce almeno 4 varietà di pesci di scoglio del Mediterraneo. Fondamentali lo scorfano rosso, la gallinella, il grongo, il san Pietro. Niente pesci nobili tipo branzino, niente cozze o vongole.

    Il fondo soffritto di cipolla, pomodoro, aglio, finocchio, bouquet garni, scorza d’arancia amara, e tanto zafferano, che le dà il colore oro-arancio.

    La cottura pesci e patate bolliti velocemente e forte, non una lunga stufatura.

    Come si serve

    È in due tempi, ed è questo che la rende diversa dalla nostra zuppa di pesce o dal cacciucco :

    • Prima ti portano il brodo, filtrato, in cui inzuppi crostini di pane strofinati all’aglio con la rouille, una maionese piccante allo zafferano, aglio e peperoncino.

    • Poi ti portano i pesci interi a parte, da sfilettare al tavolo.

    • Se te la servono già tutta mescolata in un unico piatto come un minestrone, non è bouillabaisse marsigliese.

    • Ha un profumo molto intenso di mare, iodio, zafferano e finocchio.

    È ricca, saporita, ma non cremosa.

  • CEDRO CANDITO

    Una delle preparazioni più antiche della pasticceria italiana. Non è limone è il cedro vero, quello grosso, bitorzoluto, profumatissimo, che trovi da gennaio a marzo. Ha tantissima albedo (la parte bianca) e pochissima polpa. Candito diventa traslucido, profumato di agrume e fiori, dolce ma con una nota amarognola che lo rende perfetto per bilanciare i dolci.

    A cosa serve

    a cubetti nel :

    panettone

    pandoro

    colomba

    cassata siciliana

    plumcake allo yogurt

    a fettine sottili come decorazione per :

    torte

    biscotti

    cioccolatini

    anche in salato : risotti, spaghetti con gamberi e finferli, c’è chi taglia la scorza a julienne e la cuoce nello sciroppo fino ad assorbimento.

    È lunga ma semplice :

    Ingredienti :

    • 1 kg di scorze di cedro (1 cedro grande da negozio di specialità)

    • 750g zucchero + 400ml acqua (oppure: stesso peso di zucchero delle scorze)

    • 2 cucchiai di zucchero per cospargere

    Procedimento :

    Pulisci lava il cedro, taglialo a metà, spremilo, togli la polpa con un cucchiaio e taglia la scorza con la parte bianca a spicchi di 5mm.

    Togli l’amaro metti gli spicchi in pentola coperti d’acqua, porta a bollore, scola. Ripeti altre 2 volte.

    Candisci pesa gli spicchi, mettili in pentola con lo stesso peso di zucchero, aggiungi acqua e succo di cedro.

    Fai sobbollire 1 ora – 1 ora e mezza coperto a fuoco basso, finché lo sciroppo è quasi evaporato.

    Asciuga scola su una griglia, poi passa in teglia con carta forno, cospargi di zucchero e asciuga in forno ventilato a 60°C per circa 3 ore con lo sportello socchiuso con un mestolo di legno. Lascia raffreddare.

    Trucco filtra lo sciroppo avanzato, allungalo con acqua frizzante, diventa una bibita al cedro buonissima. Si conserva in barattolo di vetro, al buio, per mesi. Ho cercato nei cataloghi online per te, in questo momento “cedro candito” e “frutta candita” non risultano disponibili come prodotto shoppabile.

    Cosa cercare in zona Tremezzo chiedi in pasticceria, nei negozi di specialità o da Migros ben fornita è dove si trova più facilmente in stagione

    online cerca come :

    • cedro candito a cubetti

    • scorza di cedro candita” o

    • candied citron peel

    spesso è di produttori siciliani o calabresi

  • SOMALIA

    E’ il paese più a est dell’Africa, proprio sulla punta di quello che si chiama :

    CORNO D’AFRICA

    Le basi

    Nome ufficiale Repubblica Federale di Somalia

    Superficie circa 637.540 kmq, poco meno del Texas. È composta dall’ex Territorio fiduciario italiano a sud e dall’ex protettorato britannico del Somaliland a nord

    Popolazione circa 17-18 milioni nel 2026 (14,3 milioni nel 2016). La stragrande maggioranza sono somali, divisi nei due grandi gruppi Samaale e Sab

    Capitale Mogadiscio

    Geografia terra semi-arida, pianeggiante al sud, montuosa al nord con montagne oltre i 2.000 metri, e con la costa più lunga di tutta l’Africa continentale oltre 3.000 km tra Golfo di Aden e Oceano Indiano . È divisa in 18 regioni amministrative ed è diventata famosa, nel bene e nel male, anche come leader nelle telecomunicazioni wireless in Africa dopo il crollo dello stato

    Persone e cultura

    Lingue somalo e arabo ufficiali, ma si parlano ancora inglese e italiano

    Religione quasi totalmente musulmana sunnita

    Cultura profondamente orale poesia, gabay, storie e canzoni sono centrali. La pastorizia (cammelli, capre) resta il cuore dell’economia e dell’identità.

    Cibo riso, pasta (eredità italiana), carne di capra, canjeero (pane piatto simile alla nostra crespella), tè speziato.

    Storia in breve

    Antica costa commerciale abitata da popoli cuscitici → sultanati medievali → colonizzazione italiana e britannica → indipendenza il 26 giugno (nord) e 1° luglio 1960 (sud), giorno in cui si sono uniti → dittatura di 21 anni di Siad Barre, caduta nel 1991 → guerra civile e collasso dello stato → lenta ricostruzione federale dal 2012 in poi.

    Cosa sta succedendo ora — 2026

    La situazione è ancora molto fragile :

    Sicurezza il governo federale combatte da vent’anni l’insurrezione di al-Shabaab, gruppo legato ad al-Qaeda che controlla vaste aree rurali nel sud e centro e che tassa e bombarda anche a Mogadiscio. Una missione di pace dell’Unione Africana di quasi 12.000 uomini sostiene il governo, ma la sua continuazione è a rischio.

    Politica il mandato del presidente Hassan Sheikh Mohamud è terminato ufficialmente il 15 maggio 2026, senza una data per le nuove elezioni fissata, il che crea molta incertezza. Il sistema federale scricchiola : lo stato del South West ha sospeso ogni cooperazione con Mogadiscio nel 2026 accusandola di armare milizie e ci sono stati scontri armati a Baidoa e nella capitale stessa tra esercito e milizie legate all’opposizione.

    Emergenza umanitaria siccità durissima. Più di un terzo della popolazione affronta fame acuta, con prezzi dell’acqua alle stelle e bestiame che muore. L’ONU avverte che i segnali sono simili al 2022 quando si sfiorò la carestia, ma questa volta i fondi umanitari sono molto più bassi. Nonostante tutto, la Somalia è conosciuta anche per la sua resilienza : spirito imprenditoriale fortissimo, una diaspora enorme — anche qui in Italia, soprattutto a Roma, Firenze e Torino — e una scena culturale vivace.

  • SPAGHETTI

    CARBONARA MOLTO CREMOSA / IL SEGRETO E’ LA TEMPERATURA

    SPAGHETTI ALLA CARBONARA

    Per una carbonara davvero cremosa il segreto non è la panna, è la temperatura. Devi creare un’emulsione stabile tra tuorli, pecorino e acqua di cottura.

    Ecco come la fanno a Roma

    La ricetta base per 2 persone

    Ingredienti:

    • 200g di rigatoni o spaghetti

    • 120g di guanciale

    • 3 tuorli + 1 uovo intero (l’uovo intero aiuta la cremosità senza farla impazzire)

    • 50g Pecorino Romano DOP grattugiato finissimo

    • 20g Parmigiano Reggiano (opzionale, addolcisce e rende più stabile)

    • Pepe nero in abbondanza

    • Sale grosso per l’acqua

    Il metodo per non sbagliare mai

    Prepara la crema a freddo In una ciotola capiente sbatti i tuorli e l’uovo con una forchetta, non con la frusta. Aggiungi tutto il pecorino, metà del parmigiano se lo usi, e una macinata generosa di pepe. Deve diventare una pasta densa, quasi una crema pasticcera. Mettila da parte. L’errore classico è aggiungere il formaggio dopo. Se lo grattugi fine e lo amalgami subito ai tuorli, non farà grumi.

    Guanciale perfetto Taglia il guanciale a listarelle spesse 1 cm. Mettilo in padella FREDDA, poi accendi a fuoco medio. Così il grasso si scioglie lentamente e diventa trasparente e croccante fuori. Non serve olio. Quando è dorato, spegni e tieni il suo grasso, è oro.

    Cottura della pasta Acqua poco salata, perché pecorino e guanciale sono già sapidi. Scola la pasta 2 minuti prima del tempo indicato, direttamente nella padella con il guanciale. Tieni da parte almeno 2 mestoli di acqua di cottura, ricca di amido. Fai risottare la pasta in padella per 1 minuto aggiungendo un mestolino d’acqua. Deve sfrigolare e creare un fondo cremoso.

    Il momento decisivo : mantecatura fuori dal fuoco Questo è tutto. Togli la padella dal fuoco. Aspetta 30 secondi, deve smettere di sfrigolare. La padella deve essere calda ma non bollente, intorno ai 65-70 gradi. Versa la crema di uova sulla pasta e inizia a mescolare veloce con un cucchiaio di legno o una pinza. Se la vedi troppo densa, aggiungi un cucchiaio di acqua di cottura alla volta. Se la vedi troppo liquida, aggiungi altro pecorino. Il calore residuo della pasta cuocerà i tuorli quel tanto che basta per renderli vellutati, senza strapazzarli.

    Trucco dei ristoratori se hai paura, fai a bagnomaria. Metti la ciotola con la crema sopra la pentola dove hai cotto la pasta, con 2 dita d’acqua bollente sotto. Mescola finché non vela il cucchiaio, poi butta dentro la pasta.

    regole per la super cremosità

    Mai uova fredde di frigo Tirale fuori 30 minuti prima. Un tuorlo freddo si straccia subito.

    Niente albume da solo, o poca panna L’albume in eccesso rende tutto gommoso. La panna copre il sapore e impedisce l’emulsione vera.

    Acqua di cottura = amido È quello che lega tutto. Senza, la crema si separa e diventa frittata. Con troppa, diventa minestra. Vai a cucchiai. Servi subito in piatti caldi, con un’ultima grattugiata di pecorino e pepe pestato al momento. Se aspetti 3 minuti, non è più cremosa.

  • FOCACCIA DI PALERMO

    PER ECCELLENZA IDENTIFICA LO SFINCIONE

    autentico pilastro dello street food siciliano e sintesi perfetta della cucina popolare palermitana. Il termine deriva dal greco sphongos o dall’arabo isfang, che significano spugna, e descrive l’impasto alto, soffice e alveolato a base di farina di grano duro e lievito madre. Il condimento tradizionale non prevede la mozzarella ma una salsa ricca a base di pomodoro, molta cipolla stufata, acciughe salate, origano e caciocavallo ragusano a cubetti, completata da una generosa spolverata di mollica di pane tostata che cattura i succhi in cottura. Esiste inoltre una declinazione storica fondamentale legata al concetto di focaccia nel capoluogo siciliano. La focaccia con la milza, meglio conosciuta come pane ca meusa, impiega una pagnottella morbida ricoperta di sesamo (la vastedda o focaccia) imbottita con milza e polmone di vitello soffritti nello strutto, servita nella versione “schietta” con una spruzzata di limone oppure “maritata” con aggiunta di caciocavallo o ricotta fresca. Entrambe le preparazioni raccontano la secolare stratificazione culturale di Palermo, dove la panificazione di strada unisce la lavorazione del grano duro ai sapori forti e decisi della tradizione contadina e marinara.

  • ANTONIO DEL DONNO

    Benevento, 27 novembre 1927 – Benevento, 19 novembre 2020

    è stato pittore e scultore.

    Chi era

    Formatosi come geometra, poi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato professore di Educazione Artistica a Benevento.

    Tra il 1960 e il 1970 frequenta quotidianamente la galleria di Lucio Amelio a Napoli insieme all’amico Domenico Paladino.

    Svolta fondamentale per lui è la Biennale di Venezia del 1964, dove scopre Robert Rauschenberg.

    Da lì prende ispirazione da :

    Rauschenberg, Tàpies, Vedova, Schifano, Warhol : pittura gestuale violenta, uso di oggetti, riporto fotografico, rifiuto di ogni accademismo.

    Il linguaggio

    Lavora come un artigiano, manipola ferro e legno. Le sue serie più famose sono :

    I Vangeli (dal 1972)

    tavole di legno recuperate, incollate con cerniere in ferro, con versetti del Vangelo stampati a fuoco, di forte simbologia ammonitrice

    I Contenitori di luce, le Tagliole

    Le opere più recenti, che criticano ironicamente il consumismo e il mondo della pubblicità

    La sua prima personale è nel 1962 alla Pinacoteca Provinciale di Benevento.

    Riconoscimenti e musei

    Definito nel 2018 da RAI3 tra i 100 artisti più importanti al mondo, nel 2019 è stato nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

    Le sue opere sono in collezioni pubbliche ovunque :

    In Italia :

    Santa Croce del Sannio – Polo Museale a lui intitolato, Anagni (MACA), Prato Museo Pecci, Pieve di Cento, Torino GAM, Palermo

    All’estero :

    Musei Vaticani, National Gallery di Atene, Musée de Grenoble, LACMA di Los Angeles, MAM di Rio, Hara Museum di Tokyo, e anche al MoMA di New York

    Su di lui hanno scritto Achille Bonito Oliva, Mirella Bentivoglio, Filiberto Menna, Enrico Crispolti.

    Pvl

  • TANCREDI PARMEGGIANI

    BIOGRAFIA COMPLETA

    Nome d’arte : TANCREDI

    Feltre (BL), 25 settembre 1927 – Roma, 27 settembre 1964

    •Infanzia a Feltre e Belluno

    Nasce a Feltre, ha due fratelli più piccoli. Trascorre i primi anni a Bologna disegnando fin da bambino, poi torna a Feltre dopo la morte precoce del padre e la malattia della madre. Il cugino, l’avvocato Ettore Pietriboni, prende in carico i bambini e affida Tancredi e il fratello Romano all’Istituto salesiano Sperti di Belluno. Dopo l’infanzia a Belluno, nel 1943 interrompe gli studi classici per la pittura. È il pittore Romano Conversano a prepararlo per l’ammissione al Liceo artistico di Venezia, che frequenta irregolarmente per un anno.

    •Formazione a Venezia

    Nel 1946 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Scuola Libera del Nudo tenuta da Armando Pizzinato.

    •Conosce

    Guido Cadorin e Virgilio Guidi e stringe amicizia con Emilio Vedova già conosciuto tra i partigiani attivi nel bellunese durante la Seconda Guerra Mondiale.

    Alla fine del 1947 va a Parigi per studiare le avanguardie europee, ma viene rimpatriato con foglio di via obbligatorio.

    Tra il 1948 e il 1949 vive tra Feltre e Venezia e nel maggio 1949 tiene la prima personale alla Galleria Sandri di Venezia con presentazione in catalogo di Virgilio Guidi.

    Lo stile di quegli anni è influenzato dal primitivismo di :

    Gino Rossi, Van Gogh e De Pisis

    ma già orientato verso l’astratto-geometrico.

    •Roma, Spazialismo e Peggy Guggenheim

    Nel 1950 soggiorna a Roma, si lega al gruppo Age d’Or, incontra :

    Turcato, Dorazio e Perilli

    Ispirato dai Pollock visti alla Biennale di Venezia del 1948, abbandona la geometria per uno stile più libero e informale.

    Partecipa nel 1951 alla 1ª Mostra dell’Arte Astratta Italiana alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Ritorna a Venezia e incontra Peggy Guggenheim. Lei resta affascinata dal suo talento, gli fornisce uno studio a Palazzo Venier dove abita, ne acquista le opere e lo fa entrare in contatto con artisti e critici stranieri. Espone i suoi lavori nel suo palazzo e promuove le sue opere negli Stati Uniti con donazioni in diversi musei, tra cui il MoMA. È stato l’unico artista, dopo Jackson Pollock, con il quale Peggy stringe un contratto, promuovendone l’opera nei grandi musei. Nel 1952 vince il Premio Graziano per la pittura. Nello stesso anno, insieme a Burri, Fontana e altri, sottoscrive il Manifesto dello Spazialismo, movimento fondato a Milano nel 1947 da Lucio Fontana.

    •Diventa intimo amico del gallerista Carlo Cardazzo.

    Espone nel 1952, 1953, 1956 e 1959 alla Galleria del Cavallino di Venezia, che avrà un ruolo fondamentale nella sua carriera avvicinandolo a Fontana e agli spazialisti milanesi. Nel 1953 è alla Galleria del Naviglio a Milano con presentazione di Peggy Guggenheim e Virgilio Guidi, invitato alla mostra Italia-Francia a Torino dove espone accanto a Hans Hartung. Nel 1954 partecipa a Tendances Actuelles alla Kunsthalle di Berna con Georges Mathieu, Pollock, Wols e Tobey.

    •Carriera internazionale

    A seguito di un flirt con Pegeen, figlia di Peggy, il 1955 inizia con la definitiva separazione da Peggy Guggenheim e la partenza per Parigi, dove espone alla Galerie Stadler.

    A Parigi conosce :

    Dubuffet, Asger Jorn, Karel Appel.

    Negli anni seguenti espone alla Saidenberg Gallery di New York, alla Hanover Gallery di Londra, alla Galleria Selecta di Roma e partecipa al Carnegie International di Pittsburgh. Nel 1958 si sposa con la pittrice norvegese Tove Dietrichson. Tra il 1958 e fine 1959 condivide uno studio a Palazzo Carminati, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa, con l’amico Davide Orler. Documentato da tele dipinte al recto dall’uno e al verso dall’altro. Nel 1959 espone alla Galleria dell’Ariete a Milano e ritorna a Parigi, dove a dicembre nasce la figlia Elisabetta. A Parigi entra in contatto con i surrealisti Victor Brauner, Jean-Jacques Lebel e Alain Jouffroy, conosce Alberto Giacometti e vede le mostre del gruppo CoBrA e di Yves Klein. Nella primavera del 1960 torna a Milano e collabora stabilmente con la Galleria dell’Ariete. Si reca in Norvegia ed espone alla mostra Anti-Procès alla Galleria del Canale di Venezia. Nel 1962, dopo un viaggio in Svezia, espone alla Galleria veneziana del Canale e alla Galleria Levi di Milano, riceve il Premio Marzotto a Valdagno. Alla fine dell’anno ha una crisi nervosa e viene ricoverato a Villa Tigli di Monza con diagnosi di schizofrenia paranoide.

    •Gli ultimi anni

    Soggiorna brevemente a Roma nel 1963 e, poco dopo la nascita del figlio Alessandro, ritorna a Venezia dalla sorella, subendo un nuovo ricovero. Dopo un breve viaggio in Svezia con la moglie, ritorna a Roma ospite del fratello. Prende alloggio in un piccolo albergo in Campo de’ Fiori. Qui, all’alba del 27 settembre 1964, due giorni dopo il suo 37º compleanno, si toglie la vita gettandosi nel Tevere. Il suo cadavere viene ripescato il 1º ottobre. All’inizio del 1964 era stato invitato alla Biennale di Venezia dove espone Omaggio a Gauguin, Composizione e Matti, che per provocazione valutò un miliardo di sterline. È sepolto a Feltre. La raccolta ufficiale delle sue opere è il catalogo Tancredi: i dipinti e gli scritti di Marisa Dalai Emiliani, Edizioni Allemandi.

  • FAVARO VENETO

    SONO TUTTI LI

    A Venezia non c’è una grande comunità come a Roma o Milano, ma ci sono due storie diverse.

    I Sinti di Favaro – gli italiani Sono il nucleo storico. Sono Sinti italiani, di cognome Harvati, cittadini italiani. Stanno a Favaro Veneto, in via Vallenari, dal 1968. All’inizio era un terreno occupato, poi è diventato il “campo nomadi” ufficiale del Comune. Per decenni erano circa 150 persone, 3 grandi famiglie allargate. Lavoravano soprattutto con la raccolta del ferro e rottami per Veritas. Vengono chiamati “nomadi” ma in realtà sono stanziali da più di 50 anni – come dice una ricerca del Comune: difficile definirli ancora nomadi. Nel 1999 il Comune di Venezia ha presentato un progetto per superare il campo e costruire un “villaggio” / “area residenziale di comunità” con casette vere per loro, proprio in via Vallenari, usando fondi dei Contratti di Quartiere. È stato uno dei primi tentativi in Italia di chiudere i campi.

    I Rom arrivati dalla ex Jugoslavia Negli anni ’90, dopo le guerre nei Balcani, sono arrivati a Mestre e Marghera molte famiglie Rom. A un certo punto Venezia è stata la città che più di tutte ha usato le aree attrezzate per sistemare queste famiglie – si parla di circa 1.000 persone in diversi insediamenti nell’area metropolitana. Oggi la situazione è molto più frammentata. Non ci sono più grandi campi visibili come una volta in centro storico – la legge regionale del Veneto è stata tra le poche a riconoscere che la maggior parte non sono nomadi. La maggior parte vive in terraferma, tra Mestre, Favaro, Marghera, in alloggi comunali, villaggi attrezzati o case private, non a Venezia isole. Se ti interessa, c’è un libro fatto proprio sulla zona: “E per patria una lingua segreta” – è una mappa con interviste ai Rom e Sinti del veneziano e agli operatori che ci lavorano.

  • GIULIO TURCATO

    Mantova 1912 – Roma 1995

    SUPERFICI LUNARI

    sono il ciclo più famoso di Giulio Turcato e nascono tra il 1964 e il 1971.

    È il momento in cui Turcato, dopo gli anni caldi dell’Informale, va “raffreddando” la pittura.

    Cosa sono, molto semplicemente

    Non sono quadri dipinti come se fossero la luna. Sono quadri fatti con la luna.

    Affascinato dalla corsa allo spazio americana e dall’allunaggio, Turcato cercava un materiale che fosse già lunare di suo.

    Lo trova in una fabbrica di materassi a Roma :

    La gommapiuma, schiuma di poliuretano

    Prendeva proprio lo scarto di produzione, la “crosta” superficiale della schiuma, piena di crateri lasciati dal gas iniettato per farla espandere.

    Lui stesso diceva che “la sua crosta grossolana è piena di avvisi nuovi e meravigliosi”.

    Quella pelle bucherellata è già una superficie lunare. Lui interviene pochissimo:

    Supporto

    gommapiuma su telaio in legno, a volte enorme (160×300 cm), a volte tonda, a volte sagomata.

    Tecnica

    olio e tecnica mista direttamente sulla gommapiuma

    Colore

    quasi sempre monocromo – argento, bianco, nero, e il suo famosissimo blu di Prussia, con dentro pagliuzze di alluminio per dare l’effetto scintillante, e crateri dipinti di bianco (litopone) o arancio/rosso.

    Il risultato sono, come dice la critica, “gelide e affascinanti Superfici lunari” – campi monocromi punteggiati da crateri e rilievi che sembrano mappe astronomiche.

    Le presenta per la prima volta nel 1964 e nel 1966 le porta alla Biennale di Venezia, dove diventano il suo marchio.

  • LIMES ONTOLOGICO

    CONFINE DELL’ESSERE

    Limes in latino vuol dire confine, muro, frontiera. Ontologico viene da ontologia, cioè lo studio dell’essere, di ciò che esiste.

    Quindi il limes ontologico è

    la linea invalicabile tra ciò che È e ciò che NON È

    o tra due modi diversi di essere.

    È il punto in cui una cosa smette di essere sé stessa.

    Ti faccio 3 esempi per capirlo al volo

    Tra essere e nulla

    Perché c’è qualcosa invece di niente? Il limes ontologico è il muro tra il qualcosa e il niente assoluto.

    Tra un ente e un altro

    Tu sei tu, io sono io. C’è un limes ontologico tra noi due che ci rende due esseri distinti, non uno solo. Stessa cosa tra una sedia e l’idea di sedia.

    Tra possibile e reale

    Un unicorno nella tua testa è possibile. Un cavallo davanti a te è reale. Il limes ontologico è il confine che separa i due modi di esistere.

    In pratica, quando un filosofo dice “qui c’è un limes ontologico”, sta dicendo:

    “Qui non è solo una differenza di grado o di opinione. Qui siamo davanti a due realtà che appartengono a piani diversi, e non puoi passarci sopra come se niente fosse.”

    Pvl

  • ESPRESSIONISTI ASTRATTI ITALIANI

    L’espressionismo astratto in Italia non ha avuto un nome unico come in America – da noi si è chiamato astratto-concreto e poi è confluito nell’Informale. Il nucleo storico è uno solo :

    Il Gruppo degli Otto – 1952 – Biennale di Venezia

    Nascono dalla spaccatura del Fronte Nuovo delle Arti (figurativi vs astrattisti nel 1950). Il critico Lionello Venturi li riunisce e scrive : “essi non sono e non vogliono essere astrattisti; non sono e non vogliono essere realisti”. Volevano superare sia il realismo sociale che l’astrattismo geometrico freddo, portando in Italia quello che in America stavano facendo Pollock e de Kooning. Sono 8, e sono i tuoi espressionisti astratti italiani per eccellenza:

    Afro Basaldella (Afro) – Udine 1912 / Zurigo 1976. Il più internazionale, volerà a New York con personali da Catherine Viviano, amico di Arshile Gorky.

    Renato Birolli – Verona 1905 / Milano 1959. Da Corrente al lirismo astratto, pennellate cariche, quasi bruciate.

    Antonio Corpora – Tunisi 1909 / Roma 2004. Colori mediterranei, astrazione luminosa.

    Mattia Moreni – Pavia 1920 / Brisighella 1999. Materia densa, quasi scultorea.

    Ennio Morlotti – Lecco 1910 / Milano 1992. Paesaggi che diventano grumi di materia.

    Giuseppe Santomaso – Venezia 1907 / 1990. Veneziano, il più raffinato – passa dalle Lettere a Braque a una calligrafia astratta.

    Giulio Turcato – Mantova 1912 / Roma 1995. Segni, superfici lunari, comete.

    Emilio Vedova – Venezia 1919 / 2006. L’altro grande veneziano. Gesto violento, nero, scontro. Il più vicino all’Action Painting americana.

    Gli altri due cerchi fondamentali

    Gruppo Forma 1 (1947, Roma) :

    Piero Dorazio

    Achille Perilli

    Giulio Turcato

    Carla Accardi

    Antonio Sanfilippo

    Mino Guerrini

    Più geometrico all’inizio, poi Dorazio diventa uno dei più puri lirico-astratti italiani.

    Gruppo degli Originari dell’Informale (anni ’50):
    Alberto Burri sacchi, combustioni, materia che è gesto.

    Lucio Fontana i tagli, che sono gesto espressionista puro.

    Toti Scialoja, Gastone Novelli, Achille Perilli (seconda fase)

    Vedova alla Fondazione Vedova vai a vedere i cicli : Scontro di situazioni e Plurimi

    Santomaso a Ca’ Pesaro

    Morlotti e Afro alla Collezione Peggy Guggenheim hanno entrambi sale permanenti.

  • PASTA CON MIX DI AGLIO E CIPOLLA

    Preparare un primo piatto con un soffritto misto di aglio e cipolla è un’ottima scelta per chi cerca un gusto ricco, armonioso e avvolgente. Mentre nella cucina tradizionale italiana i due ingredienti vengono spesso usati in alternativa, la loro unione crea un equilibrio perfetto : la dolcezza profonda della cipolla bilancia la nota pungente ed aromatica dell’aglio. Il segreto per la riuscita di questo piatto risiede interamente nella gestione della cottura e della temperatura del soffritto.

    Ingredienti per 4 persone

    • Spaghetti, rigatoni o linguine: 320 g

    • Cipolla bianca o dorata: 1 media

    • Spicchi d’aglio: 2

    • Olio extravergine d’oliva: 4-5 cucchiai

    • Peperoncino fresco o essiccato (opzionale): q.b.

    • Prezzemolo fresco tritato: un mazzetto

    • Formaggio grattugiato (Pecorino Romano o Parmigiano Reggiano): q.b.

    • Sale fino e sale grosso per l’acqua: q.b.

    Procedimento

    Preparazione degli odori Trita finemente la cipolla per favorire una cottura omogenea. Sbuccia gli spicchi d’aglio e scegli se schiacciarli leggermente (se preferisci rimuoverli a fine cottura) oppure tritarli finemente per integrarli completamente nel condimento.

    Cottura del soffritto In una padella ampia versa l’olio extravergine d’oliva e aggiungi subito la cipolla tritata a freddo. Accendi il fuoco a fiamma molto bassa e lascia appassire la cipolla per circa 5-7 minuti, finché non diventa trasparente e morbida. Aggiungi l’aglio (ed eventualmente il peperoncino) solo a metà cottura della cipolla. Questo passaggio è fondamentale: l’aglio cuoce molto più velocemente e, se inserito all’inizio, rischierebbe di bruciare e diventare amaro.

    Mantecatura con acqua di cottura Aggiungi un mestolino di acqua calda presa dalla pentola della pasta al soffritto in padella. Questo arresta la frittura intensa, crea un’emulsione cremoso-dorata e permette alla cipolla di stufarsi fino a sfaldarsi dolcemente.

    Cottura della pasta Cuoci la pasta in abbondante acqua salata e scolala molto al dente, tenendo da parte una tazza di acqua di cottura.

    Mantecatura finale Salta la pasta nella padella con il fondo di aglio e cipolla per un paio di minuti a fuoco vivo, aggiungendo un goccio d’acqua di cottura per formare una crema naturale grazie agli amidi rilasciati.

    Servizio Spegni il fuoco, completa con abbondante prezzemolo fresco tritato e, a piacere, una spolverata di pecorino o parmigiano prima di servire immediatamente. Per una variante ancora più ricca, è possibile aggiungere al soffritto iniziale qualche filetto di alice sott’olio, che si scioglierà completamente donando una profonda nota sapida.

  • DOLENJSKA

    IN ITALIANO BASSA CARNIOLA

    E’ il sud-est della Slovenia, la regione intorno a Novo Mesto. Immaginala come colline morbide e verdi, tutte vigneti, piccoli villaggi e boschi, tagliata dal fiume Krka che fa curve lente. Non è montagna, non è mare : è campagna profonda.

    È famosa per tre cose

    Il vino

    Qui si fa il Cviček, un rosso leggero, un po’ acidulo, che si beve fresco, quasi come un rosato. Ogni collina ha la sua piccola cantina familiare e le zidanice — le casette di legno dove si conserva il vino.

    Le terme

    Acqua calda che esce da 1658. Dolenjske Toplice e Šmarješke Toplice sono le due stazioni storiche, immerse nel bosco. Posti tranquilli, non grandi resort rumorosi.

    I castelli sull’acqua

    Il più iconico è Otočec, l’unico castello d’acqua della Slovenia: sta su una piccola isola in mezzo alla Krka, tutto circondato da alberi. È una regione lenta, molto autentica. Niente folla, cucina di fattoria, gente che ti fa assaggiare il vino in cantina. Perfetta per un weekend da Venezia se vuoi staccare dal turismo classico.

  • OGGI RABAT

    Capitale amministrativa del Marocco

    vive un momento di straordinaria effervescenza. La città ha saputo affiancare al suo ruolo di centro politico un’anima dinamica, colta e proiettata nel futuro, mantenendo intatto l’equilibrio tra il ritmo tranquillo dell’Oceano Atlantico e l’eredità storica. I tratti che definiscono la vita quotidiana e la scena attuale a Rabat si articolano su differenti livelli.

    Il riconoscimento culturale: Capitale Mondiale del Libro UNESCO 2026

    La città è animata da una ricca programmazione culturale, grazie alla designazione da parte dell’UNESCO come Capitale Mondiale del Libro 2026. Piazze, biblioteche, spazi espositivi e le rive del fiume Bou Regreg ospitano reading all’aperto, festival letterari, workshop e fiera editoriale. La vita intellettuale raggruppa accademici, studenti e artisti in un’atmosfera di grande fermento.

    L’urbanistica e i simboli della modernità

    Il panorama urbano di Rabat è in forte evoluzione, segnato dal completamento del Grand Théâtre de Rabat (opera futuristica dello studio Zaha Hadid) e dalla imponente Torre Mohammed VI, il grattacielo più alto dell’Africa occidentale visibile da tutta la baia. La città si muove in modo sostenibile: l’efficiente rete di tram elettrici collega fluidamente il centro alla vicina città di Salé, rendendo gli spostamenti quotidiani per lavoro e studio moderni e scorrevoli.

    Il ritmo della vita tra Medina e Oceano

    A differenza del caos frenetico di Marrakech o Casablanca, la vita a Rabat conserva un ritmo rilassato :

    In mattinata Le strade del quartiere coloniale Ville Nouvelle e i viali alberati di viale Mohammed V si popolano per le attività lavorative e il rito del caffè nei bar all’aperto.

    Nel pomeriggio La Medina e la suggestiva Kasbah degli Udayas (con le sue viuzze bianche e blu) restano meta di passeggiate informali, artigianato locale e pause tè nei giardini andalusi.

    Verso il tramonto La vita si sposta verso la Marina del Bou Regreg e la spiaggia, dove i residenti si dedicano alla passeggiata serale, allo sport all’aperto o al surf sulle onde atlantiche. Rabat si distingue oggi come una capitale elegante e vivibile, capace di fondere il rigore istituzionale e la memoria storica con un’apertura internazionale moderna, artistica e culturale.

  • LE CITTA’ DELLA SOMALIA

    Elenco ufficiale delle città con più di 5.000 abitanti, stima 2013 :

    Ordinate per popolazione

    Le più grandi

    Mogadiscio – 1.628.170 – Banaadir – capitale

    Hargeysa – 492.855 – Nordovest (capitale del Somaliland)

    Boosaaso (Bosaso) – 109.151 – Bari

    Burao – 159.205 – Togdheer

    Beledweyne – 94.116 – Hiiraan

    Berbera – 80.386 – Nordovest

    Baidoa – 76.763 – Bai

    Gaalkacyo – 76.373 – Mudug

    Boorama – 68.071 – Awdal

    Chisimaio (Kismayo) – 57.172 – Basso Giuba

    Altre città importanti

    Las Anod – Sool

    Giohar – Medio Scebeli

    Garowe – Nogal (capitale del Puntland)

    Bardera – Ghedo

    Qardho – Bari

    Erigavo – Sanaag

    Merca – Basso Scebeli

    Dusa Mareb – Galguduud

    Afgooye – Basso Scebeli

    Baraawe (Brava) – Basso Scebeli

    Oddur – Bakool

    Jamaame – Basso Giuba

    Qoryooley – Basso Scebeli

    E poi città più piccole come Burgao, Badhan, Afmadow, Sheikh, Arabsiyo, Daarbuduq.

  • Eusebi Guell i Bacigalupi, I Conte di Guell 1846-1918

    L’UOMO CHE HA RESO POSSIBILE GAUDI’ Se conosci Antoni Gaudi, devi conoscere Güell. È stato l’industriale, imprenditore e mecenate catalano che ha finanziato quasi tutta la prima carriera di Gaudí e ne è diventato amico per la vita.

    Le basi

    Nato il 15 dicembre 1846 a Barcellona, morto l’8 luglio 1918 a Barcellona Figlio di Joan Guell Ferrer, ricco magnate tessile che aveva fatto fortuna a Cuba e a Barcellona, e di Francesca Bacigalupi Dolcer, di un’antica famiglia di mercanti genovesi trasferitasi in Catalogna. Nel 1871 sposa Luisa Isabel López y Bru, figlia di Antonio López y López, Marchese di Comillas. Il matrimonio lo rende uno degli uomini più ricchi di Spagna. Rileva l’azienda tessile di famiglia, studia diritto ed economia tra Barcellona, Francia e Inghilterra, diventa consigliere comunale di Barcellona e nel 1908 viene nobilitato da Re Alfonso XIII come Conte

    L’incontro con Gaudí

    Güell incontra il giovane architetto all’Esposizione Universale di Parigi del 1878, dove aveva visto il lavoro di Gaudí al Padiglione Spagnolo. Scoprono una comune fede cattolica devota e una visione artistica affine. Diventano inseparabili. C’è un aneddoto famoso : Gaudí una volta gli disse “A volte penso che siamo gli unici a cui piace questa architettura”. E Güell rispose : “A me la tua architettura non piace, la rispetto”.

    Cosa hanno costruito insieme

    Edifici di Gaudí che portano ancora il suo nome :

    • Palau Guell il suo palazzo di città vicino alle Ramblas

    • Park Guell nato nel 1900 come lottizzazione di lusso fallita sulle colline di Gràcia.

    Furono costruite solo due case, e nel 1923 la famiglia lo donò alla città come parco pubblico

    • Colonia Guell nel 1890 sposta la fabbrica da Sants a Santa Coloma de Cervelló e crea una colonia operaia sul modello britannico di Robert Owen e Titus Salt: case con stanze più grandi della media, finestre ampie, negozi, teatro, biblioteca e scuola. Lì Gaudí progetta la celebre Cripta, rimasta incompiuta ma capolavoro di archi catenari

    Bodegas Guell a Garraf e Pabellones Guell de Pedralbes Come industriale era un visionario paternalista, nel solco della tradizione britannica : voleva una comunità autosufficiente per i suoi operai. Muore nel 1918 proprio nella sua casa del Park Guell. Senza i soldi, la libertà e la fiducia cieca di Güell nelle idee radicali di Gaudí, il Modernismo di Barcellona non esisterebbe come lo conosciamo.

  • THREADS

    COMPORTAMENTO

    il comportamento che funziona meglio è molto diverso da quello di Instagram o X. L’algoritmo premia la conversazione, non la performance.

    Ecco le regole non scritte ma che contano davvero :

    Scrivi come parli, non come posti Threads premia il testo breve, diretto, con un punto di vista. I thread troppo costruiti come comunicati stampa o caption da Instagram vengono ignorati. Un’idea forte > una grafica perfetta.

    Conversa prima di pubblicare Il 70% del valore è nei commenti. Rispondere ad altri, aggiungere contesto, fare una battuta intelligente sotto un post altrui vale più di un post solitario. Chi arriva solo per buttare il link e andarsene viene penalizzato da tutti.

    Niente engagement bait “Commenta con SI se sei d’accordo”, “Algoritmo, aiutami”, sondaggi finti, follow x follow. Su Threads viene percepito subito come spam e silenziato.

    Gestisci la polemica Essendo una piattaforma testuale, il confine tra dibattito e litigio è sottilissimo :

    • non trasformare la cronaca in tifo

    • evita lo screenshot di tweet/post altrui per deridere

    • se critichi un’idea, critica l’idea, non la persona

    • usa la funzione “controllo citazioni” e silenzia senza paura

    Rispetta il formato.

    • Niente hashtag a grappolo. Uno, massimo due, solo se davvero necessari.

    • Video e foto funzionano se aggiungono qualcosa al testo, non se lo sostituiscono.

    • I link esterni abbassano la reach se messi nel post principale. Meglio nel primo commento.

    Coerenza su fediverse Ricorda che Threads è collegato al fediverse. Quello che pubblichi può essere visto anche fuori da Meta. Evita contenuti che non vorresti vedere fuori contesto.

    In sintesi. Su Threads vince chi porta un punto di vista chiaro, chi è riconoscibile per tono e temi, e chi tratta la timeline come un bar dove si discute, non come un palco dove si fa uno show.

  • CALAMARO GIGANTE

    Architeuthis dux

    E’ uno degli animali più elusivi degli oceani. Non è un mostro leggendario, ma quasi. Vive tra i 300 e i 1000 metri di profondità, nella zona mesopelagica dove la luce non arriva più. Per secoli è stato conosciuto solo attraverso carcasse spiaggiate e segni di ventose lasciati sulla pelle dei capodogli, il suo unico vero predatore.

    Dimensioni e anatomia Può superare i 12-13 metri di lunghezza totale, anche se la maggior parte del corpo è costituita dai due lunghi tentacoli prensili. Il mantello da solo arriva a circa 2-2,5 metri. Pesa fino a 270-280 kg. Ha gli occhi più grandi del regno animale: fino a 27 cm di diametro, dotati di un fotorecettore specializzato per captare la più piccola bioluminescenza nel buio. Possiede un becco corneo affilatissimo al centro dei tentacoli, una radula per sminuzzare, e un sistema nervoso estremamente sviluppato.

    Comportamento Non è il predatore aggressivo dei racconti ottocenteschi. È un cacciatore d’agguato, solitario, che resta sospeso nell’oscurità e colpisce con i tentacoli dotati di ventose dentellate che ruotano come seghe circolari. La sua carne è ricca di ammonio, il che gli permette di galleggiare senza sforzo ma lo rende immangiabile per l’uomo. È stato filmato vivo per la prima volta solo nel 2004 da un team giapponese, e ripreso in alta definizione nel suo habitat solo nel 2012. Prima di allora, ogni conoscenza era indiretta. Resta un animale quasi interamente sconosciuto : non si è mai osservato un accoppiamento, non si conoscono le aree di riproduzione, e non è mai stato allevato o tenuto in cattività.

  • CONFINE TRA CRONACA E SPETTACOLO

    tende ad assottigliarsi fino a diventare impercettibile quando l’informazione smette di avere come scopo primario la comprensione dei fatti e assume le logiche della rappresentazione. In questa trasformazione, il fatto non viene più esposto, viene messo in scena. Non conta solo cosa è accaduto, ma quanto può essere reso avvincente, divisivo, commentabile. La struttura narrativa prevale sul contenuto informativo. Alcuni tratti ricorrenti di questo fenomeno :

    La costruzione del conflitto come formato La complessità viene ridotta a scontro tra due poli opposti. L’obiettivo non è approfondire, ma alimentare una contrapposizione che possa prolungarsi, generare reazioni e fidelizzare un pubblico schierato.

    La centralità dei personaggi sul contesto I protagonisti della vicenda vengono trattati come personaggi di una trama. Le loro intenzioni, le loro frasi estrapolate, le loro reazioni diventano più rilevanti delle cause strutturali, dei dati, delle conseguenze reali.

    L’urgenza al posto della verifica Il bisogno di occupare continuamente lo spazio mediatico porta a riempire l’assenza di informazioni consolidate con ipotesi, anticipazioni, retroscena e commenti sul commento. Si crea così un flusso ininterrotto in cui la polemica sostituisce l’attesa necessaria all’accertamento.

    L’emozione come criterio di notiziabilità Un fatto vale in base alla sua capacità di suscitare indignazione, paura o identificazione immediata. Ciò che richiede studio, sfumatura o tempo viene marginalizzato perché poco performante. Il risultato è un ecosistema informativo in cui si discute molto intorno ai fatti e poco dei fatti stessi. Le narrazioni appaiono studiate non per chiarire, ma per trattenere l’attenzione, spostando l’asse dalla domanda “cosa è successo?” alla domanda “per chi tifi?”.

  • NOVO MESTO

    CAPOLUOGO della Dolenjska, nel sud-est della Slovenia, costruita su un’ansa a ferro di cavallo del fiume Krka.

    È chiamata anche “città sulla Krka”

    Storia breve

    Fondata nel 1365 dall’arciduca Rodolfo IV d’Asburgo come Rudolfswert, è una delle città più antiche della Slovenia. La posizione sull’ansa del fiume l’ha resa a lungo un centro fortificato e commerciale. L’area è anche uno dei siti archeologici più importanti d’Europa: qui sono state trovate le famose situle di bronzo e tombe dell’età del ferro, per cui Novo Mesto è soprannominata “città dei situla”.

    Com’è oggi

    È piccola, circa 24.000 abitanti e molto compatta. Il centro storico è tutto su Glavni trg, la piazza principale lunga e leggermente curva che segue la forma del promontorio. Case color pastello, caffè al piano terra, il municipio, la chiesa capitolare di San Nicola con la facciata gotica. In cinque minuti sei sul ponte di Kandija e sul lungofiume.

    È una città universitaria e industriale allo stesso tempo : sede della farmaceutica Krka e della Revoz (Renault), ma con un ritmo lento, molto verde intorno, colline di vigneti di Cviček, il vino rosso leggero tipico della zona. Non è una città monumentale come Lubiana, è una città da vivere piano: museo archeologico la mattina, passeggiata lungo la Krka, pranzo sul mercato, vino in collina a Otočec, dove c’è anche un castello su un’isoletta nel fiume.

  • OSIJEK

    SUL MARGINE ORIENTALE DELLA CROAZIA

    dove la pianura della Slavonia incontra il respiro lento della Drava, Osijek si configura come un organismo urbano stratificato, il cui profilo sintetizza secoli di transizioni geopolitiche e formali.

    L’origine antica, radicata nella Mursa romana, ha lasciato posto a una struttura della città frammentata e ricomposta attraverso l’architettura austro-ungarica e le fortificazioni settecentesche della Tvrđa.

    Questo nucleo fortificato, con la sua rigida geometria barocca, dialoga in modo silente con le espansioni successive dell’Art Nouveau lungo la European Avenue, traducendo il passaggio dal controllo militare alla dimensione borghigiana e industriale.

    Attraversata dal fiume che ne disegna la percezione spaziale, Osijek conserva la memoria dei conflitti recenti del Novecento pur riaffermando il proprio ruolo di centro culturale e intellettuale della regione.

    Le sue superfici urbane, segnate dal tempo e dalla storia, riflettono la persistenza di una comunità che ha saputo riappropriarsi del paesaggio fluviale e della propria identità istituzionale.

    Pvl

  • ESTREMISMO ONLINE

    rappresenta una delle sfide più complesse e sfuggenti della contemporaneità, poiché ha ridisegnato la geografia del radicalismo trasformando la rete da mero strumento di comunicazione a vero e proprio ambiente di incubazione ideologica. Nelle pieghe delle piattaforme digitali, l’adesione a visioni radicali non avviene più soltanto attraverso il contatto fisico o la militanza tradizionale, ma si sviluppa lungo percorsi individuali altamente personalizzati, veicolati da algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento emotivo dell’utente. La struttura stessa dei social media e delle community chiuse favorisce la creazione di casse di risonanza dove la polarizzazione viene amplificata e la sfumatura del pensiero critico sfuma gradualmente a favore di narrazioni semplificate e contrapposizioni nette tra appartenenti al gruppo ed esterni. Il linguaggio dell’estremismo in rete ha progressivamente abbandonato la retorica solenne del passato per adottare formule narrative multilivello, ricche di ironia, meme e citazioni sottili, capaci di mimetizzarsi nella cultura pop e di intercettare soprattutto le fasce più giovani. Questa strategia di estetizzazione della violenza e del risentimento rende i confini del fenomeno estremamente fluidi, sfumando la linea che separa la provocazione goliardica dall’effettivo reclutamento ideologico. La solitudine, il senso di alienazione ed il disorientamento sociale trovano così nello spazio digitale una risposta immediata e gratificante, offrendo all’individuo una comunità di appartenenza ed una spiegazione lineare per le proprie frustrazioni. Le dinamiche di radicalizzazione si giovano inoltre della velocità con cui i contenuti possono viaggiare attraverso servizi di messaggistica crittografata e forum periferici, rendendo gli interventi di moderazione e di contrasto istituzionale costantemente rincorsi rispetto all’evoluzione dei linguaggi e delle tecnologie. In questo scenario, la risposta non può esaurirsi nella semplice rimozione dei contenuti o nella censura algoritmica, interventi che spesso rischiano di alimentare narrazioni vittimistiche o di spingere i gruppi radicali verso settori ancora più oscuri ed inaccessibili della rete. Risulta indispensabile affiancare alle misure di sicurezza un’azione strutturale sul piano culturale ed educativo, volta a sviluppare un pensiero critico digitale ed a ricostruire legami sociali solidi nello spazio fisico. Solo una comprensione mirata delle cause profonde del disagio contemporaneo e dei meccanismi psicologici della fruizione digitale permetterà di arginare la deriva estremista, restituendo alla rete la sua funzione originale di spazio di dialogo e condivisione.

  • MARSIGLIA

    ZINGARI

    A Marsiglia gli “zingari” non sono un gruppo unico — è la città più multiculturale della Francia, e anche per i Rom è così.

    In Francia vengono chiamati in modo diverso a seconda dell’origine :

    Rom — arrivati più di recente dall’Europa dell’Est, Romania e Bulgaria

    Manouches / Sinté — con legami familiari storici in Germania e Italia

    Gitans / Kalé — con legami familiari con la Spagna

    Il termine ufficiale che usa la Gendarmerie è MENS, ma non è considerato neutro. Romanichel è considerato peggiorativo.

    Quanti sono e dove vivono

    Il numero esatto in Francia non si sa: le stime vanno da 20.000 a 400.000.

    L’associazione FNASAT parla di almeno 12.000 persone che vivono in campi informali nelle periferie delle grandi città.

    Marsiglia è sempre stata un punto caldo perché è porto di arrivo dal Mediterraneo.

    L’episodio più citato è del 9 agosto 2011: la città ha sgomberato con la forza 100 rom da un campo di fortuna vicino a Porte d’Aix, dando loro 24 ore per partire.

    Faceva parte di una politica nazionale molto più ampia : nel 2011 l’obiettivo era espellere 30.000 persone verso Romania e Bulgaria, con voli charter anche da Lione con circa 150 persone.

    Queste azioni sono state condannate dal Parlamento Europeo nel 2010 e hanno portato a uno scontro durissimo tra Sarkozy e la Commissione UE.

    Il legame con la Provenza

    A 100 km da Marsiglia c’è Saintes-Maries-de-la-Mer, che è il santuario spirituale dei Rom in Francia.

    Ogni maggio c’è il pellegrinaggio per Santa Sara, con bagno rituale in mare.

    È anche la terra di Django Reinhardt, il chitarrista Manouche più famoso.

    Oggi

    La situazione non è molto cambiata rispetto a 10 anni fa : campi informali nella zona nord di Marsiglia (St-Antoine, Aygalades, vicino all’autostrada), sgomberi ciclici, e associazioni locali che cercano di mediare per scolarizzazione e accesso all’acqua.

    Pvl

  • PESCHICI

    PERLA BIANCA DEL GARGANO

    È uno dei borghi più fotografati della Puglia: casette bianche a cascata sulla scogliera, vicoli strettissimi nel centro storico, castello normanno in alto e sotto la Baia, sabbia chiara e mare che quest’estate tutti sui social chiamano “la Grecia d’Italia” / la piccola Santorini d’Italia

    Cosa vedere

    Centro storico e Castello

    Parti da Piazza del Popolo, perdi un po’ di tempo tra le botteghe di ostie ripiene, taralli e ceramiche — è quello che si vede in tutti i reel di quest’anno.

    Il Castello (X sec.) domina il porto, da lì hai la vista icona su baia e trabucchi.

    Il lungomare e i trabucchi

    Passeggiata fino al porto, poi i trabucchi storici sul mare — le antiche macchine da pesca in legno, simbolo del Gargano.

    Il punto più instagrammato è la scultura di pietra a forma di cuore con scritto PESCHICI sul molo, tramonto obbligatorio

    Grotte marine e Isole Tremiti

    Dal porto di Peschici partono ogni giorno le barche per le grotte e per le Tremiti — 8:50 partenza, rientro alle 16:35, è la gita classica di un giorno.

    Peschici è descritta ovunque come “charming seaside village on the Gargano”

    Le spiagge

    Tutte a piedi dal paese:

    • quella sotto il borgo, sabbia fine, lidi con ombrellone+lettini intorno ai 10-18€. La più comoda se alloggi in centro

    • a est del centro, più riparata

    • Zaiana / Jalillo — a nord, dune e mare più aperto, dove molti fanno le foto con gli ombrelloni gialli e arancioni che vedi nei post di quest’estate

    • a ovest verso Vico del Gargano, più selvaggia, dentro il Parco

    La sera molte spiagge restano vive fino a tardi — “nights like this” con ombrelloni chiusi e luci del borgo riflesse sull’acqua

    Dove mangiare a Peschici centro

    Sei a Milano, quindi se vai giù prenota — ad agosto è tutto pieno:

    • ex rifugio di pirati nelle vie antiche, 4.9 su 235 recensioni, cucina di mare tradizionale pugliese

    • a picco sul mare, chef Domenico, esperienza più gourmet

    • enoteca/osteria in Via Forno, 4, degustazione prodotti artigianali pugliesi

    • per una pizza veloce, 5.0 su 100 recensioni

    Piatti da cercare : spaghetti alle vongole in riva al mare, panino col polpo fritto e tartare di salmone che tornano in tutti i dump di quest’anno, e ovviamente le ostie ripiene con mandorle.

    Perché piace tanto adesso

    Nei commenti non c’è dibattito — solo nostalgia : “Il mio amore”, “magico”, “ci ho lasciato il cuore”, gente che ci torna ogni anno da generazioni.

    Il video più condiviso di luglio la descrive proprio così : ti svegli, spiaggia, pesce alla griglia a pranzo, vicoli bianchi, tramonto alla Trattoria Costamarina

    Pvl

  • THOMAS HOUSEAGO

    SCULTORE BRITANNICO-AMERICANO

    uno dei più visibili scultori figurativi degli ultimi 20 anni.

    Chi è

    Nato nel 1972 a Leeds, Inghilterra, cresciuto da una madre single legata alla cultura.

    Ha studiato al Jacob Kramer Foundation College (1990-91) e ha preso il B.A. alla St. Martins School of Art di Londra nel 1994, poi De Ateliers ad Amsterdam, ha vissuto 8 anni a Bruxelles prima di trasferirsi a Los Angeles nel 2003, dove vive e lavora ancora.

    Vive a LA, oggi rappresentato a NY/Londra da Lévy Gorvy Dayan e in Europa da Xavier Hufkens.

    Come si presenta il lavoro

    Teste e corpi monumentali, astratti, che appaiono allo stesso tempo mitici e goffi — figure mastodontiche che sembrano cedere sotto il loro stesso peso.

    Mescola il linguaggio della scultura classica con un fare diretto e ruvido:

    Materiali

    gesso bianco, Tuf-Cal, canapa, tondino di ferro, argilla, bronzo, legno, pietra cenere — lo si vede chiaramente nei post recenti che documentano una singola testa in pietra cenere su base in bronzo grezzo, passando dall’intaglio del legno alla pietra/bronzo.

    Superficie

    fortemente scavata, segni lineari dell’utensile, occhi cavi, armature a vista. Opere come Striding Figure II (Ghost) del 2012 mostrano la gabbia scheletrica sotto, e Box Figure e Sitting Nude del 2006 usavano Tuf-cal, canapa e ferro.

    Temi

    Minotauro, maschere, nudi in piedi, il corpo come contenitore del trauma.

    Le sue sculture di Minotauro — teste di toro, nudi, muscolosi, esplicitamente sessualizzati come statuaria classica — sono state centrali nelle mostre 2024-2026.

    Il percorso di cui si parla ora

    Dopo essere stato “scoperto” intorno al 2006 per opere primordiali e potenti di grande scala, Houseago ha avuto importanti mostre museali tra cui The Artist’s Museum al MOCA LA (2010) e What Went Down al Modern Art Oxford.

    Nel 2020 si è pubblicamente allontanato dalla scultura durante un crollo mentale che ha collegato a un trauma infantile preverbale, elaborandolo con disegni a inchiostro e dipinti in un centro di cura in Arizona.

    L’articolo di copertina di CULTURED del 2024 lo ha inquadrato come “C’è speranza” — come è passato dal sentirsi “per niente in controllo del lavoro” al ritorno alla scultura, con il Minotauro come “la metafora perfetta del trauma… nato dalla perversione”.

    Quel ritorno ha definito gli ultimi due anni :

    2024

    Mostra di ritorno da Lévy Gorvy Dayan New York — monumentali Minotauri scuri e dipinti infuocati di lune.

    2026

    Thomas Houseago: Death’s Sacred Mirror da Lévy Gorvy Dayan Londra fino al 19 settembre 2026 — allestita come una camera delle meraviglie, mescola le sue figure grezze con maschere funerarie egizie, figure di Anubis e maestri moderni come Lucio Fontana, Jacob Epstein, Louise Bourgeois, Joseph Beuys. La critica la descrive come una meditazione su trauma, mortalità e sopravvivenza.

    2026

    First Light al Rubell Museum di Miami — tre figure monumentali (nudo in piedi in bronzo scuro, nudo in piedi in legno chiaro, figura seduta in legno) dove l’illuminazione è stata progettata per un “gioco di ombre”.

    2026

    Minotaur—Janus, 2024 in mostra all’Hirshhorn Museum di Washington DC fino al 29 novembre 2026, accompagnata da un talk come Distinguished Artist.

    Perché gli artisti come te lo seguono

    Per gli scultori che lavorano tra figurazione e astrazione, Houseago è un riferimento per mantenere viva la figurazione su scala architettonica senza lucidatura — lasciando canapa, gesso e tondino a vista, lasciando la figura vulnerabile.

    Se lavori con intaglio del legno e gesso come nella tua pratica a Milano, il suo passaggio legno → pietra cenere → bronzo documentato quest’estate è una linea tecnica molto diretta da osservare.

    Pvl

  • CHELSEA

    NEW YORK

    ARTE GLOBALE

    come artista significa misurarsi ogni giorno con la trasformazione profonda di uno dei quartieri più iconici di Manhattan. L’epoca d’oro degli anni Novanta, quando magazzini industriali abbandonati e garage dismessi offrivano grandi spazi a costi accessibili, ha lasciato il posto a una realtà completamente diversa.

    Oggi Chelsea è un distretto dell’arte globale di altissimo livello dominato dalle megagallerie di West Chelsea tra la 10th e la 11th Avenue, circondato da architetture avveniristiche e residenze di lusso. Per un artista contemporaneo, la quotidianità a Chelsea si divide generalmente tra due dimensioni molto distinte. Da un lato vi è la dimensione espositiva e relazionale. Passeggiare tra le gallerie lungo la 20th o la 24th Street non è un semplice passatempo, ma parte integrante del lavoro teorico e concettuale. Le inaugurazioni del giovedì sera restano il punto di ritrovo per galleristi, curatori, collezionisti e studiosi. La vicinanza con istituzioni come il Whitney Museum of American Art e la passeggiata sopraelevata della High Line garantisce un flusso continuo di sollecitazioni visive e confronti critici. Dall’altro lato c’è la sfida logistica. L’esplosione dei costi immobiliari ha reso quasi impossibile per un artista emergente o indipendente mantenere uno studio di produzione all’interno del quartiere. Molti creativi scelgono quindi di lavorare in aree limitrofe o nei distretti industriali di Brooklyn e del Queens, riservando a Chelsea il momento dell’analisi, della negoziazione e della presentazione delle opere. Chi riesce a risiedere o a produrre a Chelsea vive immerso in un contesto denso di storia culturale, dove le tracce del Chelsea Hotel e del passato bohémien convivono con il ritmo serrato del mercato dell’arte internazionale. È un’esperienza fondata sul contrasto continuo tra la memoria di un’estetica urbana ruvida e la compostezza patinata dello spazio espositivo contemporaneo.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Chelsea_(Manhattan)?wprov=sfti1

  • ANNA MAZZONE

    GIORNALISTA PROFESSIONISTA

    Conduttrice televisiva e inviata italiana, da molti anni volto noto dei telegiornali e dei programmi di approfondimento della Rai.

    Il suo percorso professionale si è sviluppato nell’ambito del giornalismo politico e internazionale, con una particolare specializzazione nelle dinamiche geopolitiche, nella politica estera e nella cronaca estera.

    Ha collaborato con diverse testate, agenzie di stampa e quotidiani nazionali prima di consolidare la sua presenza nel servizio pubblico televisivo.

    All’interno della Rai si è distinta per la conduzione di edizioni del TG2 e per il lavoro di inviata sul campo in contesti internazionali di rilievo, occupandosi di reportage e analisi di politica globale.

    Oltre alla conduzione e ai servizi telegiornalistici, partecipa regolarmente a dibattiti e trasmissioni di approfondimento incentrati sugli equilibri internazionali, sulla sicurezza globale e sulle questioni euro-mediterranee.

  • SOHO E TRIBECA

    L’archetipo del loft newyorkese trova in :

    SoHo e Tribeca due declinazioni apparentemente affini ma strutturalmente distinte, nate da traiettorie storiche e sociali differenti. In origine, gli ampi spazi industriali e commerciali di SoHo vennero conquistati negli anni sessanta dagli artisti, attratti dalle imponenti vetrate di ghisa, dalle altezze monumentali dei soffitti e dalla luce naturale ideale per la pittura di grande formato.

    Nel corso dei decenni la profonda gentrificazione ha trasformato SoHo nel cuore pulsante della moda e del design globale, convertendo gli storici spazi manifatturieri in residenze ultra-esclusive immerse tra boutique di lusso e gallerie d’arte. Tribeca ha seguito un percorso parallelo ma leggermente tardivo, evolvendo dagli antichi magazzini merci e mercati tessili lungo l’Hudson verso una dimensione architettonica ancora più imponente e riservata.

    I loft di Tribeca si distinguono per planimetrie spesso più generose e articolate, soffitti con travi a vista in legno massello e mattoni a vista dal sapore industriale spiccato. L’atmosfera di Tribeca offre una riservatezza residenziale marcata, caratterizzata da strade in pietra silenziose e un contesto urbano più tranquillo rispetto all’intenso flusso pedonale e commerciale che attraversa quotidianamente le vie di SoHo.

  • GIOVANNI VILLANI

    BARI

    Medico dermatologo e venereologo pugliese. Taranto 1919 – Bari 1996 Il Dott. Giovanni Villani ha compiuto gli studi in Medicina e Chirurgia, specializzandosi successivamente in Dermatologia e Venereologia, branca che all’epoca comprendeva in un unico percorso le malattie della pelle e le patologie veneree. Pur essendo originario di Taranto, ha svolto la sua attività professionale a Bari, dove è diventato negli anni del dopoguerra un punto di riferimento clinico e specialistico per il territorio pugliese. In un periodo in cui la dermatologia in Puglia era ancora in fase di strutturazione ospedaliera e universitaria, la sua figura ha rappresentato una presenza consolidata nella pratica clinica cittadina. La sua attività si colloca storicamente tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’70/’80, decenni fondamentali per lo sviluppo della dermatologia moderna in Italia.

  • SALVATORE D’ALESIO

    BARI

    Scheda sintetica :

    Nome : Salvatore D’Alesio

    Qualifica : Letterato, docente, saggista, francesista

    Nato : Altamura (BA), 14 settembre 1891

    Morto : Bari, 20 luglio 1969

    Formazione : Dottore in Lingue, Letterature e Istituzioni Europee. Laureato presso l’Università di Grenoble, Francia.

    1. Formazione e anni francesi

    Formatosi interamente in Francia, dove si laureò a Grenoble.

    Negli anni 1912-1913 ricoprì il prestigioso incarico di :

    Lettore di lingua e letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere della Sorbona di Parigi.

    Quell’esperienza diretta con la lingua e la cultura francese segnò tutto il suo percorso successivo.

    2. Carriera accademica

    Rientrato in Italia, fu :

    Professore di Letteratura Francese presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Bari.

    Educò e formò numerose generazioni di giovani, ed è ricordato come figura di riferimento per gli studi di francesistica in Puglia.

    3. L’Opera principale

    Autore di molte pubblicazioni didattiche e saggistiche, è celebre soprattutto per :

    Nuova grammatica antologia della lingua francese

    L’opera fu pubblicata storicamente dalle edizioni Chiantore e poi, nelle sue edizioni più diffuse, da Ermanno Loescher di Torino, con numerose ristampe tra cui quelle del 1941 e del 1954.

    Fu testo adottato per molti anni nelle scuole medie e superiori italiane e considerato un vero testo di riferimento.

    4. Perché la sua grammatica era diversa

    A differenza delle grammatiche puramente normative dell’epoca, quella di D’Alesio era innovativa per tre motivi :

    Struttura antologica :

    univa teoria grammaticale e antologia di testi letterari francesi.

    Approccio pratico-integrato :

    alla regola seguivano immediatamente esercizi applicativi, traduzioni, lettere commerciali e corrispondenza.

    Metodo attivo :

    puntava su esercizi frequenti e contestualizzati, un metodo che oggi definiremmo moderno, per consolidare subito la competenza linguistica.

    5. Profilo umano e memoria

    Nelle note biografiche a lui dedicate viene descritto come uomo che :

    “Credette fermamente e romanticamente nei valori dello spirito e nel fascino del cristianesimo attivo, dolci e insostituibili tesori umani cui dedicò tutta la sua vita.”

    Il suo nome resta nella toponomastica della città dove insegnò e visse: a Bari gli è intitolata Via Professore Salvatore D’Alesio, nel quartiere San Paolo.


  • TATARSTAN

    rappresenta uno dei nodi storici e culturali più affascinanti dell’intera Eurasia centrale.

    Adagiata nel cuore della Russia europea, questa repubblica autonoma racchiude in sé l’eredità dell’antica Bulgaria del Volga e del successivo Khanato di Kazan, conquistato da Ivan il Terribile nel 1552.

    Questa stratificazione storica ha plasmato un’identità collettiva unica, dove le tradizioni turco-islamiche dei tatari si intrecciano con quelle slavofone e ortodosse.

    La capitale Kazan ne costituisce il simbolo perfetto.

    Il suo celebre Cremlino, inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, vede la maestosa moschea Kul Sharif ergersi a pochi metri dalla secolare Cattedrale dell’Annunciazione.

    Questa coesistenza non riguarda solo l’architettura, ma si riflette nella vita quotidiana, nelle istituzioni civili e nelle espressioni artistiche della regione.

    Sul piano economico, il Tatarstan si distingue come una delle realtà più dinamiche e avanzate della Federazione Russa.

    Il sottosuolo, ricco di risorse idrocarburiche, alimenta una potente industria di raffinazione e petrolchimica.

    Parallelamente, il territorio ha sviluppato un polo d’eccellenza manifatturiero e meccanico, noto per la produzione di veicoli pesanti e per le industrie aerospaziali, affiancato negli ultimi decenni da importanti investimenti nelle tecnologie dell’informazione e nell’innovazione universitaria.

    Dal punto di vista paesaggistico, il territorio è dominato dall’imponenza del fiume Volga e dai suoi affluenti, che disegnano un ambiente prevalentemente pianeggiante e fertile, segnato da grandi bacini idrici e da una secolare tradizione agricola.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Tatarstan?wprov=sfti1

    Pvl

  • FABIO CANINO

    NATO A FIRENZE IL 15 AGOSTO 1963

    rappresenta una delle figure più poliedriche dello spettacolo italiano contemporaneo.

    La sua carriera si sviluppa lungo diverse direttrici espressive, spaziando dal teatro classico all’intrattenimento televisivo, fino al giornalismo e alla scrittura.

    La sua formazione artistica affonda le radici nella Bottega Teatrale di Firenze e si perfeziona al Centro di Teatro Attivo di Milano.

    Sul palcoscenico ha interpretato opere classiche sotto la guida di maestri come Carlo Cecchi e Luca Ronconi, affermandosi successivamente come autore, regista e adattatore di testi teatrali contemporanei a tematica sociale e culturale, tra cui l’iconica commedia Fiesta.

    In ambito televisivo, dopo gli esordi con Gianni Boncompagni in Macao e la partecipazione a Le Iene, Canino ha saputo costruire una presenza riconoscibile grazie al suo stile ironico e arguto.

    Dalla metà degli anni duemila è noto al grande pubblico principalmente per il ruolo di giurato in Ballando con le stelle su Rai 1.

    Parallelamente ha sviluppato un’intensa attività radiofonica per emittenti quali Rai Radio 2 e Radio Capital.

    È autore di diversi saggi e romanzi nei quali affronta con sottile lucidità il costume sociale, i diritti civili e le tematiche dell’identità, consolidando un profilo intellettuale attento alle dinamiche della contemporaneità.

    Pvl

  • TRANI

    PALAZZI NOBILIARI

    Il patrimonio architettonico di Trani si distingue per una straordinaria concentrazione di residenze gentilizie e palazzi nobiliari edificati principalmente tra il Rinascimento e il Settecento, periodi in cui la città conobbe una notevole fioritura economica, culturale e giudiziaria.

    La pietra locale tranese, con le sue calde sfumature chiare, definisce l’armonia formale e il rigore visivo di queste dimore storiche distribuite tra il borgo antico e le vie adiacenti al porto.

    Palazzo Torres

    sorge nella scenografica Piazza Duomo di fronte alla Cattedrale ed è un imponente edificio del XVI secolo appartenuto alla nobile famiglia di origine spagnola Torres.

    Presenta una facciata classica rigorosa che domina la piazza principale ed è storicamente legato alle istituzioni giudiziarie della città.

    L’architettura riflette il passaggio dalle forme rinascimentali alle volumetrie dell’epoca moderna.

    Palazzo delle Arti Beltrani

    è una dimora seicentesca situata nel cuore del centro storico, originariamente appartenuta alla famiglia Passasepe e successivamente ai Beltrani.

    Attualmente costituisce uno dei principali poli culturali cittadini ospitando il polo museale e la Pinacoteca Ivo Scaringi.

    L’edificio si sviluppa attorno a una corte interna ed è caratterizzato da saloni espositivi ben conservati.

    Palazzo Covelli

    si trova lungo via Ognissanti ed è considerato uno degli esempi più raffinati di architettura civile settecentesca a Trani.

    Noto localmente per la ricchezza delle sue decorazioni interne e dei saloni affrescati.

    L’impianto scenografico dell’ingresso e la struttura degli interni evidenziano il gusto tardo-barocco della nobiltà dell’epoca.

    Palazzo Lambert già Palagano

    testimonia le stratificazioni architettoniche più antiche della città, con origini risalenti al Quattrocento.

    Conserva elementi strutturali tardo-medievali e rinascimentali, tra cui il portale ad arco ogivale.

    Rilevante per la presenza delle cornici marcapiano originali e per la posizione nell’antico tessuto urbano.

    Palazzo de Angelis – Ventricelli

    sorge anch’esso lungo l’asse storico di via Ognissanti ed evidenzia il rigore dell’architettura nobiliare tranese.

    Si distingue per il portale d’ingresso in bugnato che dona un marcato effetto chiaroscurale alla facciata.

    Gli spigoli dell’edificio mostrano stemmi araldici scolpiti nella pietra a testimonianza della casata.

    Pvl

  • ERCOLE MASELLI

    è stato un critico d’arte, saggista e figura di rilievo nel panorama culturale e artistico romano della prima metà del Novecento.

    Di origini molisane (legato al borgo di Pescolanciano), si stabilì a Roma dove svolse un’intensa attività critica su diverse testate e periodici dell’epoca.

    La sua figura è celebre anche per l’impronta culturale lasciata sulla sua famiglia:

    Titina Maselli (1924-2005)

    primogenita, è stata una tra le più importanti pittrici e scenografe italiane del Secondo Novecento.

    Fu proprio Ercole a incoraggiarne precocemente il talento regalandole i primi colori a undici anni e consigliandole di non frequentare l’Accademia di Belle Arti per non condizionarne l’istinto figurativo.

    Francesco “Citto” Maselli (1930-2023)

    figlio minore, è stato un celebre regista cinematografico e intellettuale.

    L’ambiente domestico creato da Ercole Maselli e dalla moglie Elena Labroca fu un vivace salotto frequentato da artisti, scrittori e critici della scena romana dell’epoca, elemento fondamentale per la formazione artistica dei figli.

    Pvl

  • LECCE

    MUSEO SIGISMONDO CASTROMEDIANO

    Rappresenta la più antica istituzione museale pubblica della Puglia, fondata nel 1868 per iniziativa dell’omonimo patriota ed erudito salentino.

    Situato in Viale Gallipoli a Lecce, l’istituto costituisce un punto di riferimento fondamentale per la comprensione delle stratificazioni storiche e culturali dell’intera penisola salentina.

    Il percorso espositivo si articola attraverso sezioni tematiche che abbracciano un arco temporale eccezionalmente ampio.

    La sezione archeologica custodisce reperti che vanno dalla preistoria all’età messapica e romana, includendo importanti testimonianze ceramiche, iscrizioni e corredi funerari.

    La pinacoteca e l’area dedicata alle arti figurative documentano invece la produzione artistica dal Medioevo al Novecento, con particolare riguardo alle pale d’altare, alle sculture e ai dipinti di scuola pugliese e napoletana compresi tra il Quattrocento e il Settecento.

    Pvl

  • FACEBOOK

    SENSAZIONE DI SOFFOCAMENTO

    burocratico e tecnologico su piattaforme come Facebook o Instagram è reale e condivisa da un numero crescente di utenti.

    La rincorsa ossessiva di Meta alla “sicurezza” ha trasformato l’esperienza digitale in un percorso a ostacoli costellato da blocchi improvvisi, verifiche in due passaggi aggressive, algoritmi di moderazione automatica privi di discernimento e filtri anti-spam che scambiano la libera espressione o il normale dibattito per attività sospette.

    Questa pressione costante produce tre effetti perversi sul pubblico :

    La frizione continua

    Chiedere codici, riconoscimenti facciali, conferme via mail o bloccare funzioni per “attività insolite” solo perché ci si collega da un nuovo dispositivo stanca l’utente medio, che cerca immediatezza e trova burocrazia.

    L’arbitrarietà degli algoritmi

    La sicurezza affidata alle intelligenze artificiali finisce per penalizzare contenuti innocui, post analitici o opinioni fuori dal coro, lasciando invece passare il vero spam e i bot.

    L’utente si sente sorvegliato da un giudice cieco e senza possibilità di appello reale.

    L’illusione del controllo

    Dietro la parata di misure protettive si cela spesso la necessità aziendale di tutelarsi sul piano legale di fronte alle normative europee ed internazionali, scaricando il peso della rigidità sull’utente finale.

    Quando la protezione diventa controllo asfissiante e burocrazia digitale, la piattaforma perde la sua funzione primaria di spazio di relazione e libera circolazione delle idee, spingendo le persone verso la rassegnazione o verso l’abbandono progressivo del servizio.

    Pvl

  • RELAZIONE

    RIPRENDERE I FILI

    con un amore del passato dopo lunghi anni di distanza rappresenta un viaggio emotivo complesso, sospeso tra la rassicurante familiarità del ricordo e la totale incognita del tempo trascorso.

    Il rischio più insidioso in queste dinamiche umane è quello di :

    innamorarsi del fantasma di ciò che siete stati

    dimenticando che le esperienze e le cicatrici degli anni intermedi hanno inevitabilmente plasmato e riscritto le vostre identità attuali.

    Non si tratta assolutamente di riavvolgere il nastro per ricominciare in modo illusorio da dove ci si era interrotti, ma di avere la lucidità e il coraggio di :

    costruire un legame totalmente inedito

    riconoscendo nell’altro un affascinante sconosciuto che condivide con noi una radice antica.

    Affinché questo nuovo capitolo possa fiorire senza essere inesorabilmente soffocato dalle ceneri del passato, diventa essenziale :

    affrontare con spietata onestà le vecchie ragioni del vostro allontanamento

    disinnescando le antiche tossicità prima che possano infettare il respiro del presente.

    La vera e profonda sfida è guardarsi negli occhi oggi senza pretendere di ritrovare le esatte geometrie emotive di ieri, accettando serenamente che la passione maturata possa avere sfumature meno irruenti ma infinitamente più consapevoli e radicate.

    C’è un timore specifico che ti frena in questo delicato riavvicinamento, o senti che questa volta le premesse interiori sono finalmente quelle giuste per entrambi?

    Pvl

  • RAIMONDO ORSINI DEL BALZO

    NOTO COME RAIMONDELLO

    c. 1355 – 17 gennaio 1406

    è stato uno dei nobili italiani più potenti e influenti della fine del XIV e dell’inizio del XV secolo.

    In qualità di Principe di Taranto e Conte di Lecce, è stato una figura politica e militare dominante nel Regno di Napoli.

    Registro e stile

    La traduzione adotta un registro storico e formale, ideale per descrivere biografie e figure di rilievo storico.

    Terminologia chiave

    Titoli nobiliari come Prince of Taranto e Count of Lecce sono stati resi correttamente con :

    Principe di Taranto e

    Conte di Lecce

    Conservazione semantica

    Le date, i nomi propri e la struttura del testo originale sono stati mantenuti intatti per preservare la precisione storica.

    Pvl

  • GALATINA

    BASILICA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA

    Straordinario capolavoro dell’architettura gotica e romanica, celebre in tutto il mondo per il suo immenso ciclo di affreschi trecenteschi e quattrocenteschi che ricoprono interamente le pareti interne, spesso definita la “Assisi della Puglia”.

    Architettura e Affreschi

    La chiesa custodisce splendidi cicli pittorici ispirati all’Apocalisse, all’Antico e al Nuovo Testamento e alle storie di Santa Caterina d’Alessandria, realizzati da maestri giotteschi.

    Orari di Apertura

    Generalmente accessibile la mattina dalle 08:30 alle 12:30 e nel pomeriggio dalle 16:00 alle 19:45 (la domenica mattina l’apertura è leggermente posticipata alle 10:00).

    Storia

    Fu fatta erigere alla fine del XIV secolo da Raimondello Orsini Del Balzo al ritorno da un viaggio in Terra Santa, dove aveva ottenuto una reliquia (un dito) della Santa.

    Pvl

  • TABLET LENOVO

    SONO MOLTO PESANTI MA….

    Se hai notato che molti tablet di Lenovo tendono ad essere un po’ più pesanti o massicci rispetto ad alternative di pari fascia (come alcuni modelli di Samsung o Apple), non è un’impressione casuale: ci sono motivi costruttivi, di materiali e di filosofia di prezzo ben precisi dietro questa scelta.

    Le ragioni principali di questo peso superiore sono:

    1. Scelta dei materiali (Struttura Unibody in metallo)

    Molti tablet Lenovo, anche quelli di fascia media o economica (come le serie Tab M o P), utilizzano una scocca in alluminio o leghe metalliche anziché ricorrere estesamente alla plastica.

    Il vantaggio: Il metallo offre una sensazione premium, una maggiore rigidità strutturale e una migliore dissipazione del calore.

    Il risvolto della medaglia: L’alluminio pesa inevitabilmente di più rispetto alle plastiche rinforzate o ai policarbonati leggeri usati da altri marchi per contenere i grammi sulla bilancia.

    2. Rapporto qualità-prezzo e compromessi ingegneristici

    I marchi più costosi (come Apple con gli iPad Pro o Samsung con i Galaxy Tab di fascia alta) investono ingenti risorse in ingegneria dei materiali avanzati (come leghe di magnesio o titanio) e in una progettazione interna millimetrica per limare ogni singolo grammo mantenendo la sottigliezza. Lenovo si posiziona spesso in una fascia di mercato molto aggressiva sul piano del prezzo. Progettare dispositivi estremamente sottili ma al contempo resistenti alla torsione richiede tecniche costruttive e telai interni più costosi; per mantenere i costi di produzione accessibili, si tende a preferire una struttura metallica più semplice, solida e… leggermente più pesante.

    3. Batteria e componenti orientate alla multimedialità

    Molti tablet Lenovo puntano molto su:

    Autonomia generosa: Batterie con amperaggi elevati pesano fisicamente di più.

    Comparti audio avanzati: Spesso i tablet Lenovo integrano sistemi a 4 altoparlanti (quad-speaker) ottimizzati (spesso con marchio JBL o Dolby Atmos) che richiedono cavetteria, magneti e casse di risonanza interne capaci di aggiungere peso complessivo al dispositivo.

    Display ampi: Molti dei modelli più diffusi (come i Tab P da 11 a 12 pollici) offrono schermi molto grandi che, richiedendo un rinforzo strutturale del vetro e del pannello posteriore per evitare flessioni, risultano inevitabilmente più pesanti rispetto a formati più piccoli.

    In sintesi, il peso dei tablet Lenovo è spesso il “prezzo da pagare” per avere una struttura interamente in metallo, una buona robustezza generale e un prezzo di vendita competitivo, sacrificando un po’ la leggerezza estrema.

    Pvl

  • INFARTO

    SVOLTA NELLA PREVENZIONE

    Risiede nel drastico abbassamento dei livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) e nella capacità di trattare precocemente l’aterosclerosi prima che si verifichi un evento acuto.

    Tra le principali novità terapeutiche che stanno trasformando la cardiologia preventiva figurano diversi filoni di ricerca e approvazione farmaceutica:

    Inibitori del PCSK9 (Anticorpi monoclonali)

    Farmaci come evolocumab agiscono bloccando la proteina PCSK9, permettendo al fegato di rimuovere maggiori quantità di colesterolo LDL dal sangue.

    Gli studi clinici più recenti (tra cui lo studio VESALIUS-CV) ne hanno dimostrato l’efficacia non solo in prevenzione secondaria (per chi ha già avuto un infarto), ma anche in prevenzione primaria, riducendo significativamente il rischio di primo infarto o ictus in soggetti ad alto rischio cardiovascolare.

    Nuovi farmaci orali e inibitori di nuova generazione

    Accanto alle iniezioni periodiche, si stanno affermando trattamenti orali (come i nuovi inibitori di PCSK9 in pillola somministrati una volta al giorno) pensati per chi non raggiunge i target terapeutici con le sole statine.

    Piccoli RNA interferenti (siRNA)

    Molecole come inclisiran agiscono con un meccanismo a silenziamento genico che richiede pochissime somministrazioni all’anno (tramite iniezione sottocutanea), garantendo una riduzione costante e prolungata del colesterolo LDL.

    Terapie geniche (Editing genomico)

    Frequenti ricerche avanzate (basate su tecnologie come CRISPR) stanno testando trattamenti a singola infusione in grado di modificare geni bersaglio coinvolti nel metabolismo dei lipidi (es. ANGPTL3 o PCSK9), con l’obiettivo teorico di azzerare la dipendenza da pillole quotidiane.

    Il principio clinico fondamentale

    Il mantra della cardiologia moderna rimane “più basso è, meglio è, e prima si interviene, meglio è”.

    La placca aterosclerotica si accumula nel tempo e l’abbassamento precoce dell’LDL impedisce la formazione di lesioni che potrebbero ostruire le coronarie.

    I farmaci ipolipemizzanti innovativi non sostituiscono la necessità di uno stile di vita sano (dieta equilibrata, attività fisica costante, astensione dal fumo), ma rappresentano un’arma decisiva per i soggetti ad alto rischio genetico o clinico.

    Pvl

  • FABIO FORTUNA

    ECONOMISTA

    accademico e saggista italiano, noto al grande pubblico anche per i suoi frequenti interventi nei media su temi economici, finanziari e di politica economica.

    Profilo e carriera accademica

    Ha ricoperto a lungo la carica di Rettore dell’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma, dove è anche professore ordinario di Economia Aziendale.

    Nel corso della sua carriera docente e di ricerca si è occupato in modo approfondito di bilancio d’esercizio, governance aziendale, mercati finanziari e strategie d’impresa, firmando numerose pubblicazioni scientifiche e manuali universitari.

    Attività divulgativa e media

    È una presenza costante nei principali programmi televisivi e radiofonici italiani di approfondimento economico e di attualità (sui canali RAI, Mediaset e La7), dove viene interpellato per commentare l’andamento dei mercati, le manovre finanziarie, l’inflazione e le politiche della Banca Centrale Europea.

    La sua cifra divulgativa si caratterizza per un approccio chiaro e accessibile, orientato a spiegare dinamiche macroeconomiche complesse in termini semplici e concreti.

    Pvl

  • THREADS

    UTILIZZARLO AL MEGLIO

    Per far crescere un profilo in modo efficace, occorre sfruttare la sua natura dinamica e orientata alla conversazione. A differenza di piattaforme focalizzate sulle immagini come Instagram, Threads premia il testo, la prontezza nel dibattito e la rilevanza delle interazioni.

    La prima regola è curare l’esordio dei post

    I primi novanta o cento caratteri devono catturare subito l’attenzione, proponendo un’idea chiara, una domanda provocatoria o un punto di vista originale su un tema d’attualità.

    La costanza di pubblicazione è fondamentale

    Pubblicare con regolarità aiuta l’algoritmo a comprendere l’argomento del profilo e a mostrarlo nelle sezioni “Per te” degli utenti interessati a quella specifica nicchia.

    Interagire con la community è l’aspetto più importante

    Non basta pubblicare i propri contenuti, ma è decisivo commentare i post altrui con interventi argomentati, rispondere sempre a chi lascia un messaggio e avviare discussioni costruttive.

    Utilizzare i tag tematici in modo mirato aiuta la reperibilità

    Threads permette di inserire un solo tag per post, quindi è bene scegliere una parola chiave altamente rappresentativa dell’argomento trattato.

    L’integrazione con il formato visuale arricchisce il testo

    Alternare post solo testuali a contenuti accompagnati da immagini, brevi video o sondaggi aumenta l’interesse visivo nel feed.

    I thread sequenziali funzionano molto bene per approfondire

    Quando un concetto è complesso, dividerlo in una serie di brevi post collegati facilita la lettura e stimola la condivisione.

    Evitare l’auto-promozione continua preserva il valore del profilo

    La piattaforma predilige lo scambio di idee authentic; è sempre meglio offrire contenuti utili, riflessioni o storie prima di proporre link esterni o prodotti.

  • GRUPPO FRATELLI COSULICH

    Rappresenta una delle storiche dinastie dell’armamento e della logistica marittima internazionale.

    La storia aziendale prende avvio nel 1857 a Lussinpiccolo, nell’arcipelago adriatico di Lussino, quando il capitano Antonio Felice Cosulich commissionò il brigantino Fides insieme ai propri soci.

    Sul finire dell’Ottocento la famiglia trasferì il centro delle proprie attività commerciali e armatoriali a Trieste, allora principale sbocco marittimo dell’Impero austro-ungarico.

    Nei primi decenni del Novecento la società ampliò radicalmente le proprie operazioni con la creazione dell’Unione Austriaca di Navigazione, nota poi come Austro-Americana, sviluppando le rotte passeggeri e merci a lungo raggio verso le Americhe.

    Allo stesso periodo risale la fondazione del Cantiere Navale Triestino a Monfalcone ad opera dei fratelli Callisto e Alberto Cosulich.

    Nel corso del Novecento l’impresa ha affrontato la riorganizzazione dei servizi di linea transatlantici, legando il proprio nome a famose unità passeggeri come la Saturnia e la Vulcania, prima del confluire della flotta di linea nella compagnia di stato Italia Flotte Riunite.

    Oggi il Gruppo Fratelli Cosulich è una multinazionale diversificata della logistica e dei servizi marittimi con sede principale a Genova e sede legale a Trieste.

    La gestione aziendale fa capo alla famiglia originaria ed opera su scala globale nei settori del bunkeraggio navale, delle agenzie marittime, del brokeraggio, delle spedizioni internazionali e delle forniture industriali.

    Pvl

  • BARI

    PASQUALE SORRENTI

    BARI

    Pasquale Sorrenti è stato una figura centrale e insostituibile nel panorama culturale barese del Novecento, ricordato tanto per la sua attività di libraio quanto per quella di appassionato bibliografo e storiografo locale.

    La sua storica libreria, situata prima in via Nicolai e successivamente nel cuore di Bari, è stata per decenni un punto di riferimento fondamentale per intellettuali, docenti universitari, studenti e semplici amanti della storia pugliese.

    Non era soltanto un luogo di vendita, ma un vero e proprio cenacolo culturale dove si incrociavano saperi e memoria storica.

    Accanto all’attività commerciale, Sorrenti ha svolto un imponente lavoro di ricerca e catalogazione che ha salvato dall’oblio la memoria di Bari e della Puglia.

    Tra le sue opere bibliografiche e storiografiche più note si ricordano volumi fondamentali come I giornali di Bari, La stampa periodica pugliese, Il teatro a Bari e il celebre dizionario sugli Scrittori pugliesi.

    Grazie al suo instancabile rigore documentario e alla sua dedizione alla storia patria, la figura di Pasquale Sorrenti rimane un pilastro per chiunque voglia studiare o approfondire l’evoluzione letteraria e sociale della città di Bari.

    Pvl

  • NAFPAKTOS

    LEPANTO

    conosciuta storicamente con il nome italiano di Lepanto, è una cittadina costiera della Grecia situata lungo la sponda settentrionale del golfo di Corinto, all’ingresso dello stretto di Rion-Antirrion.

    La sua posizione geografica tra le montagne della Grecia centrale e le acque del golfo l’ha resa per secoli un presidio militare e commerciale di primaria importanza.

    Le origini della città affondano nella mitologia e nella storia antica.

    Secondo il racconto tradizionale, il nome deriva da naus (nave) e pegnymi (costruire), a indicare il luogo dove i Dori costruirono la flotta necessaria per attraversare il golfo e invadere il Peloponneso. In epoca classica ed ellenistica,

    Nafpaktos rappresentò un conteso avamposto strategico, passando sotto il controllo di Atene, di Sparta e della Lega Etolica, prima di venire assoggettata all’Impero Romano.

    La conformazione urbana attuale conserva un’impronta distintiva legata al periodo di dominazione veneziana e ottomana.

    I Veneziani fortificarono l’insediamento racchiudendo il centro abitato con mura imponenti che scendono dalla rocca sovrastante fino al piccolo porto circolare.

    Questo bacino portuale, racchiuso da due torri merlate con un accesso stretto, costituiva un riparo sicuro per le galee ed è tuttora uno dei tratti paesaggistici più caratteristici della città.

    Il nome Lepanto è legato in modo indissolubile alla celebre battaglia navale del 7 ottobre 1571.

    Lo scontro si svolse nelle acque antistanti l’imboccatura del golfo di Patrasso, a breve distanza dalla città, dove la flotta della Lega Santa affrontò e sconfisse l’armata navale dell’Impero Ottomano.

    Pur non modificando immediatamente gli assetti territoriali della regione, la battaglia ebbe un impatto enorme sulla storiografia europea e sull’immaginario dell’epoca.

    Oggi Nafpaktos si presenta come una località che unisce la testimonianza dei suoi monumenti storici a una vocazione turistica legata al mare e al paesaggio.

    Il castello veneziano, adagiato sul colle ricoperto di pini, domina l’intero golfo e offre una vista che si estende fino al moderno ponte di Rion-Antirrion, la grande opera ingegneristica che collega la Grecia continentale al Peloponneso.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Lepanto?wprov=sfti1

    Pvl

  • GUADALQUIVIR

    FIUME / ANDALUSIA

    Rappresenta uno degli assi geografici, storici ed economici più significativi dell’intera Penisola Iberica.

    Con una lunghezza di circa 657 chilometri e un bacino idrografico che supera i 57.000 chilometri quadrati, il fiume attraversa da est a ovest l’ANDALUSIA, plasmandone il paesaggio, l’agricoltura e le dinamiche degli insediamenti umani.

    La sua sorgente si trova a oltre 1.300 metri di altitudine nella Sierra de Cazorla, all’interno della provincia di Jaén.

    Dai rilievi montuosi della Cordigliera Betica, il corso d’acqua scende verso la vasta pianura alluvionale nota come Depressione Betic-Guadalquivir, raccogliendo i contributi di numerosi affluenti.

    Tra i principali tributari di sinistra idrografica spicca il Genil, che nasce dai ghiacciai della Sierra Nevada e attraversa Granada, portando un solido contributo idrico prima della confluenza nei pressi di Palma del Río.

    L’ultimo tratto del fiume si snoda tra i paesaggi umidi delle Marismas, una complessa rete di acquitrini e canali naturali che costituisce il cuore del Parco Nazionale di Doñana, prima della definitiva foce nell’Oceano Atlantico nei pressi di Sanlúcar de Barrameda.

    La toponomastica del fiume custodisce la stratificazione culturale delle civiltà che ne hanno abitato le sponde.

    I Fenici vi legarono le prime rotte verso il regno di Tartessos, mentre in epoca romana l’arteria assunse il nome di Baetis, dando la denominazione all’intera provincia della Hispania Baetica.

    I Romani resero il fiume navigabile fino a Corduba, l’attuale Cordova, trasformandolo nel canale privilegiato per l’esportazione verso Roma di olio d’oliva, grano e minerali estratti dalla Sierra Morena.

    Con la conquista islamica della penisola nel VII secolo, il fiume ricevette la denominazione di al-Wādī al-Kabīr, letteralmente “il fiume grande”, da cui è derivata la forma castigliana attuale.

    La centralità strategica del Guadalquivir toccò il suo culmine nei secoli XVI e XVII, in seguito alla colonizzazione spagnola delle Americhe.

    Con la scelta di Siviglia come sede della Casa de Contratación nel 1503, la città divenne il monopolio commerciale dell’Impero spagnolo.

    Le galeoni provenienti dalle Indie risalivano il fiume per circa 80 chilometri fino al porto continentale di Siviglia, scaricando spezie, argento e merci preziose al riparo dagli attacchi dei pirati atlantici.

    Questo periodo d’oro trasformò Siviglia in una delle metropoli più ricche e cosmopolite d’Europa, sebbene i progressivi problemi di insabbiamento del letto fluviale costrinsero infine, nel XVIII secolo, a trasferire il porto coloniale alla baia di Cadice.

    Oggi il Guadalquivir resta una risorsa vitale per il meridione della Spagna.

    Le sue acque alimentano le estese coltivazioni d’ulivo, di cotone e di riso che caratterizzano la pianura andalusa, oltre a garantire l’approvvigionamento energetico tramite diversi bacini idroelettrici.

    Il tratto compreso tra Siviglia e il mare rimane tuttora l’unico canale fluviale commerciale attivo della Spagna, consentendo l’accesso sia al traffico merci sia alle navi da crociera.

    #andalusia

  • UKKO METSOLA

    MANAGER

    Consulente di relazioni pubbliche e politologo finlandese, noto per la sua lunga carriera nelle relazioni istituzionali europee e nel settore marittimo.

    Formazione e debutto politico

    Formatosi in scienze politiche e relazioni internazionali, ha iniziato il proprio percorso istituzionale nella politica finlandese militando nel Partito di Coalizione Nazionale (Kokoomus). In quel periodo ha ricoperto incarichi di consulenza ed è stato collaboratore di livello senior all’interno dell’ufficio del Primo Ministro finlandese e del Parlamento di Helsinki. Nel 2009 si è candidato alle elezioni per il Parlamento Europeo.

    Carriera nel settore privato e affari europei

    Successivamente ha orientato la propria attività professionale verso la consulenza strategica, l’analisi delle politiche pubbliche e il lobbying internazionale a Bruxelles. Ha lavorato per oltre un decennio per il gruppo Royal Caribbean Group, una delle principali compagnie di crociere al mondo, con il ruolo di Vice President Government Relations per le aree Europa e Asia-Pacifico. Nel settembre 2020 è stato nominato Director General for Europe della Cruise Lines International Association (CLIA), l’organizzazione internazionale che rappresenta l’industria crocieristica. In questo ruolo ha coordinato le strategie di settore nel contesto delle normative europee sulla transizione ecologica e sulla sostenibilità del trasporto marittimo.

    Vita privata e dibattito mediatico

    Dal 2005 è sposato con la politica maltese Roberta Metsola (nata Tedesco Triccas), eletta Presidente del Parlamento Europeo nel gennaio 2022. La coppia ha quattro figli. La compresenza del ruolo apicale della moglie nelle istituzioni dell’Unione Europea e dell’attività professionale di Metsola come rappresentante di interessi nel settore marittimo ha talvolta attirato l’attenzione della stampa internazionale su temi legati al tracciamento dei potenziali conflitti di interesse e alle regole di trasparenza a Bruxelles.

  • ORTONA

    CASTELLO ARAGONESE

    Si erge su un imponente promontorio roccioso a picco sul Mare Adriatico, dominando con la sua massa turrita il paesaggio della Costa dei Trabocchi e l’intera rada portuale. La sua storia comincia nella seconda metà del Quattrocento, precisamente tra il 1450 e il 1470, quando Alfonso V d’Aragona decise di rafforzare i sistemi difensivi del Regno di Napoli lungo il litorale adriatico. L’edificio sorse sui resti di precedenti fortificazioni medievali, integrandosi perfettamente nella nuova cinta muraria cittadina per proteggere la città dalle incursioni turche e da minacce marittime. L’architettura del complesso risponde ai canoni della tipica ingegneria militare aragonese dell’epoca. La pianta ha una conformazione trapezoidale ed è rafforzata da grandi torri cilindriche scarpate, concepite per resistere ai colpi delle prime armi da fuoco a polvere da sparo. Le spesse murature in pietra e laterizio racchiudevano originariamente un ampio cortile interno, alloggi per la guarnigione, depositi di munizioni e scuderie. Nel corso dei secoli la fortezza ha cambiato destinazione d’uso, passando da avamposto di difesa a residenza nobiliare per diverse famiglie aristocratiche, tra cui i Farnese, che ne acquisirono il possesso nel Cinquecento apportando modifiche strutturali ed estetiche. Il Novecento ha segnato profondamente la struttura con due eventi drammatici. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’inverno del 1943, Ortona fu teatro di una sanguinosa battaglia che devastò l’abitato e le strutture storiche, compreso il castello, che subì ingenti danni per via dei bombardamenti e dei combattimenti sul campo. Successivamente, nel 1946, una gravissima frana causò il crollo di gran parte del cortile interno e del settore orientato verso il mare, facendo scivolare in acqua intere porzioni di muratura. Gli interventi di consolidamento e restauro realizzati nei decenni successivi hanno permesso di mettere in sicurezza i resti sopravvissuti della fortezza. Oggi il Castello Aragonese è accessibile al pubblico tramite un suggestivo parco urbano. La struttura recuperata offre percorsi di visita tra le torri superstiti e una terrazza panoramica dal fascino straordinario, sospesa tra il blu del mare e la storia della città.

  • HARALD V

    NORVEGIA

    Il mondo saluta

    re Harald V di Norvegia

    scomparso all’età di 89 anni dopo un regno che ha attraversato decenni di storia contemporanea.

    Un sovrano profondamente amato dalla sua gente, capace di unire la tradizione monarchica a una visione moderna, aperta e sempre vicina alle persone.

    La sua figura lascia un’impronta indelebile nell’identità norvegese e nel panorama istituzionale europeo.

    Un pensiero di rispetto e condoglianze alla famiglia reale e a tutto il popolo norvegese in questo momento di profondo dolore.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Harald_V_di_Norvegia?wprov=sfti1#

    Pvl

  • TRANI

    BAIA DEL GRUCCIONE

    è una suggestiva insenatura naturale situata lungo la fascia costiera di Trani, a est della città, oltre il tratto finale del lungomare Cristoforo Colombo (verso la zona delle Matinelle e Lido Colonna).

    La baia deve il suo nome alla presenza dei gruccioni (Merops apiaster), variopinti uccelli migratori che tra maggio e agosto nidificano nelle pareti di argilla e calcarenite della falesia scavando caratteristici cunicoli.

    L’area rappresenta uno dei tratti costieri di maggior pregio paesaggistico e biologico del litorale tranese :

    Valore naturalistico :

    Oltre ai gruccioni, la falesia e la vegetazione spontanea ospitano diverse specie di avifauna (come rondini, martin pescatori e ballerine bianche) oltre a piante rare della macchia mediterranea.

    Accessibilità :

    Il tratto è caratterizzato da ciottoli e scogli ed è frequentato da chi cerca un contatto con il mare più incontaminato rispetto ai lidi attrezzati. Si raggiunge a piedi percorrendo i sentieri panoramici sopra la falesia.

    Tutela ed ecologia :

    Negli ultimi anni la baia è al centro di iniziative di salvaguardia promosse da associazioni locali e cittadini per proteggere l’habitat naturale e la nidificazione degli uccelli dalle alterazioni della falesia e dall’impatto antropico.

    Pvl

  • FACEBOOK

    HA PERSO QUELL’AURA DI NOVITA’ E ATTRATTIVA

    Se per “di moda” intendiamo il luogo in cui si generano le nuove tendenze culturali, le conversazioni più vivaci o le dinamiche sociali della Gen Z, la risposta è sì: Facebook ha perso quell’aura di novità e attrattiva.

    Tuttavia, se si guarda alla sua reale penetrazione e utilità quotidiana, la piattaforma è ben lontana dall’essere sparita o irrilevante.

    Il fenomeno si definisce attraverso una marcata scissione tra percezione culturale e funzione strutturale:

    1. Il cambio di pubblico e di stile

    La migrazione dei giovani :

    Le generazioni più giovani (Gen Z e Alfa) hanno spostato la propria attenzione visiva e dinamica verso TikTok, Instagram, YouTube e piattaforme di messaggistica o streaming.

    Facebook non è più il canale primario con cui un adolescente costruisce la propria identità digitale.

    Un’utenza più matura :

    Con il tempo la base utenti si è stabilizzata su fasce d’età adulte e senior.

    Questo ne ha modificato radicalmente il tono di voce, i contenuti nel feed e le modalità d’interazione quotidiana.

    2. Da “piazza virtuale” a infrastruttura di servizio

    Facebook si è trasformato da spazio dove condividere pensieri personali a un contenitore di utilità pratiche e comunità verticali :

    I Gruppi :

    Rappresentano uno dei principali motivi di utilizzo quotidiano.

    I gruppi di quartiere, i forum tematici, i mercatini locali e gli spazi dedicati a hobby specifici mantengono un livello di attività molto alto.

    Marketplace

    È diventato uno dei punti di riferimento globali per la compravendita dell’usato e il commercio locale.

    Identità digitale :

    Continua a fungere da passaporto d’accesso e autenticazione per centinaia di siti, app e servizi terzi.

    3. I numeri del gigante

    A dispetto dell’idea diffusa di un declino imminente, l’infrastruttura economica del gruppo Meta continua a macinare volumi enormi:

    La piattaforma conta ancora circa 3 miliardi di utenti attivi al mese su scala globale.

    In Italia conserva una penetrazione capillare, guidata in gran parte da utenti fra i 25 e i 64 anni.

    Per aziende e mercati commerciali locali, rimane uno dei canali pubblicitari più efficienti per raggiungere uno specifico target con capacità di spesa.

    Facebook non è più il luogo dove nasce ciò che fa tendenza, ma si è evoluto in uno strumento infrastrutturale di massa, radicato nelle abitudini quotidiane e nelle comunità di rete.

    Pvl

  • LETTERA ALLA RAI

    DAGLI INVIATI DI REPORT

    ENTRA

  • OM ॐ

    L’Om (traslitterato anche come Aum, in scrittura devanagari ॐ) è il sillabario sacro, il mantra fondamentale e il simbolo più emblematico dell’induismo, considerato il suono primordiale da cui è scaturito l’universo.

    Significato metafisico e fonetico

    Sebbene pronunciato comunemente come un’unica sillaba, la tradizione vedica lo scompone in tre suoni distinti (A – U – M), più un quarto elemento silenzioso:

    A (A-kara) :

    Rappresenta lo stato di veglia, la creazione e la figura di Brahma.

    U (U-kara) :

    Rappresenta lo stato di sogno, la conservazione e la figura di Vishnu.

    M (Ma-kara) :

    Rappresenta lo stato di sonno profondo senza sogni, la dissoluzione/trasformazione e la figura di Shiva.

    Il silenzio finale (Turiya) :

    Il punto o la risonanza finale (bindu) simboleggia lo stato di pura coscienza trascendente, oltre lo spazio e il tempo.

    Funzione nei rituali e nella pratica

    Apertura e chiusura :

    Viene intonato all’inizio e alla fine di preghiere, recitazioni dei Veda, sessioni di meditazione e pratiche di yoga.

    Mantra supremo :

    Negli Upanishad e nella Bhagavad Gita viene definito come l’essenza stessa del Brahman (la realtà ultima e impersonale).

    Frequenza cosmica :

    Nella cosmologia induista, la vibrazione dell’Om sostiene la struttura della materia e connette l’anima individuale (Atman) al Tutto.

    Pvl

  • THREADS

    FACEBOOK ABBANDONATO O QUASI

    È una tendenza molto diffusa, anche se più che una vera e propria sostituzione si tratta di un passaggio di funzioni e di pubblici.

    Facebook continua a registrare un numero immenso di utenti attivi, ma il suo utilizzo è cambiato: per molti è diventato un contenitore di gruppi locali, memorie o interazioni familiari.

    L’interesse per Threads nasce da diversi fattori chiave :

    Spostamento della conversazione :

    Threads si concentra sulla scrittura,

    sulle opinioni e

    sulle discussioni in tempo reale

    recuperando la natura originale dei social network di testo che su Facebook si è gradualmente persa tra algoritmi complessi, troppi annunci e contenuti prevalentemente video.

    Sintonia con Instagram :

    Poiché Threads è direttamente collegato a Instagram

    molti utenti vi sono migrati quasi in automatico, portando con sé la propria rete di contatti senza dover ricominciare da capo.

    Ambiente meno saturo :

    Molti percepiscono Facebook come uno spazio affollato e rumoroso

    preferendo su Threads un clima di dialogo più diretto, dinamico e leggero.

    Facebook resta ancora la piattaforma di riferimento per determinate fasce d’età o per la gestione di pagine aziendali e gruppi di quartiere, ma il pubblico che cerca discussione e dibattito si sta orientando con molta disinvoltura verso Threads.

    Pvl

  • THREADS

    COSA SI SCRIVE SU THREADS

    Su Threads si condividono pensieri brevi, riflessioni estemporanee e aggiornamenti in tempo reale.

    Il formato principale è il testo, dove l’essenzialità e l’immediatezza la fanno da padrone.

    Si pubblicano opinioni su temi di attualità, cultura, politica e società, spesso per avviare una conversazione o un dibattito con la community.

    Il tono tende a essere informale e diretto, ideale per micro-saggi o considerazioni fulminee.

    Accanto alle parole trovi immagini, brevi video e link a articoli esterni o approfondimenti.

    Molto usati sono anche i sondaggi e i “thread” narrativi, ovvero sequenze di messaggi legati tra loro per raccontare una storia più complessa.

    È uno spazio pensato per la discussione dinamica, dove l’interazione attraverso risposte e ricondivisioni definisce il flusso dei contenuti.

    Pvl

  • COSTA DEI TRABOCCHI

    Rappresenta un tratto unico del litorale adriatico abruzzese in provincia di Chieti famoso per le sue palafitte da pesca storiche convertite spesso in luoghi di ristorazione e per la straordinaria integrazione tra paesaggio marino e verde collinare. Questo percorso costiero unisce la suggestione della storia marittima a quella letteraria e naturalistica, offrendo un itinerario scandito da calette di ciottoli, promontori e architetture storiche.

    Il Castello Aragonese di Ortona segna il limite settentrionale dell’itinerario e sorge a picco sul mare adriatico. Posizione panoramica a baluardo della città di Ortona. Architettura quattrocentesca restaurata dopo le vicende belliche del secolo scorso. Terrazza panoramica ideale per osservare l’inizio della scogliera costiera.

    Il Trabocco Turchino si trova a San Vito Chietino ed è una delle macchine da pesca in legno più celebri ed evocative dell’intera costa. Fonte d’ispirazione letteraria descritta da Gabriele D’Annunzio nelle sue opere. Struttura a palafitta collegata alla terraferma tramite un sottile pontile di legno. Collocato in una caletta caratterizzata da acque trasparenti e fondali di ciottoli.

    L’Abbazia di San Giovanni in Venere domina il mare dal colle di Fossacesia, offrendo uno dei punti d’osservazione più ampi sull’intero golfo. Architettura romanica del XII secolo con portale marmoreo finemente scolpito. Presenza di una cripta affrescata con testimonianze pittoriche medievali. Belvedere circostante immerso tra gli ulivi secolari e con affaccio diretto sulla costa.

    La Riserva Naturale Regionale Punta Aderci tutelata nel comune di Vasto costituisce l’area naturale più protetta e incontaminata del litorale. Promontorio roccioso con viste aperte fino al massiccio della Majella nei giorni limpidi. Spiagge di ciottoli e dune costiere preservate nella loro conformazione originaria. Presenza del Faro di Punta Penna, tra i più alti d’Italia.

  • TELEGRAM

    CHAT SEGRETA

    La chat segreta di Telegram è una modalità di conversazione progettata per offrire la massima privacy e sicurezza tra due utenti, garantendo che i messaggi non lascino mai i dispositivi dei partecipanti. A differenza delle chat normali, le conversazioni segrete non passano attraverso i server di Telegram in forma decifrata e non si sincronizzano sul cloud.

    Caratteristiche principali

    Crittografia end-to-end: solo il mittente e il destinatario possiedono le chiavi per leggere i messaggi. Nessuna traccia sui server: i dati scritti o inviati non vengono salvati né archiviati nei server della piattaforma. Timer di autodistruzione: è possibile impostare un lasso di tempo al termine del quale messaggi, foto, video e file si eliminano automaticamente da entrambi i dispositivi dopo essere stati letti. Divieto di inoltro: i messaggi inviati all’interno di una chat segreta non possono essere inoltrati a terzi. Protezione degli screenshot: su Android il sistema blocca direttamente le catture dello schermo, mentre su iOS viene inviata una notifica immediata all’altro utente se viene scattato uno screenshot. Vincolo al dispositivo: una chat segreta avviata su uno smartphone non sarà visibile su altri dispositivi o su Telegram Web.

    Come avviarla

    • Aprire il profilo del contatto con cui si desidera comunicare.

    • Selezionare l’icona con i tre punti o la voce “Altro”.

    • Scegliere la voce “Avvia chat segreta” e confermare l’operazione.

  • ERNESTO QUAGLIARIELLO

    BARI

    E’ stato una figura di primissimo piano nel panorama accademico e scientifico italiano, legato a doppio filo con la crescita culturale e strutturale dell’Università degli Studi di Bari. Scienziato di fama internazionale nel campo della biochimica, ha ricoperto la carica di Rettore dell’Ateneo barese dal 1970 al 1977, trasformando l’università in un polo dinamico e aperto alle avanguardie. Durante il suo mandato rettorale promosse un’intensa stagione di rinnovamento dell’architettura e degli spazi universitari, promuovendo l’integrazione tra arte contemporanea e architettura pubblica, la cui testimonianza più celebre resta proprio la monumentale cancellata dell’edificio di Giurisprudenza realizzata da Giuseppe Capogrossi. Successivamente ha guidato il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) come Presidente dal 1977 al 1984, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della politica scientifica e della ricerca nel nostro Paese.

  • PORTO FRANCO

    COS’E’ ?

    Un porto franco (o zona franca portuale) è un’area delimitata situata all’interno o nelle immediate vicinanze di un porto marittimo, considerata dal punto di vista doganale come territorio extra-doganale.

    In quest’area le merci estere possono essere introdotte, stoccate, manipolate, trasformate o riesportate senza essere assoggettate ai dazi doganali, all’IVA e alle altre imposte indirette che verrebbero altrimenti applicate all’ingresso nel Paese host.

    Le caratteristiche principali

    Sospensione dei dazi e delle imposte :

    Le merci straniere non pagano dazi doganali finché rimangono all’interno del porto franco o se vengono spedite verso un altro Paese estero.

    I dazi e le imposte si pagano soltanto se la merce viene nazionalizzata, ossia immessa ufficialmente sul mercato interno del Paese in cui si trova il porto.

    Semplificazione burocratica :

    Le operazioni di controllo, movimentazione e verifica della merce sono notevolmente ridotte per favorire la velocità dei traffici commerciali.

    Operazioni consentite :

    Oltre allo stoccaggio nei depositi, le merci possono subire lavorazioni, imballaggi, etichettature o processi industriali di trasformazione a condizioni fiscali privilegiate.

    Perché esistono i porti franchi

    Lo scopo primario è l’attrazione di investimenti e scambi internazionali.

    Rendendo più economico e rapido lo stoccaggio e il transito delle merci, i porti franchi diventano hub logistici strategici per il commercio globale, stimolando l’occupazione locale, la crescita del settore logistico e l’indotto industriale.

    Esempi storici e celebri

    Trieste (Italia) :

    Il Porto Franco di Trieste, istituito nel 1719 dall’imperatore Carlo VI d’Asburgo, rappresenta uno degli esempi storici e giuridici più rilevanti in Europa, conservando poteri e regimi speciali tutelati anche da trattati internazionali.

    Livorno e Genova :

    Storicamente, tra il XVII e il XIX secolo, le Repubbliche marinare e i Granducati italiani utilizzarono il porto franco per attrarre mercanti da tutto il Mediterraneo.

    Singapore e Rotterdam :

    In epoca moderna, vastissime aree di questi scali marittimi funzionano su principi di zona franca, contribuendo a renderli tra i porti più trafficati al mondo.

    Pvl

  • IMAGISMO

    è un movimento poetico di matrice modernista nato nei primi anni del Novecento, tra il 1098 e il 1912, sviluppatosi prevalentemente in Inghilterra e negli Stati Uniti.

    Si è proposto come una radicale reazione contro la ridondanza, il sentimentalismo e l’eccesso decorativo della poesia romantica e vittoriana.

    Il movimento trova le sue basi teoriche nelle idee del filosofo e poeta inglese T. E. Hulme, ma si consolida formalmente grazie all’azione del poeta americano Ezra Pound, affiancato da figure quali Hilda Doolittle (H.D.), Richard Aldington, William Carlos Williams e, in una fase successiva, Amy Lowell.

    I tre principi fondamentali formulati da Ezra Pound per definire la poesia imagista sono :

    Trattamento diretto della “cosa” :

    approccio immediato all’oggetto o al soggetto della poesia, sia esso oggettivo o soggettivo, senza interposizione di astrazioni o spiegazioni morali.

    Economia verbale assoluta :

    rifiuto di qualsiasi parola o aggettivo che non contribuisca direttamente alla resa dell’immagine.

    La brevità e la precisione essenziale sostituiscono la prolissità.

    Ritmo musicale e verso libero :

    abbandono della metrica rigida del metronomo in favore di una sequenza basata sulla frase musicale e sulla cadenza naturale.

    Pound definì l’immagine non come un semplice orpello descrittivo, ma come “ciò che presenta un complesso intellettuale ed emotivo in un istante di tempo”, capace di trasmettere un senso di liberazione immediata dai limiti spaziali e temporali.

    L’influenza delle forme poetiche orientali, in particolare l’haiku giapponese, fu determinante per la ricerca della sintesi visiva e concettuale.

    L’esempio più celebre di questa poetica è il componimento di due sole righe di Ezra Pound, In a Station of the Metro (1913):

    The apparition of these faces in the crowd: Petals on a wet, black bough.

    Sebbene l’Imagismo come movimento organizzato abbia avuto una vita breve, esaurendosi entro la fine della prima guerra mondiale, il suo rigore formale e l’uso del verso libero hanno segnato in modo permanente la poesia modernista del XX secolo.

    Pvl

  • RUSSIA

    ESCLUSIONE DELLA RUSSIA

    dalla 46esima edizione delle Olimpiadi di scacchi a Samarcanda firma il terzo capitolo consecutivo di una frattura oramai insanabile. Le nazionali Open e femminile restano fuori dal torneo a squadre in programma in Uzbekistan dal 15 al 27 settembre. A confermare la decisione è stato Alexander Tkachev, direttore esecutivo della Federazione scacchistica russa, sancendo una distanza che va ben oltre le scacchiere. La reazione di Mosca non si è fatta attendere. La decisione della FIDE conferma quanto la geopolitica abbia ormai occupato ogni spazio libero sulle sessantaquattro case. La disciplina che per decenni ha rappresentato il punto di forza della diplomazia e del prestigio sovietico si ritrova oggi isolata dalle sue stesse istituzioni. Samarcanda sarà il palcoscenico di un torneo privo di una delle scuole più rilevanti della storia degli scacchi. Resta l’amarezza per un confronto atletico e intellettuale mutilato dalla storia contemporanea, dove le logiche del blocco internazionale continuano a prevalere sul principio della neutralità dello sport.

  • NICO CIRASOLA

    BARI

    All’anagrafe Nicola Cirasola. E’ stato un regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Nato a Gravina in Puglia il 27 maggio 1951, è stato una delle figure più eclettiche, visionarie e indipendenti del panorama culturale e cinematografico pugliese.

    La formazione e l’esordio

    Cirasola inizia ad avvicinarsi al mondo dello spettacolo e del teatro negli anni Settanta, lavorando come attore e promotore culturale. Il suo debutto alla regia cinematografica avviene nel 1989 con il lungometraggio Odore di pioggia, interpretato da Renzo Arbore e dal poeta pugliese Vittorino Curci. Un’opera surreale e poetica che definisce subito la sua cifra stilistica fatta di ironia, amore per la propria terra e narrazione fuori dagli schemi.

    La filmografia principale

    Nel corso della sua carriera ha firmato opere ironiche, d’avanguardia e profondamente legate all’identità mediterranea :

    Da Do Da (1994) :

    commedia visionaria incentrata sulle vicende di una stravagante comunità.

    Albania Blues (2000) :

    un racconto ironico sul rapporto e le contraddizioni tra le due sponde dell’Adriatico.

    Bell’Epokér (2003) :

    pellicola dedicata al Teatro Petruzzelli di Bari e alla sua ricostruzione, con la partecipazione di attori come Alessandro Haber.

    Focaccia Blues (2009) :

    probabilmente la sua opera più celebre a livello nazionale e internazionale. Il film-documentario racconta la vera storia della piccola panetteria di Altamura che riuscì a far chiudere il colosso americano McDonald’s aperto a pochi metri di distanza. Il film vide la partecipazione straordinaria di Renzo Arbore, Lino Banfi e Michele Placido.

    Signor Gi Bi (2010) :

    cortometraggio dedicato alla figura del celebre illustratore Gino Boccasile.

    Rudy Valentino – Divo dei divi (2017) :

    commedia surreale con Claudia Cardinale e Nicola Nocella, incentrata sul ritorno immaginario di Rodolfo Valentino nella sua Castellaneta natalizia.

    Lo stile e l’eredità

    Cirasola si è distinto per un cinema artigianale, anticonformista e profondamente poetico, capace di unire attori celebri, comparse locali e figure eclettiche del territorio. Oltre alla regia, ha lavorato instancabilmente come distributore e gestore di sale cinematografiche a Bari, tra cui lo storico Cinema Armenise, impegnandosi per la promozione del cinema d’autore. È scomparso improvvisamente a Roma il 3 aprile 2023, all’età di 71 anni.

  • CITROEN DS PALLAS

    NON ERA SEMPLICEMENTE UN’AUTOMOBILE

    ma una precisa dichiarazione di stile e un capolavoro di ingegneria che ha segnato un’epoca.

    Presentata nel 1964 come l’allestimento più lussuoso e raffinato della celebre serie DS, la Pallas trasformò l’innovazione tecnologica in un’esperienza di viaggio quasi regale.

    La cura dei dettagli era straordinaria, a partire dalle finiture esterne con profili cromati, i fari supplementari direzionali e i coprimozzi specifici che la rendevano immediatamente riconoscibile.

    All’interno, l’abitacolo offriva un livello di comfort impareggiabile, grazie ai sedili imbottiti come poltrone, ai rivestimenti in pelle o tessuto pregiato e a un’insonorizzazione accuratamente studiata per completare la sensazione di sospensione dal terreno regalata dalle sospensioni idropneumatiche.

    Guidare o viaggiare su una Pallas significava immergersi in una dimensione di eleganza e futurismo che ancora oggi suscita un profondo fascino e una grande nostalgia.

    Pvl

  • MINIMALISMO CHIC NEWYORKESE/NEW YORK

    Non è una semplice scelta estetica, ma una vera e propria filosofia dello spazio e del costume che nasce nel cuore di Manhattan per poi conquistare l’immaginario urbano globale. Alla base di questo stile c’è una tensione costante tra il rigore formale e la funzionalità concreta della vita metropolitana. Non si tratta di uno spazio vuoto o gelido, ma di una sottrazione calibrata dove ogni singolo elemento risponde a una precisa necessità di armonia e utilità. La palette cromatica si concentra su toni neutri e sofisticati, quali il nero assoluto, il grigio cemento, il bianco ottico, il crema e le sfumature della terra, lasciando che siano la qualità dei materiali e la purezza delle linee a definire l’ambiente o l’abito. Nel design d’interni, questo approccio trasforma l’architettura industriale tipica dei loft di SoHo o di Tribeca in dimore eleganti e accoglienti. Le superfici in cemento spazzolato, i mattoni a vista sbiancati, il ferro nero e i legni scuri e naturali si combinano con arredi dall’impronta sartoriale, opere d’arte contemporanea di grande formato e punti luce scenografici ma essenziali. Ogni oggetto presente deve saper respirare, occupando il proprio spazio senza sopraffare l’architettura circostante. Nella moda, il minimalismo chic newyorkese incarna l’attitudine dinamica di chi vive la città senza sosta, declinando l’eleganza in capi iconici dal taglio impeccabile. Il cappotto sartoriale strutturato, il blazer oversize, la camicia bianca in seta o cotone croccante e i pantaloni a gamba dritta diventano elementi intercambiabili di un guardaroba senza tempo. È una raffinatezza silenziosa, priva di ostentazione o loghi vistosi, in cui la bellezza emerge dall’equilibrio delle proporzioni e dalla precisione dei dettagli.

  • MESSAGGIARE SU TELEGRAM

    E’ un’operazione semplice e immediata, sia da smartphone che da computer.

    Per avviare una conversazione basta aprire l’applicazione e selezionare l’icona della matita o la lista dei contatti.

    Dopo aver scelto il destinatario dalla rubrica, si inserisce il testo nel campo di digitazione in basso e si invia il messaggio premendo la freccia.

    Oltre ai classici messaggi di testo, Telegram offre diverse funzionalità avanzate per la comunicazione.

    È possibile inviare messaggi vocali o brevi video istantanei tenendo premuto l’icona del microfono o della fotocamera.

    L’applicazione consente anche di condividere immagini, documenti, posizioni geografiche e file di qualsiasi dimensione senza perdere la qualità originale.

    Un elemento distintivo di Telegram è la possibilità di modificare un messaggio già inviato entro 48 ore dalla spedizione.

    Inoltre, tenendo premuto il tasto di invio, si può programmare la spedizione di un messaggio per un orario specifico oppure inviarlo senza segnale acustico per non disturbare il destinatario.

    Per le conversazioni che richiedono la massima riservatezza, Telegram mette a disposizione le chat segrete.

    Queste chat utilizzano la crittografia end-to-end, non lasciano tracce sui server e permettono di impostare un timer di autodistruzione per i messaggi scambiati.

  • VERTIGINE POSIZIONALE PAROSSISTICA BENIGNA (VPPB)

    Si tratta di un disturbo del sistema vestibolare (l’organo dell’equilibrio situato nell’orecchio interno) caratterizzato da improvvisi e intensi attacchi di vertigine rotatoria, nei quali si ha la netta sensazione che la stanza stia girando.

    E’ la causa più frequente di vertigine di origine labirintica.

    Meccanismo e cause

    All’interno dell’orecchio interno si trovano minuscoli cristalli di carbonato di calcio, detti otoconi o otoliti.

    La VPPB si verifica quando alcuni otoconi si staccano dalla loro sede naturale (l’utricolo) e migrano all’interno di uno o più canali semicircolari.

    Quando la testa cambia posizione rispetto alla gravità, il movimento indesiderato di questi cristalli stimola in modo anomalo i recettori dell’equilibrio, inviando al cervello un segnale errato di rotazione.

    Sintomi caratteristici

    Svolgimento parossistico

    La vertigine appare all’improvviso ed è molto intensa.

    Breve durata

    L’attacco dura solitamente da pochi secondi a meno di un minuto.

    Fattori scatenanti precisi

    Si manifesta solo con specifici movimenti del capo, come girarsi nel letto, stendersi, piegare la testa all’indietro o chinarsi.

    Sintomi associati

    Possono essere presenti nausea, vomito o una persistente sensazione di instabilità tra un episodio e l’altro. Non causa invece perdita dell’udito né acufeni.

    Diagnosi e cura

    La diagnosi viene formulata dall’otorinolaringoiatra attraverso specifiche manovre posizionali (come la manovra di Dix-Hallpike), che scatenano la vertigine e permettono di osservare un movimento involontario degli occhi chiamato nistagmo.

    La VPPB non si cura con i farmaci, i quali risultano inefficaci nel rimuovere la causa meccanica del problema.

    La terapia risolutiva consiste nell’esecuzione di manovre liberatorie (come la manovra di Epley o di Semont), eseguite dallo specialista per riposizionare i cristalli nella loro sede originale.

    La condizione è definita benigna poiché non rappresenta un pericolo grave per la salute, anche se può risultare fortemente invalidante e presentare recidive nel corso del tempo.

  • TEMPIO DI SHAOLIN

    少林寺, Shàolín-sì, ovvero “Tempio nella foresta del monte Shaoshi sorge sulle pendici del monte Songshan, nella provincia di Henan, ed è riconosciuto come la culla del buddhismo Chán (lo Zen giapponese) e la culla spirituale del Kung Fu.

    La sua fondazione risale al 495 d.C. sotto l’imperatore Xiaowen della dinastia Wei del Nord, che fece erigere il complesso per ospitare il maestro buddhista indiano Batuo.

    Pochi decenni dopo giunse al monastero Bodhidharma (noto in Cina come Damo), al quale la tradizione attribuisce l’introduzione delle pratiche contemplative del buddhismo Chán.

    La leggenda narra che, osservando la debolezza fisica dei monaci stremati dalle lunghe ore di meditazione, Bodhidharma sviluppò una serie di esercizi di condizionamento psicofisico basati sull’osservazione dei movimenti animali, gettando le basi dell’arte marziale di Shaolin (Shaolinquan).

    Nel corso dei secoli, il monastero ha vissuto alterne vicende storiche, intrecciando la ricerca della meditazione con un ruolo attivo negli eventi politici della Cina.

    Durante la dinastia Tang, l’episodio dei “tredici monaci del bastone”, che aiutarono il futuro imperatore Li Shimin a consolidare il proprio potere, sancì la fama marziale e il prestigio istituzionale del tempio.

    Sotto le dinastie Ming e Qing il complesso toccò il suo apice, divenendo un imponente centro di studio filosofico e militare.

    Il XX secolo ha segnato momenti di profonda crisi per il tempio, in particolare nel 1928, quando un tragico incendio appiccato dalle truppe del generale Shi Yousan distrusse gran parte della struttura e dei preziosi archivi storici.

    A partire dagli ultimi decenni del Novecento, un’opera di restauro e valorizzazione ne ha ripristinato l’aspetto monumentale, restituendogli la valenza di centro di pellegrinaggio, scuola di disciplina ascetica e patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

    Pvl

  • IOANNINA

    MOSCHEA DI ASLAN PASCIA’

    Rappresenta uno dei monumenti architettonici e storici più rilevanti della città greca di Ioannina.

    L’edificio sorge nel punto più elevato della cittadella interna del castello, un luogo che racchiude secoli di stratificazioni culturali e religiose.

    La sua fondazione risale al 1618, anno in cui il governatore ottomano locale ordinò la costruzione del complesso.

    La tradizione locale tramanda che la moschea sia stata edificata sulle rovine di una preesistente chiesa cristiana dedicata a San Giovanni, un evento che all’epoca simboleggiò la definitiva affermazione del dominio ottomano nella regione dell’Epiro.

    In origine, la struttura faceva parte di un complesso monumentale ben più ampio.

    Attorno alla sala di preghiera principale si sviluppavano una scuola coranica, una biblioteca e il mausoleo ottomano che custodisce le spoglie dello stesso Aslan Pascià.

    Dal punto di vista architettonico, la sala di preghiera ha una pianta quadrata ed è sormontata da un’alta cupola emisferica.

    All’esterno e all’interno si possono ancora osservare elementi decorativi di pregio, tra cui iscrizioni, motivi geometrici dipinti e decorazioni in rilievo.

    Il minareto, sebbene parzialmente privato della parte superiore, conserva la sua base imponente e caratterizza fortemente il profilo paesaggistico della fortezza affacciata sul lago Pamvotis.

    Nel corso del ventesimo secolo, precisamente nel 1933, l’edificio ha definitivamente cessato le sue funzioni legate al culto islamico.

    Da allora, gli spazi interni sono stati destinati ad accogliere il Museo Etnografico Municipale di Ioannina.

    Le sale museali offrono un percorso espositivo di grande interesse antropologico.

    Le collezioni documentano la complessa e articolata convivenza delle tre principali comunità che hanno plasmato la storia della città: quella cristiana, quella musulmana e quella ebraica.

    I visitatori possono osservare abiti tradizionali riccamente lavorati, oggetti di uso domestico quotidiano, gioielli e preziosi manufatti legati alla rinomata tradizione dell’artigianato e dell’argenteria locale.

  • EQUILIBRIO

    In diversi casi i problemi di equilibrio possono migliorare o risolversi col tempo ma la risposta dipende dalla causa sottostante e dalla capacità del cervello di adattarsi.

    La capacità del sistema nervoso centrale di compensare un danno o un’alterazione del sistema vestibolare prende il nome di compenso vestibolare.

    Quando l’orecchio interno o i canali dell’equilibrio inviano segnali errati, il cervello impara progressivamente a ricalibrare le informazioni visive, muscolari e articolari per stabilizzare la postura.

    I disturbi legati ad episodi acuti, come la labirintite o la neuronite vestibolare, mostrano spesso un netto miglioramento nel giro di poche settimane o mesi grazie a questo processo naturale.

    Anche la vertigine posizionale parossistica benigna tende a risolversi, spesso in modo rapido attraverso specifiche manovre liberatorie eseguite dallo specialista.

    Quando la causa è legata a patologie croniche, degenerative o a fattori vascolari, il tempo da solo potrebbe non essere sufficiente ad eliminare il problema.

    In queste situazioni la riabilitazione vestibolare, condotta attraverso esercizi mirati di rieducazione motoria e visiva, accelera l’adattamento cerebrale e riduce in modo significativo l’instabilità.

    È fondamentale identificare la causa precisa tramite una visita otorinolaringoiatrica o neurologica, poiché una diagnosi corretta guida il percorso terapeutico più efficace.

    Pvl

  • RALPH LAUREN

    L’universo visivo di Ralph Lauren rappresenta una delle costruzioni estetiche più coerenti e durature della storia del costume contemporaneo.

    Nato nel 1967 dall’intuizione di un giovane cravattaio newyorchese, il marchio si è sviluppato ben oltre i confini della semplice moda sartoriale, trasformandosi in una vera e propria architettura culturale capace di ridefinire l’immaginario dell’eleganza classica.

    La forza del progetto risiede nella capacità di fondere il rigore dell’abbigliamento tradizionale con la fluidità della cultura visiva americana.

    L’estetica di Lauren attinge a piene mani dall’iconografia dell’East Coast, recuperando le atmosfere formali degli atenei della Ivy League, i codici vestimentari dell’aristocrazia terriera e la concretezza stilistica del mondo della selleria.

    Questa sintesi ha dato vita a un modello espressivo riconosciuto a livello globale, fondato sulla cura del dettaglio, sulla selezione dei tessuti e su un equilibrio formale rigoroso.

    Nel corso dei decenni, la struttura aziendale si è articolata in diverse linee per esplorare declinazioni differenti della medesima matrice originale.

    La dimensione più esclusiva è rappresentata dalla Purple Label, focalizzata sulla sartorialità di scuola italiana e su materiali di altissimo pregio, affiancata sul versante femminile dalla linea Collection.

    La diffusione più ampia e iconica rimane tuttavia affidata a Polo Ralph Lauren, vera spina dorsale del marchio, mentre progetti come Double RL (RRL) esplorano il versante più materico e storicizzato legato al lavoro manuale, al denim pregiato e all’immaginario del collezionismo vintage.

    Al di là della dimensione commerciale, il contributo di Ralph Lauren riguarda la definizione di un linguaggio visivo della presenza.

    Attraverso l’impiego sistematico di geometrie pulite, campiture di colore stabili e una continuità formale che ignora le oscillazioni passeggere delle tendenze, il brand ha strutturato un’idea di stile che predilige la permanenza all’innovazione radicale, trasformando il vestire quotidiano in una forma di narrazione identitaria.

    Pvl

  • NWO

    L’espressione Nuovo Ordine Mondiale

    porta con sé una stratificazione di significati che attraversa la storia diplomatica contemporanea, la sociologia dei media e l’immaginario collettivo.

    Dal punto di vista geopolitico e storiografico, il concetto si riferisce alla ridefinizione delle architetture di potere globali a seguito di grandi fratture sistemiche.

    Se già alla fine della Prima Guerra Mondiale i Quattordici Punti di Woodrow Wilson prefiguravano un ordine fondato sulla cooperazione multilaterale, è nel 1990 che la locuzione entra con forza nel lessico politico moderno.

    All’indomani della caduta del Muro di Berlino e durante la crisi del Golfo, il presidente statunitense George H. W. Bush utilizzò il termine per indicare un’epoca in cui la diplomazia, sotto l’egida delle Nazioni Unite e della leadership americana, avrebbe sostituito la contrapposizione bipolare della Guerra Fredda.

    Parallelamente alla dimensione istituzionale, la formula ha sviluppato una propria traiettoria nel discorso sociologico e controculturale.

    Con l’accelerazione dei processi di globalizzazione, l’integrazione dei mercati e la crescita di organismi sovranazionali, l’idea di un accentramento del potere ha alimentato narrazioni di matrice complottista.

    In questo contesto, l’espressione indica la presunta ed egemonica volontà di élite finanziarie e tecnocratiche di erodere la sovranità degli Stati nazione per instaurare una struttura di governo globale centralizzata.

    La persistenza del termine si manifesta infine nella cultura di massa, dove la retorica del potere occulto o del cambiamento sistemico è stata rielaborata in ambito letterario, cinematografico e persino nel panorama dell’intrattenimento sportivo degli anni Novanta, a testimonianza di come una sigla diplomatica sia diventata una figura retorica pervasiva nel dibattito sociale moderno.

  • CREMA PERFETTA PER LE SCALOPPINE

    Nasce dall’emulsione tra i succhi di cottura della carne, un elemento grasso e una parte liquida legata da un velo di farina.

    Per ottenere una salsa densa, vellutata e priva di grumi senza ricorrere a preparati industriali, il procedimento poggia su pochi passaggi fondamentali.

    Infarinare leggermente la carne ed eliminare la farina in eccesso prima di rosolarla ad alta temperatura nel burro o nell’olio.

    Togliere la carne dalla padella una volta dorata e mantenerla al caldo su un piatto.

    Deglassare il fondo di cottura versando il liquido scelto, come vino bianco, succo di limone o brodo caldo, strofinando il fondo della padella con un cucchiaio di legno per sciogliere i succhi caramellati.

    Aggiungere una noce di burro freddo a fuoco dolce muovendo la padella in senso circolare per creare un’emulsione naturale, oppure incorporare un cucchiaio di panna fresca o formaggio spalmabile se si desidera una consistenza ancora più ricca.

    Rimettere le scaloppine nella padella per pochi secondi, girandole una sola volta per farle avvolgere completamente dalla salsa prima di servire.

    Pvl

  • PIOGGE ACIDE

    Il fenomeno delle piogge acide rappresenta una delle alterazioni ambientali più pervasive generate dalla civiltà industriale moderna.

    La causa primaria risiede nell’immissione continua di grandi volumi di anidride solforosa e ossidi di azoto nell’atmosfera, legata principalmente alla combustione di fonti fossili come carbone e petrolio nei settori dell’energia, dell’industria pesante e dei trasporti.

    Una volta rilasciati nei livelli alti dell’aria, questi gas entrano in combinazione con l’acqua, l’ossigeno e vari agenti ossidanti, trasformandosi rapidamente in acido solforico e acido nitrico.

    Tali sostanze non restano circoscritte ai luoghi di emissione, poiché le correnti atmosferiche le trasportano a grande distanza, fino a farle ricadere sotto forma di pioggia, neve, nebbia o deposizione secca a forte reazione acida.

    Le conseguenze sul patrimonio naturale si rivelano gravissime nei confronti delle foreste, dove l’acidificazione dei terreni sottrae sali minerali fondamentali come magnesio e calcio, solubilizzando al contempo metalli tossici per le radici come l’alluminio.

    La vegetazione subisce così un indebolimento strutturale progressivo, perdendo la propria difesa naturale contro le malattie e le variazioni termiche stagionali.

    Negli ecosistemi acquatici l’impatto risulta altrettanto devastante, poiché l’aumento di acidità in fiumi e laghi blocca le capacità riproduttive della fauna ittica e ne determina la scomparsa graduale.

    Oltre ai danni materiali alla biosfera, il fenomeno consuma le superfici dei monumenti e degli edifici storici, dove il materiale calcareo e il marmo vengono trasformati in gesso e disgregati dal dilavamento continuo delle acque nere.

    Il contrasto a questo degrado richiede accordi internazionali volti alla conversione energetica, all’adozione di sistemi rigidi di filtraggio delle emissioni industriali e alla progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

    Pvl

  • SNOBISMO CULTURALE

    Non nasce dal possesso della conoscenza, ma dall’uso che ne viene fatto per tracciare un confine escludente.

    Non è la ricerca della bellezza o del rigore intellettuale a definire l’atteggiamento snob, bensì la trasformazione del sapere in un mero strumento di distinzione sociale, dove il valore di un’opera o di un’idea dipende unicamente da quante poche persone riescono ad accedervi o a comprenderla.

    In questo meccanismo, il contenuto passa in secondo piano rispetto alla postura.

    L’attenzione si sposta dall’esperienza estetica al giudizio, dall’ascolto alla riaffermazione di un privilegio simbolico.

    Chi adotta questa prospettiva tende a trasformare la cultura in un codice chiuso, un repertorio di citazioni e giudizi inappellabili intesi a confermare un’appartenenza, piuttosto che ad aprire un campo di confronto autentico con la realtà.

    Quando l’esercizio del pensiero perde la sua tensione critica e la sua naturale curiosità, si riduce a un’elegante forma di difesa.

    La cultura, spogliata della sua capacità di inquietare e di mettere in discussione chi la frequenta, diventa così un puro ornamento dell’ego, una distanza di sicurezza mantenuta con cura verso tutto ciò che appare imperfetto, popolarizzato o semplicemente distante dalle dinamiche di un’élite.

    Pvl

  • CITTA’ RUSSE

    •Mosca

    rappresenta il cuore politico ed economico del Paese, celebre per la Piazza Rossa e il Cremlino.

    •San Pietroburgo

    è la capitale culturale e storica, fondata da Pietro il Grande e rinomata per l’Ermitage e i suoi canali.

    •Novosibirsk

    costituisce il principale centro urbano e industriale della Siberia.

    •Ekaterinburg

    sorge sugli Urali e segna il confine geografico tra Europa e Asia.

    •Nizhny Novgorod

    è uno dei più rilevanti hub commerciali e industriali situato lungo il fiume Volga.

    •Kazan

    è la capitale del Tatarstan, nota per la sua ricca storia e la convivenza tra cultura russa e tartara.

    •Chelyabinsk

    rappresenta un polo industriale di primaria importanza nella regione degli Urali.

    •Samara

    si distingue per le sue industrie legate al settore aerospaziale ed energetico.

    •Omsk

    rimane un fondamentale centro culturale e di trasporti nella Siberia occidentale.

    •Rostov

    sul Don funge da principale snodo commerciale e logistico nel sud della Russia.

  • ASTRID KIRCHHERR

    AMBURGO 1938 – 2020

    è stata una fotografa e artista tedesca, nota principalmente per il suo profondo legame stilistico e umano con i Beatles durante il loro periodo di formazione ad Amburgo nei primi anni Sessanta. La sua figura è fondamentale non solo per aver documentato la nascita della band, ma per averne plasmato radicalmente la primissima immagine visiva e l’estetica. Incontrò i Beatles nel 1960 al Kaiserkeller, uno dei locali del quartiere di St. Pauli, introducendoli alla cultura esistenzialista europea dell’epoca. Fu lei a suggerire il celebre taglio di capelli mop-top (la frangetta “a funghetto”), adottato prima dal suo compagno Stuart Sutcliffe e poi da John Lennon, Paul McCartney e George Harrison, sostituendo il look da rockabilly con le banane impomatate. I suoi ritratti fotografici della band, scattati tra luna park dismessi, moli e capannoni industriali di Amburgo, si distinguono per un forte contrasto in bianco e nero, un’illuminazione scultorea ed un’atmosfera malinconica che richiamava il cinema espressionista tedesco e le avanguardie francesi. Dopo la prematura scomparsa di Sutcliffe nel 1962 e l’esplosione della Beatlemania, la Kirchherr scelse gradualmente di allontanarsi dalla fotografia commerciale, lavorando come stilista e consulente visiva, ma rimanendo per sempre una figura chiave nella storia dell’arte visiva legata al rock del Novecento.

  • STATI UNITI

    PARCHI NAZIONALI

    Rappresentano una delle riserve naturali più vaste e affascinanti del pianeta, offrendo una varietà di paesaggi che va dai deserti rocciosi alle vette montuose, fino ai bacini geotermici più attivi della Terra.

    Tra le mete più celebri spicca il Grand Canyon in Arizona, una gigantesca voragine scavata dal fiume Colorado nel corso di milioni di anni, dove le pareti di roccia stratificata raccontano la storia geologica del continente.

    Spostandosi verso nord si incontra Yellowstone, il primo parco nazionale della storia, famoso per la sua fauna selvatica e per i suoi fenomeni vulcanici unici, tra cui geyser spettacolari come l’Old Faithful e bacini termali dalle sfumature variopinte.

    In California, il parco di Yosemite incanta i visitatori con i suoi imponenti monoliti di granito, come le celebri pareti di El Capitan e Half Dome, immersi tra cascate altissime e foreste di sequoie secolari.

    Nello stato dello Utah, il paesaggio cambia nuovamente per lasciare spazio ai canyon di arenaria rossa di Zion e alle surreali guglie rocciose di Bryce Canyon, modellate dagli agenti atmosferici in forme uniche.

    Per esplorare queste meraviglie è fondamentale pianificare il viaggio con attenzione, tenendo conto delle grandi distanze e della necessità di prenotare in anticipo gli accessi e i permessi per i sentieri più battuti.

  • PARCO NAZIONALE BIOGRADSKA GORA

    La riserva naturale che avvolge la foresta primordiale di Biograd si rivela come un santuario intatto dove il tempo sembra essersi fermato, conservando la memoria più profonda dell’ecosistema balcanico.

    Il cuore pulsante del parco è rappresentato da una vegetazione millenaria in cui giganteschi faggi, abeti e pini secolari crescono secondo ritmi del tutto spontanei, al riparo dalle trasformazioni urbane e dalle alterazioni antropiche dei secoli recenti.

    Camminare sui sentieri che delineano il :

    bacino glaciale del Lago di Biograd

    significa immergersi in una dimensione fatta di silenzi densi e sfumature cromatiche che cambiano al variare delle stagioni, rivelando la forza autentica di un paesaggio ancora incontaminato.

    I rilievi del :

    massiccio di Bjelasica

    offrono una cornice maestosa a questa radura sospesa ad alta quota, dove la cura della biodiversità animale e vegetale riflette l’importanza storica di una tutela nata già verso la fine del diciannovesimo secolo.

    Tale continuità ecologica rende la riserva una testimonianza rara nel panorama europeo, capace di offrire una riflessione tangibile sul legame profondo tra la natura selvaggia e il fascino della montagna.

    Pvl

  • PARCO NAZIONALE YOSEMITE

    Rappresenta uno dei patrimoni naturali più imponenti e affascinanti del nord America, stendendosi lungo le dorsali orientali della catena della Sierra Nevada in California.

    Questa vasta area protetta, scolpita dall’azione millenaria dei ghiacciai, si distingue per la straordinaria varietà di ecosistemi che racchiude, passando dalle fitte foreste di conifere alle vette granitiche che si ergono verticali sul fondo valle.

    Tra i simboli indiscussi del parco spicca la Yosemite Valley, un canyon principale dominato da giganti di pietra che hanno fatto la storia dell’arrampicata mondiale.

    Da un lato svetta El Capitan, un monolite di granito alto oltre novecento metri meta degli scalatori di tutto il globo, mentre dall’altro profilo domina l’Half Dome, con la sua caratteristica forma a cupola dimezzata che attrae ogni anno migliaia di escursionisti.

    L’acqua gioca un ruolo fondamentale nella vita del parco, alimentando una serie di cascate tra le più alte del pianeta.

    Durante la primavera e l’inizio dell’estate, con lo scioglimento delle nevi in alta quota, spettacoli come le Yosemite Falls e le Bridalveil Fall raggiungono la massima portata, riempiendo la valle di vapore e ruggiti impressionanti prima di confluire nel corso del fiume Merced.

    Oltre alle formazioni rocciose e alle vie d’acqua, Yosemite custodisce la riserva di Mariposa Grove, un santuario naturale che ospita centinaia di sequoie giganti secolari.

    Tra questi esemplari storici si trova il Grizzly Giant, un albero la cui età stimata supera i duemila anni e la cui imponenza offre una testimonianza tangibile della forza e della longevità della natura incontaminata.

    Punti di osservazione celebri come Glacier Point e Tunnel View permettono di cogliere l’intera dimensione della vallata in un unico sguardo panoramico, offrendo prospettive uniche sul cambiamento della luce durante l’alba e il tramonto.

    La gestione degli accessi e dei permessi sui sentieri più battuti punta oggi a preservare questo delicato equilibrio ecologico, consentendo al contempo un’esperienza profonda e rispettosa del paesaggio.

    Pvl

  • FEDERICA MOGHERINI

    Politica e diplomatica italiana, figura di rilievo della politica estera europea ed ex esponente del Partito Democratico.

    Incarichi politici e istituzionali. Inizi e Parlamento

    Laureata in Scienze Politiche, inizia il suo percorso giovanile nelle organizzazioni della sinistra italiana per poi entrare nella direzione nazionale del PD con Walter Veltroni e Matteo Renzi. Viene eletta deputata nel 2008 e riconfermata nel 2013.

    Ministra degli Esteri

    Nel febbraio 2014 assume il ruolo di Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel governo guidato da Matteo Renzi, diventando la più giovane a ricoprire tale carica nella storia della Repubblica.

    Alto Rappresentante dell’Unione Europea

    Nel novembre 2014 subentra a Catherine Ashton come Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione Juncker, mantenendo la carica fino al termine del mandato nel novembre 2019. Durante la sua gestione ha coordinato importanti dossier internazionali, tra cui l’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA).

    Ruoli accademici e recenti

    Dal settembre 2020 ricopre il ruolo di Rettrice del Collegio d’Europa a Bruges (prima donna a guidare l’istituzione) e, dal 2022, è direttrice della scuola di formazione diplomatica dell’Unione Europea (EU Diplomatic Academy).

  • L’ALITO DELLE CINESI E’ DIVERSO

    PERCHE’ ?

    Non esistono evidenze scientifiche o biologiche che indichino una differenza etnica o genetica nell’odore dell’alito.

    L’alito (o alitosi) è un fenomeno legato prevalentemente alla flora batterica della cavità orale, all’igiene dentale, alla salute dell’apparato digerente e, soprattutto, all’alimentazione.

    La percezione di un alito diverso in persone di culture o provenienze differenti si spiega quasi esclusivamente attraverso fattori gastronomici e di stile di vita :

    La dieta tradizionale di molte regioni asiatiche e della Cina fa un uso abbondante e quotidiano di ingredienti ricchi di composti solforati volatili, come :

    aglio

    cipollotto

    erba cipollina cinese

    zenzero fresco

    spezie forti e

    alimenti fermentati (come paste di soia o tofu fermentato).

    Questi composti vengono assorbiti durante la digestione, entrano nel circolo sanguigno e vengono poi rilasciati gradualmente attraverso i polmoni durante la respirazione.

    L’uso costante di determinati oli di cottura e alimenti ricchi di proteine o spezie persistenti influisce direttamente sui processi digestivi e sull’aroma che il corpo ed esala sia attraverso i pori della pelle sia attraverso la respirazione.

    Le differenze percepite nell’alito tra persone di origini diverse sono quindi legate alle abitudini alimentari e alla cucina locale, non a caratteristiche biologiche o genetiche.

    Pvl

  • MARSIGLIA

    PROSTITUZIONE

    La storia della prostituzione a Marsiglia rappresenta un capitolo centrale nell’identità urbana e sociale della città, legata per secoli alla sua natura di porto emporio, luogo di transito per marinai, soldati e mercanti da tutto il Mediterraneo.

    Il quartiere riservato e la geografia storica

    Dall’Ottocento fino alla prima metà del Novecento, l’attività era concentrata nel cosiddetto quartier réservé, situato a ridosso del Vieux-Port e all’interno del centro storico, in particolare nelle aree del Panier e di Noailles.

    Vicoli stretti, bordelli ufficiali e locali d’avviamento costituivano un tessuto urbano autonomo, fortemente tollerato e al contempo controllato dalle autorità civili e militari per gestire l’imponente afflusso portuale.

    La distruzione del 1943 e la trasformazione

    Il punto di svolta storico avvenne durante la Seconda guerra mondiale.

    Nel gennaio 1943, le forze di occupazione tedesche, con la collaborazione del regime di Vichy, rasarono al suolo gran parte dei vecchi quartieri attorno al porto.

    L’operazione mirava a sradicare la resistenza francese, ma anche a smantellare un’area considerata fucina di marginalità, contrabbando e prostituzione.

    Evoluzione contemporanea e quadro legislativo

    Con la chiusura delle case di tolleranza nel secondo dopoguerra (Legge Marthe Richard del 1946) e le successive riforme, il fenomeno si è progressivamente spostato dai bordelli storici alla strada e alla sfera privata.

    Oggi la Francia adotta un modello abolizionista rafforzato (Legge del 2016), che depenalizza le persone che si prostituiscono e sanziona invece i clienti, il adescamento e lo sfruttamento.

    Nella Marsiglia contemporanea, le forme visibili di prostituzione di strada si sono riposizionate fuori dal centro storico riqualificato, concentrandosi in aree periferiche, grandi assi stradali o zone industriali, mentre una quota consistente si è trasferita sui canali digitali.

    Pvl

  • RICCARDO FRANCALANCIA

    nasce ad Assisi nel 1886 e si stabilisce a Roma nel primo dopoguerra, iniziando a dipingere da autodidatta dopo un’esperienza come impiegato di banca.

    Aderisce alla scuola romana ed entra in contatto con la cerchia di Valori Plastici, sviluppando un linguaggio figurativo caratterizzato da una spiccata sospensione lirica e da una forte compostezza formale.

    La sua pittura si distingue per tonalità calde e sommesse, dove paesaggi umbri, vedute urbane e nature morte vengono rielaborati in un’atmosfera d’ordine e silenzio, vicina alle suggestioni del realismo magico.

    Partecipa attivamente alle principali rassegne dell’epoca, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, affermandosi come una delle voci più stimate nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre.

    Muore a Roma nel 1965, lasciando un’eredità artistica fondata sulla misura strutturale e sulla ricerca intima del paesaggio.

  • MEMORIA

    MEMORIA ICONICA

    La memoria iconica è il registro di memoria sensoriale visiva a brevissimo termine del nostro sistema cognitivo.

    Ha una capacità estremamente elevata di trattenere dettagli visivi, ma una durata brevissima, compresa in genere tra i 200 e i 500 millisecondi.

    Funziona come un’impronta visiva istantanea, un vero e proprio fotogramma che rimane impresso prima che l’attenzione e la memoria a breve termine selezionino i dettagli da elaborare ed elaborino l’informazione.

    Fu descritta e analizzata nel dettaglio dallo psicologo George Sperling nel 1960 attraverso i suoi celebri esperimenti sul resoconto parziale.

    Garantisce la percezione di continuità visiva nel nostro quotidiano, trasformando la successione dei rapidi movimenti oculari in un flusso visivo fluido e privo di interruzioni.

  • ZAGAROLO

    sorge su una stretta lingua di roccia tufacea che si allunga per circa due chilometri tra i Monti Prenestini e l’area dei Colli Albani, delimitata ai lati da due avvallamenti naturali che ne hanno condizionato la forma e lo sviluppo.

    L’impianto del centro storico riflette una disposizione rigorosamente rettilinea e ordinata, caratterizzata da un asse viario principale su cui si innestano perpendicolarmente vicoli e stradine minori, secondo un modello di pianificazione urbanistica che risale agli interventi cinquecenteschi della famiglia Colonna.

    Alla testa del crinale domina il complesso monumentale di Palazzo Rospigliosi, l’edificio più rappresentativo del borgo, nato come fortezza medievale e successivamente trasformato in dimora di rappresentanza rinascimentale con saloni affrescati e una vasta corte interna.

    L’architettura della cittadina si distingue per l’uso diffuso del tufo locale nelle murature delle case a schiera, intervallate da portali in pietra, chiese di epoca barocca e cortili interni che conservano traccia delle antiche attività agricole e vitivinicole del territorio.

    Oggi il tessuto urbano fonde la preservazione del proprio nucleo storico con l’espansione residenziale nelle aree collinari circostanti, rimanendo immerso in un paesaggio caratterizzato da vigneti storici e campagne coltivate.

    Pvl

  • NICUSOR DAN

    POLITICO E MATEMATICO RUMENO

    Attuale Sindaco Generale di Bucarest.

    Profilo e percorso

    Formazione accademica

    Matematico di alto livello, ha studiato alla École Normale Supérieure di Parigi e ha conseguito un dottorato in matematica alla Paris-Sud University.

    Attivismo urbano

    Prima di entrare in politica, ha fondato l’associazione Salvați Bucureștiul (“Salvate Bucarest”), distinguendosi nella tutela del patrimonio architettonico e degli spazi verdi della capitale contro l’abusivismo edilizio.

    Carriera politica

    Ha fondato il partito Uniunea Salvați România (USR), una delle principali forze d’opposizione di stampo europeista e riformista in Romania.

    Guida della capitale

    È stato eletto Sindaco Generale di Bucarest nel settembre 2020 come candidato indipendente sostenuto dalle forze di centro-destra, ed è stato riconfermato per un secondo mandato nelle elezioni locali del 2024.

    Pvl